Festa di metà autunno: muore la tradizione?

di Elisa Bergami // pubblicato il 26 Ottobre, 2010

L’omologazione sembra essere di casa in Cina; tutti possiedono lo stesso telefonino, la stessa marca di jeans e gli stessi atteggiamenti. Intorno alla metà di settembre tutti trasportano sacchetti semirigidi del medesimo tipo con all’interno grosse scatole per lo più rosse e dorate che, come composti soldatini, fanno capolino dall’apertura.
Viene naturale pensare a qualche ricorrenza particolare, una festività a cui il popolo cinese rende omaggio attraverso l’acquisto di quante più confezioni possibili di un dolcetto che, solo dopo svariate domande ad altrettante persone, si scopre essere tale.

È semplicemente la festa di metà autunno ti viene detto con uno sguardo tra il sorpreso e il rammaricato per l’ignoranza appena dimostrata; è una delle ricorrenze più importanti in Cina e ciò che molti trasportano sono enormi confezioni di yuebing cioè “dolcetti della luna”.
Annualmente essa si svolge il quindicesimo giorno dell’ottavo mese lunare secondo il calendario cinese e in base a quello gregoriano non cade mai nello stesso giorno.
Miti e leggende si accavallano dalla notte dei tempi attorno a questo avvenimento; impossibile dare loro una certa veridicità, ma ciò nonostante queste storie sono in grado di rendere ancora più affascinante una ricorrenza unica nel suo genere.

La celebrazione della Festa di metà autunno è fortemente legata alla leggenda di Houyi e Chang’e, le divinità lunari dell’Immortalità. La tradizione colloca queste due figure nella mitologia cinese attorno al 2200 d.C, durante il regno dell’Imperatore Yao. Al contrario di molte divinità lunari presenti in altre culture, identificate come vere e proprie personificazioni della luna, Chang’e vive semplicemente su essa, umana abitante della superficie celeste.
La versione più diffusa attesta che Houyi fosse un immortale e Chang’e una bellissima giovane donna impegnata a lavorare al palazzo dell’Imperatore di Giada alle dipendenze della Regina Madre d’Occidente. Houyi, suscitando le gelosie degli altri immortali, cominciò a venir calunniato senza ragione e conseguentemente lui e la moglie Chang’e furono banditi dal Paradiso. Forzati a vivere sulla Terra come mortali, Houyi fu costretto per sopravvivere a diventare un arciere; la sua bravura era tale che ben presto cominciò ad essere conosciuto anche nelle terre più lontane.
A quel tempo, in cielo brillavano dieci soli sotto forma di uccelli a tre zampe. Quotidianamente uno di questi doveva volare attorno alla terra trainando una biga guidata dalla “Madre” di tutti i Soli; un giorno, però, tutti e dieci i volatili uscirono nello stesso momento provocando un gigantesco e terribile incendio sulla Terra.
L’Imperatore Yao comandò quindi a Houyi di utilizzare le sue abilità come arciere per colpirli tutti tranne uno; l’ardua impresa lo vide vincitore e come premio l’eroe ricevette una pillola in grado di conferire la capacitá di volare. Insieme ad essa un solo ammonimento…quello di non inghiottirla subito ma di aspettare almeno un anno, periodo nel quale avrebbe dovuto prepararsi all’evento pregando e digiunando. Portata la pillola a casa, la nascose sotto un asse di legno. Un giorno, in assenza del consorte Chang’e vide un bagliore luminoso emergere dal pavimento e scoprì così che cosa il marito le aveva tenuto nascosto.
Presa dalla curiosità la inghiottì ed immediatamente scoprì che era in grado di volare. Al ritorno dalla missione assegnatagli, Houyi scoprì che cosa aveva combinato la moglie e cominciò a rimproverarla duramente; per tutta risposta, ella spiccò il volo attraverso la finestra vicina.
Libera e felice, cominciò a circumnavigare tutto il Paradiso, fino a che non fu costretta a ritornare sulla Terra a causa di un forte vento che le impediva di proseguire la fuga. Ben presto, resasi conto di ciò che aveva fatto, andò a chiedere aiuto alla lepre della Luna; giunta al suo cospetto, risputò parte della pastiglia e implorò l’animale di preparargliene un’altra, così da poter tornare dal marito e vivere con lui sulla Terra per sempre.
La leggenda narra che la lepre stia ancora cercando e sminuzzando le erbe utili per creare la pasticca miracolosa. Nell’attesa Houyi si costruì un palazzo sul Sole, rappresentante il principio Yang, mentre Chang’e fece lo stesso sulla Luna, identificandosi quindi come il principio Ying. Ogni anno nel giorno della festa di metà autunno, Houyi va a trovare la moglie nella sua dimora ed è per questo motivo che la Luna appare in quella notte più luminosa e piena del solito.

Credenze popolari vogliono che fissando intensamente il disco lunare si possa distinguere il profilo di una donna e pare che se i bambini fissandola esprimono un desiderio, questo il giorno dopo verrà esaudito.

Come in tutte le culture, anche in quella cinese miti e leggende rappresentano la solida base su cui si regge l’apparato culturale di un popolo e come spesso accade con l’avanzare del tempo e del progresso questi elementi perdono parte della loro forza, dovendo combattere una lotta impari con il materialismo dilagante.
Ecco, quindi, che difficilmente si vedranno bambini con gli occhi rivolti verso la luna e lo sguardo attento e concentrato nell’esprimere un desiderio; difficilmente si vedranno nonni e bisnonni raccontare la storia di una giovane donna troppo curiosa e avventata, costretta a vivere lontano dal marito in attesa della creazione di una pillola magica.
Molto facilmente si vedranno, invece, all’interno dei mercati bancarelle ricolme di “dolcetti della luna” dai più svariati ripieni sia dolci che salati, e all’interno di negozi specializzati grandi e piccole scatole dai colori sgargianti.

Riflettendo qualche momento in più, questa festività per come si presenta oggi non si differenzia molto dal nostro San Valentino, ridotto ormai non più alla celebrazione dell’amore, ma al protagonismo di gigantesche scatole di cioccolatini, altrettanto enormi peluches e bigliettini pre-stampati.
Ma volendo credere che ancora qualche stralcio di tradizione resiste, allora ci e’ concesso pensare che almeno qualcuno, sulla totalita’ dei cinesi intenti a regalare questi dolcetti, lo faccia pensando alla mitica leggenda, sperando che prima o poi i due coniugi possano finalmente riabbracciarsi e sognando di tornare bambino, esprimere un desiderio.

 

Dettagli

Bancarella di yuebing a Xi'an

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Foto Elisa Bergami