Estasiata dalle arti del primo Rinascimento senese

di Eleonora Giorni // pubblicato il 26 Marzo, 2010

Alle 10.30, dopo una preparazione durata sei anni, ha finalmente aperto al pubblico "Da Jacopo della Quercia a Donatello. Le arti a Siena nel primo Rinascimento" realizzata attraverso l'organizzazione ed il sostegno di Vernice Progetti Culturali - società strumentale della Fondazione Monte dei Paschi di Siena - in collaborazione con il Comune di Siena, l'Università degli Studi di Siena, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per le province di Siena e Grosseto, l'Opera Metropolitana di Siena, l'Archivio di Stato, Istituto di Ricerca per la Storia dell’Arte e dell’Architettura Marx-Planck di Firenze, la Scuola Normale di Pisa, la Biblioteca Comunale degli Intronati, la Fondazione Musei Senesi, il Complesso museale Santa Maria della Scala, la Pinacoteca Nazionale e l'Opificio delle Pietre Dure.
Ospitato nel Complesso Museale di Santa Maria della Scala, si tratta di un evento che resterà impresso nella memoria, indiscutibilmente fra i maggiori dell'agenda culturale 2010, non solo senese, con circa 300 opere in mostra, una ventina di polittici ricostruiti per l'occasione, 25 restauri effettuati, prestiti da 135 prestigiose istituzioni museali del mondo e collezionisti privati.

Ci raccontava ieri in conferenza stampa il curatore, prof. Max Seidel, che per accontentare la richiesta di prestiti, il Direttore del National Gallery of Art di Washington ha dovuto chiudere una sala del museo affermando, però, di farlo volentieri per Siena.
La città unita in un corale sforzo economico per ricorstruire temporaneamente il suo Rinascimento, operazione scientifica straordinaria constatando come, ai nostri giorni, il successo di una esposizione si valuti in base al numero di biglietti staccati.
Non che gli aspetti economici, in questo particolare contesto di crisi globale e recessione, siano secondari, però vanno accesi i riflettori su operazioni culturali di altissimo spessore, capaci di fermare un punto da cui ripartire con gli studi.

Parte rilevante della mostra è rappresentata, come accennavo, dai restauri, di cui la maggior parte ha riguardato il variegato patrimonio senese, dalle tavole, ai manoscritti miniati, alle sculture alle oreficerie.
Oltre quindici i pezzi recuperati ad una splendida leggibilità e ad una piena restituzione alla migliore condizione conservativa che ne ha consentito lo spostamento alla sede temporanea abbattendo quel margine di rischio che avrebbe reso problematico il loro temporaneo trasferimento in sede di mostra.

Fra gli interventi di maggiore prestigio quello del restauro del grande polittico dei Gesuati di Sano di Pietro della Pinacoteca Nazionale di Siena (eseguito da Nadia Presenti e Mario Verdelli sotto la direzione di Anna Maria Guiducci ed accompagnato dalle indagini non distruttive dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze)

A chi compra solitamente il catalogo in mostra, suggerisco di ordinarlo e consultarlo prima di partire per poter apprezzare nel dettaglio di tutti quegli aspetti che il film,  proiettato in una saletta all'inizio del percorso, fornisce una lettura generale. 
Il volume (24 Ore Motta Cultura editore) è di quelli da non perdere assolutamente, non solo per i contenuti delle tre sezioni cronologiche, quelle dedicate alle forme della devozione, all'orificeria e ai codici miniati e a quella dedicata al revival trecentesco nella pittura senese del Quattrocento. Proprio per essere particolarmente documentale potrebbe essere un'idea regalo certamente graditissima anche per la qualità di stampa delle opere riprodotte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La mostra si apre con una sezione monografica dedicata a Jacopo della Quercia, il grande scultore che seppe essere il più rilevante artista della città nel primo Quattrocento: figlio di uno scultore noto per le sue statue lignee, Piero d'Angelo, la sua formazione è estremamente dibattuta tra chi ritiene che abbia compiuto il suo tirocinio presso i fratelli Dalle Masegne a Bologna e chi lo vede, in Siena, intento a rimeditare la grande lezione di Nicola e di Giovanni Pisano come testimonierebbe la Madonna col Bambino in marmo a lui attribuita sull'altare Piccolomini nel Duomo, databile con sicurezza al 1397.
La prima opera documentata di Jacopo della Quercia è la Madonna del Melograno commessagli nel 1403 per il Duomo di Ferrara (ora nel Museo) e terminata nel 1407, che con la Madonna Piccolomini ha tanti punti di contatto, cui si aggiunge qualche eco dei modi del gotico internazionale assimilati durante il soggiorno dell'artista a Bologna.

