filosofico umore’ e ‘maravigliosa speditezza’
di // pubblicato il 19 Giugno, 2007
Prorogata al 13 giugno 2008
Fin dal 1328, quando Giotto fu chiamato a Napoli da Re Roberto d?Angiò, le relazioni artistiche tra Firenze e Napoli sono sempre state significative.
Nel corso del Seicento, la presenza a Firenze, per periodi di tempo più o meno lunghi, di pittori partenopei sommata e ?l?ansia collezionistica medicea? ci hanno regalato il gran numero di dipinti di scuola napoletana conservati a tutt?oggi nei musei statali fiorentini.
Tale apprezzamento da parte dei Medici, da Cosimo II al Gran Principe Ferdinando (pur non al livello della passione per la pittura emiliana del Seicento o per la quella veneta del Cinquecento) è testimoniato dai ricordi inventariali delle raccolte granducali, corrispondenti, in buona parte, a opere identificabili.?
?filosofico umore? e ?maravigliosa speditezza?? Pittura napoletana del Seicento dalle collezioni medicee, propone una lettura di tutti i rapporti artistici basata, oltre alla presenza a Firenze di alcuni dei principali pittori napoletani (capaci di lasciare anche un segno sugli artisti fiorentini), al ruolo di intermediari svolto dai numerosi fiorentini residenti a Napoli, per ragioni finanziarie e commerciali, che fecero pervenire numerosi quadri in patria.?
Il percorso espositivo è articolato, per cronologia e per protagonisti, in sei sezioni:
1. Il caravaggismo di Battistello Caracciolo e Jusepe de Ribera
2. Natura e filosofia in Salvator Rosa
3. Il barocco di Luca Giordano
4. Pittura napoletana di genere
5. Fra mitologia e storia antica: due quadri medicei riscoperti
6. Massimo Stanzione per Firenze
Le citazioni, scelte per il titolo dell?esposizione, sono tratte dalle Notizie de? professori del Disegno di Filippo Baldinucci (1681-1728): ?filosofico umore? fu quello del Rosa, che soggiornò a Firenze dall?autunno del 1640 alla fine del 1648 (pittore, letterato, uomo di teatro, fondatore di un?accademia, attento a soggetti derivati dalla storia e dalla filosofia antica), mentre ?maravigliosa speditezza? fu la capacità di dipingere in modo straordinariamente rapido da parte di Luca Giordano (presente a Firenze nel 1682 e 1685-1686) raccogliendo e rinnovando l?eredità lasciata da Pietro da Cortona quarant?anni prima. Sezioni più ridotte della mostra sono dedicate ai caravaggeschi Battistello Caracciolo (soggiornò per breve tempo a Firenze nel 1618) e Jusepe de Ribera (le cui mezze figure di Santi erano particolarmente richieste dai collezionisti fiorentini più accorti) e un piccolo, interessante nucleo di pittura di genere risalente alla fine del secolo, con due nature morte di Andrea Belvedere e Giuseppe Recco, e una Fiera contadina mai esposta in precedenza del giordanesco Nicola Russo. Chiude il percorso una grande Annunciazione di Massimo Stanzione, definito dalle fonti partenopee il ?Guido Reni napoletano?, unica opera del pittore conservata a Firenze (si trova nella chiesa di Santo Stefano in Ponte), anch?essa poco nota.
Come analizza Cristina Acidini, Soprintendente del Polo Mussale Fiorentino:tite in ?Molti requisiti della mostra, nel momento di aprirla, mi rendono sicura del buon lavoro svolto per una mostra quasi tutta interna al Polo Museale Fiorentino, sostenuta principalmente da Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi, con quadri del Dipartimento dell?arte del Cinquecento e del Seicento sotto la responsabilità di Francesca de Luca, grazie anche a sceltissime integrazioni provenienti da altri musei del pari ospitanti collezioni artistiche medicee (e penso alle due grandi tele di Salvator Rosa prestate dalla Galleria Palatina dopo il restauro). Dunque, una ?valorizzazione? da manuale di un patrimonio stabilmente posseduto ma solo in parte esposto e comunque mai finora riunito, che dimostra una volta di più la vitalità e l?apertura internazionale del collezionismo d?arte dei Medici, regnanti e cadetti, nel pieno Seicento e oltre. Motivo di soddisfazione è che la mostra poggia sul solidissimo supporto di studi originali e approfonditi, condotti e coordinati da Elena Fumagalli, che mettono a frutto esaustive indagini svolte con un ventaglio di metodologie pluridisciplinari: la ricerca d?archivio, l?escussione delle fonti, la ricostruzione biografica dei personaggi, l?approccio puntuale ai quadri sulla base di un?acquisita connoisseurship. L?alleanza fra Soprintendenza e Università ha dato, e non poteva essere diversamente, risultati d?eccellenza che vanno ad arricchire, con il catalogo, la bibliografia del settore a livelli di alta qualità. Niente a che vedere quindi con le tante mostre d?occasione, imbastorno a temi a volte tanto provocator? quanto fragili, oppure su trenini d?opere mediocri, cui fa da locomotiva un capolavoro estorto a un grande museo o ad altro riluttante prestatore?.
Antonio Natali, Direttore della Galleria afferma: ?Gli Uffizi, non avendo bisogno di promozione, possono giocare un ruolo importante. Un?esposizione ordinata in Galleria ha la certezza d?essere goduta dagli stessi visitatori del museo, che in un anno s?accostano ormai a un milione e settecentomila. Chi se ne fa mecenate, sostenendo finanziariamente l?operazione, non avrà dunque alcun dubbio ? quanto ai numeri ? riguardo all?esito promozionale; dovrà solo esigere la garanzia della serietà scientifica. Agli Uffizi competono allora la ricerca e la proposta di temi capaci d?essere formativi; magari proprio in quanto inusuali. E purtroppo il declino dell?educazione alla cultura figurativa è arrivato in Italia a livelli così bassi (colpevole soprattutto la scuola, che neppure nei licei umanistici va oltre una misera ora a settimana) che non ci sarà bisogno d?andare a scovare soggetti peregrini. Ormai, con la complicità di chi seguita a battere le vie fruste dei feticci, sono pochi i nomi che riescono a scuotere la curiosità; ma sono invece pur sempre tante le persone che ambirebbero a travalicare gli usati limiti e a conoscer cose nuove?. Allestita agli Uffizi fino al 6 gennaio 2008, è e accessibile con l?ingresso in galleria. Il catalogo, edito da Giunti, bello da sfogliare, è una prezioso approfondimento e lettura piacevolissima.