Etiopia inside
di // pubblicato il 20 Maggio, 2010
Una mostra itinerante di Lisa Bernardini inizierà il cammino domenica 23 maggio alla Corte de' Medici di Montevarchi.
32 fotografie, di una collezione che supera le 100 immagini, selezionate per regalare all'osservatore le atmosfere vissute, gli incontri, le emozioni provate.
"Ethiopia Inside - Fotografare Attraverso" come spiega l'autrice è "un progetto importante, nella mia vita di donna e non solo di fotografa: mi ha fatto innamorare di questa terra, che tornerò a visitare quanto prima, e mi ha permesso di sperimentare a 360 gradi il mondo dei ritratti di strada."
Lisa Bernardini si augura che il pubblico accorrà numeroso a questa prima tappa italiana ringraziando Mario Mannucci e la sua famiglia per l'ospitalità "che mi concedono, e magari nel futuro, perchè no, mi ri-accoglieranno una volta uscito il libro per mostrare altre 32 fotografie di questo progetto di beneficenza."
Il libro collegato a questa mostra, infatti, è ancora in fase di raccolta fondi e uscirà tra qualche mese.
Circa duemila chilometri in jeep, dalla capitale Addis Abeba in direzione sud, per il viaggio etiope iniziato lo scorso Natale e concluso il 7 Gennaio di quest'anno.
La fotografa ricorda "un lungo tragitto avventuroso, lontano dalla mentalità occidentale e costellato di condizioni igieniche a cui un occidentale può faticare ad abituarsi, fatto di strade non asfaltate che lasciano posto a piste africane con fiumi da guadare, nonchè a torridi tratti desertici ma anche savane meravigliose da attraversare."
Il progetto umanitario collegato ad "Ethiopia Inside" si è concretizzato strada facendo: nato per far conoscere iconograficamente questa zona del Corno d'Africa, dall'anima primitiva e tribale "ha ben presto preso la piega di una mission concreta destinata alle Suore Cappuccine di Madre Rubatto, che in Etiopia hanno delle strutture bisognose di aiuti e che mi sono state segnalate dal Centro Missionario di San Giovanni in Laterano a Roma, una volta tornata in Italia".
Perchè “Inside”?
"Io sono una fotografa di strada, alla ricerca di una difficile luce narrante che possa far parlare volti, dettagli, situazioni. Ho cercato di far parlare durante il viaggio l’anima delle persone che ho incontrato, le loro usanze, l’animismo di alcune popolazioni tribali tra le più primitive di tutta l’Africa, le loro vite scolpite nei corpi e non solo nei visi, i loro pensieri. Ho cercato di entrare dentro culture a me lontane, provando ad avvicinarmi cuore a cuore, mente a mente…in una osmosi comunicativa che non sempre è stata facile da realizzare, viste talvolta alcune lontananze siderali delle reciproche visioni sul mondo".
Fotografare Attraverso?”
”Attraverso”, invece, sta ad indicare un tentativo soggettivo di sfondamento di barriere culturali e di dialogo; “attraverso” come scambio di sguardi e di contatto emotivo profondo fra me e i soggetti fotografati, in maniera che potesse una reflex fissare quell’emozione dell’attimo fuggente e riproporla all’osservatore della Fotografia una volta stampata; “attraverso” come schermo fisico, perchè spesso ho dovuto fotografare con in mezzo il vetro della jeep dove mi trovavo; “attraverso”, infine, come mezzo in senso lato per suscitare pensieri connotativi soggettivi “al di là” di una realtà fenomenica oggettiva."