Ex voto e archeologia nuova a Milano

di Flavia Molinari // pubblicato il 27 Aprile, 2011

Per fortuna ogni tanto vengono allestite mostre molto particolari e insolite, scavate nelle nicchie del collezionismo: questa volta Milano si distingue nel ricordare il nostro Risorgimento con “… in nome d’Italia. Ex voto da collezioni private”.
In tutto il nostro paese si festeggiano I 150 dell’ Unità d’Italia con mostre, conferenze, spettacoli, celebrazioni, libri, ma l’idea di fare vedere quanto hanno sofferto i soldati e gli ufficiali passati attraverso le battaglie napoleoniche e alcuni fatti d’arme del nostro Risorgimento è venuta a Milano.
Questa esposizione è concentrata in una grande sala di Palazzo Moriggia, sede delle Civiche Raccolte Storiche (via Borgonuovo 23), dove sono state messe più di 50 tavolette ex voto, riunite a cura di Tito Canella, e c’è tempo per vederla sino al 29 maggio: l’ingresso è gratuito.

Per come li vedo io, tutti gli ex voto, di qualsiasi tipo essi siano, hanno dentro una grande poesia, talmente tanta riconoscenza e tanto desiderio di raccontare la vicenda capitata e finita bene da fare scorrere un brivido emozionato in chi li guarda.
In questo caso il soggetto principale è sempre in divisa e da questo particolare si riesce a stabilire a quale armata, reggimento o battaglione appartenesse il miracolato che, di solito, è inginocchiato, con il cappello devotamente posato in terra, in atto riverente verso la Madonna con Bambino o il Santo che ha avuto cura di lui. Le battaglie ricordate da tutti questi ex voto sono, oltre ai tre di epoca napoleonica, quelle sanguinosissime di Magenta, Custoza e Gaeta.
La semplicità narrativa dei pittori, quasi tutti anonimi, che hanno eseguito queste tavolette cattura il cuore e fa sentire intorno a noi il rumore della battaglia, il batticuore del sopravvissuto, l’ardore della sua preghiera.
Sono rare le tavolette che ritraggono, oltre al militare, anche altre persone come la moglie oppure i nemici: la più insolita è quella del sacerdote che, entrando nella canonica il “21 Aprilis. anni. 1848”, si accorge dei soldati, dei cannoneggiamenti e della strage per le strade del suo paese. La Madonna in alto ha in braccio un Bambin Gesù davvero vivacissimo che, con mossa impensata, ha portato via il ramo di giglio a S. Antonio da Padova!

Il catalogo, edito da Nomos Edizioni (Busto Arsizio), è interessante perché a fianco di ogni tavoletta riprodotta propone, con un testo storico- iconografico, la storia che si riesce a desumere dal dipinto, spiega le caratteristiche dell’uniforme indossata dal militare e il fatto d’arme durante il quale si è salvato.
Uscendo dal Museo del Risorgimento si può, passeggiando tranquillamente, attraversare il quartiere di Brera e approfittare dell’occasione per guardarsi intorno, cercando di capire dove va il vento delle tendenze sia per l’abbigliamento, sia per l’arte e per l’arredamento. Passando davanti al Castello dare un’occhiata alla caratteristica torre del Filarete non fa male, poi raggiungere piazza Cadorna e pensare se davvero ”Ago, filo e nodo”, di Claes Oldenburg e di sua moglie Coosje Van Bruggen, allegra scultura multicolore installata nel 2000, lì sta bene oppure no come simpatico simbolo della laboriosità (e della moda milanese) oltre che del biscione presente nello stemma della città.
Facendo una stretta e simpatica viuzza che parte dal piccolissimo angolo verde della piazza, si raggiunge il Museo Archeologico, che, in questi giorni, ha raggiunto una nuova vita, grazie all’ampliamento di 1700 mq, distribuiti su sei livelli e recuperati in via Nirone 7.

Vale la pena di andare a vedere anche solo questa nuova parte, perché ci si arriva dal chiostro e, percorrendo una passerella che costeggia le belle e profumate di storia mura romane con torrioni, si entra in questo contesto architettonico straordinario, l’ex convento del Monastero Maggiore di San Maurizio, risalente al VIII-IX secolo d.C. 
Tutti questi edifici, dall’epoca romana in poi, si sono miracolosamente conservati proprio perché sono stati inglobati nel Monastero, quindi Milano, priva di cave di argilla e di pietra, non ha riutilizzato questi materiali antichi per fare le costruzioni nuove.
Anche questa volta si entrerà gratuitamente nel museo rinnovato e ampliato per due mesi, cioè sino al 19 giugno e l’ampliato orario (dalle 9,00 alle 17,30 dal martedì alla domenica) permette a tutti di approfittarne.