Il bellissimo allestimento, anche per la scelta dei colori, le vetrine, i supporti, prosegue quindi con due sezioni tematiche:
- la prima è dedicata alla fortuna della quale continuarono a godere presso i pittori senesi del Quattrocento certi prototipi messi a punto nel secolo precedente dai fratelli Lorenzetti e da Simone Martini;

- l'altra presenta i maestri forestieri che, lavorando in città nel corso degli anni venti, giocarono un ruolo fondamentale nell’evoluzione dell’arte senese verso il Rinascimento. Tra questi Lorenzo Ghiberti e Donatello, coinvolti insieme con Jacopo e altri, nel cantiere del nuovo Fonte battesimale, al quale apparteneva il bellissimo Spiritello tamburino del Bode Museum di Berlino, datato 1429, che torna per la prima volta a Siena dopo qualche secolo: garantita l'emozione nel vederlo con a fianco quello del Bargello. 

Segue una ulteriore sezione dedicata all'importanza avuta da Donatello nei decenni a cavallo della metà del secolo, su nuovi protagonisti del'arte senese come Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta e Matteo di Giovanni.

Dopo l’esperienza del percorso cronologico, la mostra offre la conoscenza dell’universo artistico del primo Rinascimento senese attraverso alcuni altaroli e dipinti per devozione privata, cofani, cassoni e un significativo nucleo di codici miniati, oltre che una serie di preziosi e rari manufatti tessili quattrocenteschi.

Avvicinandosi all’uscita attraversiamo il colorato ambiente della sagrestia vecchia dell’ospedale, affrescato dal Vecchietta tra il 1446 e il 1449 con un ciclo di Articoli del Credo per poi giungere alla sala del Pellegrinaio (istoriato tra il 1440 e il 1444 dal Vecchietta, Domenico di Bartolo e Priamo della Quercia) con una serie di Episodi della storia e della vita dell’ospedale che rappresentano il maggiore ciclo di affreschi della Siena quattrocentesca.

In occasione della mostra "Da Jacopo della Quercia a Donatello. Le Arti a Siena nel Primo Rinascimento", il Complesso Museale del Santa Maria della Scala ha portato a termine un ulteriore parte del restauro degli spazi dell'antico nosocomio per metterli a disposizione dell'area espositiva a cui si aggiunge quella in Duomo, la particolare "sezione esterna" accessibile attraversando la strada.

Segnalo inoltre che le APT Siena e Chianciano Terme Val di Chiana, in collaborazione con gli organizzatori della mostra e con la Fondazione Musei Senesi, offrono ai visitatori l'opportunità e l'invito ad approfondire la conoscenza di questo periodo storico, così denso di novità nella elaborazione del linguaggio artistico, percorrendo i momenti salienti in itinerari che si snodano in Città e nei luoghi del territorio senese segnati dai più significativi artisti dell’epoca.
Proposti alcuni percorsi tematici che, passando per i Musei, attraversano le antiche pievi, le fortezze, i magnifici palazzi e le colline di una terra che si configura un sorprendente museo a cielo aperto.
Verranno inoltre realizzati eventi ad hoc: concerti, conferenze, menu personalizzati, degustazioni. A ciascun itinerario sono abbinati pacchetti turistici e proposte di viaggio per singoli e per gruppi.

I percorsi tematici proposti sono i seguenti:

  • Siena vs Firenze: confini e fortezze in
    Val d’Elsa Monteriggioni, Staggia Senese, Colle Val d’Elsa, Poggibonsi, San Gimignano
  • Santi e identità civica nel Quattrocento Senese.
    Le Crete: Asciano, Buonconvento
  • Scultura dipinta Val d’Orcia:
    Montalcino, Pienza, Castiglione d’Orcia
  • Città del Rinascimento 
  • Pienza, Montepulciano, San Quirico d’Orcia

Utilissima, ben fatta e maneggevole la guida al Rinascimento nelle Terre di Siena intitolata "in viaggio nel Quattrocento" edita da Silvana Editoriale. 
Info

Concludo tornando brevemente alla mostra con l'ultimo suggerimento, ponendo la massima attenzione ai dettagli della scatola prestata dal Museo del Louvre!

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Maestro dell’Osservanza
    pala di Sant’Antonio abate
    Sant’Antonio e l’eremita
    Washington, National Gallery
  • Giovanni di Paolo
    predella - Adorazione dei Magi
    Cleveland, Museum of Art
  • Francesco di Vannuccio
    Annunciazione e Assunzione
    della Vergine (dittico)
    Cambridge, Girton College
  • Gregorio di Cecco
    predella del Polittico Tolomei
    Sposalizio della Vergine
    (elemento di predella)
    Londra, National Gallery
  • Maestro dell’Osservanza
    Natività della Vergine
    Asciano, Museo di Palazzo Corboli
  • pianta della provincia senese
     



IN COPERTINA
un particolare di
Giovanni di Paolo
Altare Pecci’ - Madonna col Bambino
Castelnuovo Berardenga
chiesa dei SS. Giusto e Clemente
(pannello centrale),
Santi Giovanni Battista e Domenico
Siena, Pinacoteca Nazionale
(pannelli laterali)

 

(ulteriore immagine
in aggiornamento)

Mappa

Dove e quando

Da Jacopo della Quercia a Donatello. Le arti a Siena nel primo Rinascimento

  • Date : 26 Marzo, 2010 - 11 Luglio, 2010
  • Indirizzo: Complesso Museale Santa Maria della Scala, Siena
  • Sito web

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