Esposizione Universale Romana

di Sara Pietrantoni // pubblicato il 31 Maggio, 2012

La prima metà del Novecento ha visto cambiare notevolmente alcune aree della città: distruzioni, sventramenti, nuovi palazzi e quartieri nati dove prima c'era poco e niente. Il ventennio fascista ha infatti lasciato, anche a livello artistico-architettonico, una traccia profonda, spesso una vera ferita, nella memoria di Roma. Tra il 1925 ed il '26 vengono individuati quattro varianti al piano regolatore dell'inizio del secolo, che prevedono di lasciare quanto più possibile alterato il centro storico (principio evidentemente disatteso, visti i tanti edifici distrutti, dalla spina dei borghi davanti a San Pietro all'area del mausoleo di Augusto); decongestionare il traffico con la creazione di altri ciruiti stradali; utilizzare tipi edilizi non tradizionali per le aree di nuova urbanizzazione; estendere la città verso est e verso il mare. Quest'ultimo punto è quello che in questo articolo ci interessa di più, visto che ci dedicheremo esclusivamente al quartiere dell'Eur.
Il traffico e, nel mezzo, la stele dedicata a Marconi
L'idea di creare una nuova area urbana dal nulla nasce negli anni Trenta quando, all'indomani della guerra d'Etiopia, il regime vuole celebrare l'ormai avvenuta rinascita dell'Impero con l'organizzazione di una esposizione universale prevista per il 1942, ventesimo anniversario della rivoluzione fascista. Gli spazi individuati per la costruzione dei padiglioni, dei palazzi e della sistemazione di nuove aree verdi sono quelli a sud, al limite della città d'allora. Il nome scelto per il nuovo quartiere è E42 (poi EUR), proprio in riferimento all'esposizione, tuttavia mai organizzata per il sopraggiungere del conflitto mondiale.
Il progetto iniziale risale al 1937, affidato a Giuseppe Pagano, Marcello Piacentini, Luigi Piccinato, Ettore Rossi e Luigi Vietti, ispirati dall'urbanistica romana imperiale, ma anche dal razionalismo contemporaneo: modificato nel '39, i lavori cominceranno subito per interrompersi qualche anno dopo, quando la maggior parte degli edifici era ancora in costruzione.
La chiesa dei SS. Pietro e Paolo
Il quartiere è oggi occupato da sedi di grandi società private e uffici della pubblica amministrazione; molti sono i musei, e davvero interessanti, ma pochi purtroppo i romani ed i turisti che scelgono di visitarli. Un buon punto di partenza per visitare tutta l'area è rappresentato da piazza Marconi, progettata per essere il nucleo centrale del quartiere dell'esposizione. Al centro domina la stele dedicata a Guglielmo Marconi, iniziata nel '39 ma portata a termine solo venti anni più tardi. Gli altorilievi che corrono lungo il fusto in marmo celebrano l'invenzione della radio...i più coraggiosi sapranno avvicinarsi per osservarli più da vicino, quelli che non vorranno invece sfidare il traffico impazzito di via Cristoforo Colombo si accontenteranno di contemplarla da lontano.
A pochi passi dalla piazza si incontra l'area espositiva dell'Eur che unisce, a poca distanza l'uno dall'altro, il Museo Nazionale di Arti e Tradizioni Popolari, preziosa testimonianza della cultura tradizionale italiana; il Museo Etnografico Luigi Pigorini, che possiede una raccolta pressoché unica di materiali preistorici e il Museo Nazionale dell'Alto Medioevo. Istituito nel 1967, il museo raccoglie opere databili tra IV e X secolo: reperti classici, gioielleria longobarda, ceramiche e marmi carolingi sono tra i pezzi più importanti esposti dal museo, che conserva anche la straordinaria decorazione ad opus sectile della domus (IV secolo d.C.) di Porta Marina a Ostia. Si tratta del rivestimento della sala di rappresentanza della monumentale domus, realizzata con marmi colorati tagliati in modo da rappresentare fiori, lotta tra animali, ritratti e pavimenti geometrici.  
Il Palazzo della Civiltà del Lavoro
L'altro grande museo della zona è senza dubbio il Museo della Civiltà Romana, nato nel 1955, istituzione indispensabile per comprendere la storia e la cultura della Roma antica. Il museo non conserva nessun pezzo originale, ma solo riproduzioni che documentano i diversi aspetti della vita romana, dalla religione alla vita quotidiana, dalla guerra all'architettura. Almeno due sono i capolavori di questo museo nel quale, data la ricchezza della collezione, sarebbe possibile trascorrere giornate intere: i calchi dei bassorilievi della colonna Traiana e il vasto plastico ricostruttivo della Roma di età costantiniana, fantastica riproduzione realizzato dall'architetto Italo Gismondi nel 1933.
Il laghetto artificiale, creato per l'Olimpiade del 1960
Usciti dal museo ci si sposta su viale Europa, senza farsi distrarre dalle vetrine e dai caffè che punteggiano la strada (o magari facendosi distrarre, ma solo per un po'...), per dirigersi verso la chiesa dei SS. Pietro e Paolo, visibile anche da lontano e per questo diventata uno dei simboli del quartiere. La chiesa, preceduta da un'ampia scalinata, fu voluta nel 1938 ma conclusa anch'essa solo negli anni '50. La pianta a croce greca e la cupola emisferica in cemento armato richiamano ancora una volta, seppur con materiali moderni, le architetture della Roma classica.
L'edificio più noto dell'Eur è comunque un altro, il Palazzo della Civiltà del Lavoro, meglio noto come Colosseo quadrato. Costruito da Giovanni Guerrini, Ernesto La Padula e Mario Romano tra 1938 e 1943, la struttura esterna dell'edificio ripete, in maniera quasi ossessiva, il motivo classico dell'arco (sono ben 216). Prima della fine del 2012 il palazzo dovrebbe aprire al pubblico come sede permanente dell'esposizione del made in Italy e del design.  

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Il traffico e, nel mezzo, la stele dedicata a Marconi
  2. La chiesa dei SS. Pietro e Paolo
  3. Il Palazzo della Civiltà del Lavoro
  4. Il laghetto artificiale, creato per l'Olimpiade del 1960
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    (© 2012 Sara Pietrantoni)

In copertina:
Uno dei dioscuri del Palazzo della Civiltà del Lavoro, Roma

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