Il nuovo allestimento museografico, progettato dall’architetto Andrea Bruno, privilegia la lettura dei reperti archeologici e dell’ampio apparato didascalico grazie alle teche espositrici dal disegno essenziale, che, per fortuna, non interferiscono con i reperti. 
Consiglio di iniziare la visita dalla sede di corso Magenta, dove si trovano i reperti della Milano antica, mentre nella nuova ala di via Nirone ci sono tre sezioni dedicate alla Lombardia Altomedievale, al mondo Etrusco e al mondo dei Greci. 
Nel piano rialzato, lo spazio riservato alle mostre temporanee, c’è, ora, una esposizione dedicata alla musica nel mondo antico, con un percorso tematico intitolato “Suoni silenti”.

Negli spazi recuperati con il trasferimento delle sezioni Greca ed Etrusca, si trovano: 
- la sezione, ampliata, di “Abitare a Mediolanum”, con le diverse tipologie abitative milanesi dell’epoca imperiale, con tre pavimentazioni a mosaico di domus risalenti al II-III sec. d.C. 
- un percorso espositivo temporaneo, intitolato “Nutrire il corpo e lo spirito”.
Le cose da vedere dentro il Museo sono davvero molte, nei chiostri le epigrafi, nel giardino i resti di una domus del I sec. d. C. con un prezioso mosaico pavimentale e, molto particolare è la torre poligonale a ventiquattro lati e una quadrata di epoca romana, tutte e due ammirabili dall’alto del secondo piano dove si trova un terrazzo.
Per l’apertura del rinnovato Museo Archeologico sono arrivate due importanti donazioni: il collezionista Luigi Koelliker ha regalato due ritratti virili in marmo di epoca romana, uno databile tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C., l’altro al I sec. d.C., Mimmo Paladino, presente a Palazzo Reale fino al 10 luglio con una mostra monografica, ha donato una statua in terracotta colorata, realizzata nel 2008, intitolata “Dormiente”, una forma umana rannicchiata.

Finalmente è stato preparato, in questa occasione, un percorso di visita tra monumenti e aree archeologiche di epoca romana, con una particolare attenzione alla fase di Milano capitale imperiale nel IV secolo d.C.
Il percorso, preparato per fare conoscere, in parte, quanto è bella, artisticamente parlando, Milano, si trova in un pieghevole georeferenziato: si tratta di un itinerario di circa 7 km a piedi che ha come punto di riferimento il Museo Archeologico (dove si trova lo stesso pieghevole) e tocca tutti i siti interessanti. Sono stati addirittura posti dei totem bilingue con notizie storiche e artistiche davanti alle importanti basiliche della città.
L’obiettivo di tutto questo lavoro è suggerire un itinerario capace di far rivivere l’immagine della Milano Imperiale: non è poco e tutto serve a fare capire quanto è importante questa metropoli industriale anche dal punto di vista storico e artistico.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Anonimo
    olio su tavola
    cm.35x32,5
    Piemonte Bene Vagienna,
    Chiesa di S. Gottardo
    "G.R. 1849"
  • Maestro di Morozzo
    Tempera su tavola
    cm.25x21
    Piemonte Morozzo
    Santuario della Madfonna del Brichetto
    "Ex voto. 1859"
  • Piatti da pesce
    Il tondo centrale serviva a contenere i condimenti del pesce servito in piccoli bocconi. Diffuso nel mondo greco dalla fine del V secolo a.C., è decorato con vivaci rappresentazioni di pesci e molluschi.
    Piatti da pesce
    Ceramica,
    produzione campana
    Terzo quarto del IV secolo a.C.
    Nn. Inv. A 0.9.244, A 0.9.245, A 0.9.246
  • Particolare piatto da pesce 
    (Inv. A 0.9.244)
  • Oinochoe (brocca) a figure rosse
    Ceramica,
    produzione apula
    Pittore di Verona,
    metà del IV secolo a.C.
    N. Inv. A 997.01.255
    Sul corpo del vaso si riconosce una scena di libagione: una figura femminile (Menade o Ninfa), riccamente ingioiellata e vestita con un ampio chitone, impugna un ramo fiorito sorregge una cista (scatola) di offerte, tra le quali si riconoscono delle uova, mentre, un Satiro versa vino sull'altare con un kantharos.  
  • Mimmo Paladino
     «Dormiente» , 2008
    terracotta colorata
    32 (h) x 115 x 77 cm

 

Mappa

Dove e quando

  • Indirizzo: Varie sedi, Milano