EIF 2011 = Asia Meets Europe

di Carmelo Antonio Zapparrata // pubblicato il 08 Agosto, 2011

Dopo le incursioni nei ‘Nuovi Mondi’ della scorsa edizione, quest’anno l’Edinburgh International Festival sceglie l’Asia come punto di partenza, proponendosi di riflettere sul dialogo e l’osmosi, ormai secolare, che lega tra loro cultura orientale e occidentale.
Dal 12 agosto sino al 4 settembre il festival diretto da Jonathan Mills mostrerà ‘sapienze tradizionali’ e sperimentazioni più azzardate legate al concetto di Asia.

Frutto della weltanschauung europea, il termine ‘Asia’ sta a tutto ciò che si trovi ad est della Grecia, culla della stessa civiltà occidentale, accostando così culture e luoghi diversissimi tra loro e sedimentando nel tempo il concetto di ‘esotico’, fonte d’ispirazione da sempre per molti artisti europei.

Lo ‘sguardo occidentale’ verso Oriente segnerà il concerto d’apertura della Scottish Chamber Orchestra e dell’Edinburgh Festival Chorus, impegnati nelle atmosfere persiane di Das Paradise und die Peri di Robert Schumann.
In risposta, la grande compagnia della Repubblica Popolare, plasmata secondo la danse académique, il National Ballet of China presenterà in prima europea The Peony Pavillion, balletto a serata intera, tratto dalla celebre opera di Tang Xianzu, su coreografia di Fei Bo e musiche di Guo Wenjing.

Da Seoul e Taipei approderanno gli ‘sguardi orientali’ su uno dei massimi drammaturghi europei, Shakespeare. La Mokwha Repertory Company in The Tempest, adattamento di Tae-Suk Oh, legherà i fatti di Prospero a quelli delle vicende coreane tratte dalle Cronache dei Tre Regni e Wu Hsing-kuo del Contemporary Legend Theatre, dando prova della sapienza tecnica tipica del ‘danzattore asiatico’, convertirà l’intero King Lear in un one-man tour de force.

Altro omaggio a Shakespeare verrà dalla Shanghai Peking Opera Troupe che in The Revenge of Prince Zi Dan reinterpreterà l’Hamlet secondo lo stile Jingju; riattivazione drammaturgica di Feng Gang con regia di Shi Yu-kun e musiche di Jin Guo-xian.
Stephen Earnhart e Greg Pierce con The Wind-Up Bird Chronicle – in prima assoluta - basato sull’omonimo romanzo di Haruki Murakami, mescoleranno vari linguaggi espressivi, compresi quelli del teatro di figura, all’insegna del thriller.

Sul versante opera, da San Pietroburgo la compagnia del Teatro Mariinskij, diretta da Valery Gergiev, sarà impegnata nella monumentale versione della straussina Die Frau ohne Schatten, firmata da Jonathan Kent. La Vlaamse Opera, diretta da Alberto Zedda, ci porterà poi a Babilonia con una Semiramide rossiniana rispecchiante l’attuale situazione di quelle aree, con poteri autoritari e tirannidi da rovesciare, così come ideato dal registica Nigel Lowery.

Per la sezione musica, dall’Indonesia giungerà, in una delle rarissime apparizioni internazionali, a Edimburgo l’Orchestra Gamelan del Palazzo Reale di Yogyakarta, introducendoci a questo particolare stile di musica giavanese. Altri ensembles musicali presenti saranno: l’Orchestra Filarmonica di Seul, l’Orchestra di Filadelfia, Orchestra Sinfonica di Montréal, Orchestra Sinfonica di Bamberg, Orchestra di Tonhalle e Orchestra Barocca di Friburgo.

Per la sezione arti visive, oltre alla mostra Heirlooms sull’arte tessile asiatica, l’EIF presenterà in collaborazione con la Scottish Gallery of Modern Art, le serie fotografiche Lightning Fields e Photogenic Drawings dell’artista giapponese Hiroshi Sugimoto.

Il côté danza vedrà lo Scottish Ballet, accompagnato dalla Royal Scottish National Orchestra, mettere in scena Song of Earth di Kenneth McMillan e il nuovo lavoro in prima mondiale appositamente commissionato dal EIF a Jorma Elo, coreografo residente del Boston Ballet.
Dal fascino delle devadasi indiane con The Nrityagram Dance Ensemble, diretto da Serupa Sen, e dal mix ben shakerato tra forme tradizioni e apporti contemporanei di Princess Bari della coreana Eun-Me Ahn, si passerà ai toni meditativi di Drought and Rain della franco-vietnamita Ea Sola, creato nel 1995 come riflessione sul costo di vite umane causato da ogni guerra.
Il coreografo cinese residente a New York, Shen Wei, nome tra i più ambiti delle scene internazionali, porterà a Edimburgo l’intero trittico Re, dove i richiami a atmosfere tibetane, cambogiane e della Cina contemporanea testimoniano l’importanza data dall’artista alla propria cultura di appartenenza.

Non possono certo mancare in questa edizione i paesi di lingua araba, in rappresentanza dei quali Tim Supple proporrà la sua versione de One Thousand and One nights. Adattata dalla scrittrice libanese Hanan Al-Shaykh, la storia di Sherazad si riappropria del proprio carattere originale fatto di erotismo e brutalità. Frutto di più di due anni di lavoro che hanno visto Supple visitare diversi paesi di cultura islamica, invitando vari interpreti a formarne il cast, lo spettacolo in tre lingue (inglese, arabo e francese) ha risentito in parte dei mutamenti avvenuti negli ultimi mesi in quelle aree, dovendo trasferire allo scoppio della rivoluzione egiziana il luogo deputato alle prove da Alessandria alla città marocchina di Fez.

Infine il consueto Virgin Money Fireworks Concert della Scottish Chamber Orchestra illuminerà il cielo di Edimburgo, chiudendo l’edizione ‘maieutica’ di quest’anno, dotatasi anche di un importante strumento di conoscenza per gli spettatori. Si tratta di Festival Backstage project, nato in collaborazione con Standard Life e l’Edinburgh Napier University, di cui potete vedere un esempio di seguito.

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Eif2

In foto:

Sriya - The Nrityagram Dance Ensemble
© Uma Dhanwatey

The Revenge of Prince Zi Dan –
Shanghai Peking Opera Troupe
© Liu Haifa

One Thousand and One Nights (reg. T. Supple)
© Cylla von Tiedemann

- video -
Eest Meets West
© Festival Backstage project:
EIF, Standard Life,
Edinburgh Napier University

Edinburgh International Festival
dal 12 agosto al 4 settembre 2011
Edimburgo, Scozia, Regno Unito

Mappa

Dove e quando

  • Date : 12 Agosto, 2011 - 04 Settembre, 2011
  • Indirizzo: Edinburgh International Festival The Hub, Castlehill Edinburgh, Scotland, UK,
  • Sito web

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