Fabrizio De André
di // pubblicato il 20 Marzo, 2011
La storia del Novecento raccontata attraverso il punto di vista di uno dei maggiori cantautori italiani nella mostra allestita fino al 15 maggio nella Rotonda di Via Besana a Milano ed interamente dedicata al grande artista Fabrizio De Andrè.L’iniziativa prodotta dal Comune di Milano – Cultura, da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura Di Genova, dalla Fondazione Fabrizio De Andrè Onlus e da Silvana Editoriale, rappresenta l’ultima tappa di percorso che ha già visto come protagoniste anche le città di Genova, Nuoro, Roma e Palermo che hanno voluto rendere omaggio al talento e alla genialità di un uomo come Fabrizio De Andrè, raccontandone la vita, dalla musica con le sue straordinarie canzoni, alle sue esperienze e passioni.

“Il canto ha infatti ancora oggi, in alcune etnie cosiddette primitive, il compito fondamentale di liberare dalla sofferenza, di alleviare il dolore, di esorcizzare il male” (Fabrizio De Andre’) : ed è proprio nelle sue canzoni, nelle sue “ballate”, che ritroviamo la realtà che ci circonda, un complicato tessuto sociale, un paesaggio culturale che ci è familiare, la vita, l’amore, la morte, la sua Genova; veri e proprio racconti cantati che resteranno indimenticabili.
L’allestimento della mostra si sviluppa attraverso sei sezioni collegate fra di loro e che raccontano al visitatore in modo davvero originale i temi conduttori che hanno caratterizzato la vita dell’artista.
Nella prima sala dedicata alla poetica, il visitatore viene accolto da sei schermi trasparenti che racchiudono altrettante tematiche: Genova, l’amore, la guerra, la morte, l’anarchia, gli ultimi, approfonditi dai manoscritti di alcune canzoni, illustrati da filmati, fotografie e video.

Dice De André a proposito del capoluogo ligure: “Quando durante la guerra ero sfollato in Piemonte, Genova per me era un mito. A cinque anni la vidi per la prima volta e me ne innamorai subito, tremendamente. Genova per me è come una madre. E’ dove ho imparato a vivere”.
La seconda sala dedicata principalmente alla musica racconta la produzione discografica di De Andrè, raccogliendo la sua musica, dei piccoli pannelli riproducono le copertine dei principali dischi di studio, possono essere scelti e posizionati su appositi tavoli multimediali, attivando una serie di proiezioni; questo allestimento virtuale, multimediale ed interattivo progettato dallo Studio Azzurro permettea al visitatore di "incontrare" Fabrizio, i suoi amici e collaboratori, il critico Riccardo Bertoncelli che, con i loro contributi, inquadreranno il periodo storico e il clima sociale in cui quel disco è stato prodotto, i meccanismi della scrittura e della registrazione.

La terza sala, tra le più suggestive presenta al pubblico quelli che sono stati i personaggi che sono stati creati da De Andrè attraverso le sue canzoni più famose, da Marinella a Piero, da Bocca di Rosa ad Amico fragile, che appaiono vicino ai tarocchi originali creati per la scenografia della tournèe dell’album “Le Nuvole” sono posizionati tre schermi della stessa forma e dimensione: sono tarocchi virtuali dentro cui appaiono trentuno personaggi, su due lavagne touch-screen si potrà scegliere il proprio personaggio preferito e creare un tarocco personalizzato realizzato da un breve montaggio di immagini e aforismi del cantautore, selezionabili da un apposito archivio, apparirà su un grande schermo insieme a quelli inventati dagli altri visitatori; anche da chi, collegandosi dal proprio computer al sito della manifestazione, parteciperà all’iniziativa da casa.

La quarta e la quinta sala sono dedicata alla vita dell’artista, una raccolta dettagliata con stampe fotografiche di grande formato riprodotte su lastre di plexiglas che una volta poste in apposite cornici su cavalletti, attiveranno una serie di proiezioni di immagini, filmati, videointerviste e altro ancora, legati a un determinato periodo della sua vita; mentre sullo schermo dell’altra sala scorrerà senza soluzione di continuità un "rullo" di oltre 5 ore, con una serie di contributi video della Rai presentati in versione integrale e con molti inediti, apparizioni televisive, interviste, concerti, tutti raccolti in un corposo affresco da Vincenzo Mollica.
«Che cos'è per te oggi, nel fondo del fondo, la canzone?» - chiede Vincenzo Mollica a De Andrè – “La canzone è una vecchia fidanzata con cui passerei ancora molto volentieri buona parte della mia vita, sempre e soltanto nel caso di essere ben accetto”.

Si conclude così una mostra che consente al visitatore, grazie a moderne tecnologie, di approfondire le molteplici caratteristiche dell’universo De André, creando un proprio percorso di visita, scoprendo o riscoprendo passaggi di tempo e di pensiero, grazie soprattutto agli innumerevoli contributi video di amici e collaboratori di Fabrizio, alle testimonianze di chi gli è stato più vicino, alle interviste realizzate con lui dalla RAI.

A queste suggestioni interattive si accompagnano oggetti, manoscritti, libri annotati, dischi, locandine, fotografie, strumenti musicali ed elementi scenografici, che ci restituiscono un ritratto intimo dell’artista, di un uomo che a proposito del suo mestiere di musicista diceva: “Sentii fin da subito che il mio lavoro doveva camminare su due binari: l’ansia per una giustizia sociale che ancora non esiste e l’illusione di poter partecipare, in qualche modo, a un cambiamento del mondo. Quest’ultima si è sbriciolata presto, la prima, invece, rimane”.