Entretiempos Nel frattempo, istanti, intervalli, durate
di // pubblicato il 13 Ottobre, 2010
Unendo le opere di 17 diversi artisti che raccontano l’esperienza del tempo nelle sue varie accezioni e forme visive, secondo diverse prospettive e utilizzando metodi differenti, è nata la mostra collettiva “Entretiempos Nel frattempo, istanti, intervalli, durate”.

Vengono presentati lavori fotografici, video e pellicole prodotti da alcune delle figure più importanti del panorama artistico contemporaneo.
La selezione delle opere si articola intorno a diverse tematiche: la natura e gli effetti dell’interruzione fotografica, e di conseguenza ciò che questo implica nella percezione del movimento e la presunzione diegetica dell’immagine; il contingente, l’effimero e il caso come forma per mettere in rilievo l’instabilità delle opere stesse e le loro connotazioni temporali; l’analisi e la speculazione storica, passando attraverso pratiche relazionate con l’archivio, assieme all’esperienza della memoria individuale e collettiva, volontaria e involontaria.
Infine, l’articolazione tra la fotografia e altre modalità di immagine, definendo combinazioni e paradossi temporali che si creano in particolar modo tra immagine fissa e movimento.
Spaziando tra immagini del tempo e tempi delle immagini, la mostra si fonda sul paradosso teorico e narrativo della fotografia per delimitare uno spazio propizio per le intuizioni, le idiosincrasie e le derive temporali. Nel terreno degli interstizi si aspira a intensificare la percezione attraverso una esperienza dell’immagine attenta e riflessiva.
In un certo qual modo, ciò che si prefigura è l’urgenza dello spettatore pensieroso, diverso dallo spettatore frettoloso, disinteressato ed estraneo.
Nelle società postmoderne sempre alla ricerca della velocità e accelerazione, risulta sconcertante (e per questo necessario) segnalare indizi di inclinazioni artistiche che tendono verso ritmi contrari, favorendo una relazione decelerata, esperienziale e dialettica con il tempo, in una sfida fatta di discontinuità e allentamento che riconcilia il lavoro della ricezione con i ritmi del pensiero e della memoria (che, come sappiamo, tendono a ritenere più l’immagine fissa che l’immagine in movimento).
In definitiva l’entretiempo è il luogo dove, sia fuori che dentro, mente e corpo, fattuale, immaginario e realtà non sono più concetti dissociati. Si tratta di un luogo in cui l’immaginario diviene un teatro della memoria – grande, aleatorio, labirintico e metamorfico – la cui comprensione inizia in ogni immagine suggestiva per attivare la percezione dello spettatore attraverso la particolare trama di associazioni e stimoli che scatena.

Dal 15 ottobre 2010 sino al 16 gennaio 2011, presso il MAN di Nuoro sarà possibile visitare l’allestimento… con tutta calma.