Eccovi di nuovo a Milano
di - pubblicato il 14 Marzo, 2009 in Lumbard emusiun con Flavia
Oggi penso sia bello e interessante raccontare i FuturisMi, cioè quello che l’Assessorato alla Cultura di Milano propone per il centenario del futurismo: naturalmente consiglio di rileggere gli altri articoli sulla grande kermesse italiana (e internazionale) in onore a questo movimento artistico (vedi anche Elisa, i due di Ellegi e Marica). Poiché tutto è nato con il manifesto firmato come capofila da Marinetti, la Fondazione Stelline di Corso Magenta (quello di Milano) ha pensato bene di coordinare una esposizione proprio su questo variegato personaggio.
La pubblicazione di questo documento così importante avvenne il 20 febbraio 1909 su Le Figaro (ma era già stata fatta prima in Italia come vi ha raccontato Martina) e Marinetti mise a disposizione la sua casa (via Senato 2 a Milano) per dare una sede concreta agli artisti che la pensavano come lui.
La mostra F.T. MARINETTI = FUTURISMO ha pacificamente e allegramente invaso anche i nuovi spazi, in corso Magenta 61, della Sala del Collezionista (ricavati dagli ambienti sottostanti con delle splendide volte in mattoni), è curata da Luigi Sansone, con l’aiuto di un nutrito comitato scientifico, rimane aperta sino al 7 giugno e ha come corollario, un convegno, conferenze, visite guidate, laboratori per grandi e piccini, performances e altro ancora.

Le oltre settanta opere esposte e i numerosi documenti vogliono fare luce sulla geniale ecletticità di Marinetti, l’ideatore del primo movimento di avanguardia artistica nato nel secolo scorso, ma anche scrittore e editore davvero innovativo e fuori dagli schemi persino nei confronti del linguaggio che usava.
E’ stato lui il fantastico creatore di un’estetica fuori dalle righe della sua epoca ed è riuscito a infervorare e convincere molti artisti di quanto essa fosse valida: sicuramente l’arte, anche quella contemporanea, gli deve molto. L’ideologia futurista è riuscita a contaminare e influenzare tutti i compartimenti umani e la maniera di lavorare di quel periodo, dall’architettura alla poesia, dal teatro alla politica, alla moda, alla letteratura, alla pubblicità sia in Italia che all’estero, ha dato le origini, pensandoci bene, al nostro mondo che affonda le radici proprio lì.
Naturalmente sono molti gli artisti che hanno espresso la loro ammirazione dipingendo ritratti, più o meno caricaturali, di Marinetti e molti sono entrati nella sua collezione privata: il curatore ha pensato di farceli conoscere subito, appena entrati nella Galleria, in modo che si percepisca al meglio la sua presenza. Ho trovato particolare quello composto da Rugena Zatkowa perché mi sembra che abbia dipinto un Marinetti sommessamente scontento delle idee acute che gli entrano in testa avvolgendolo in spire eleganti ma sinuose.
Dal MART di Rovereto è arrivata la curiosa tavola parolibera Battaglia a 9 piani fatta nel 1915 ed è interessante osservare come si possa comporre in maniera futurista parole scritte e disegni vari per dare la propria interpretazione di un pensiero.

Di tavole parolibere ce ne sono addirittura trenta e tra queste una mai esposta prima, la più grande che si conosca, di proprietà dalla UCLA University di Los Angeles, Bombardement d’Andrinople (1913), tavola che è stata oggetto di una performance, in parte interessante, il giorno dell’inaugurazione.
Per me è stata una scoperta piacevole guardare anche la sezione documentaria perché le fotografie, i manifesti, le riviste, le cartoline dell’epoca fanno più facilmente penetrare in quell’atmosfera di velocità e movimento che permeava gli artisti e tutti gli interessati da questo spirito intellettualmente nuovo.
Il catalogo, edito da Federico Motta Editore, è sicuramente un supporto che aiuta, con i suoi testi di approfondimento, a capire come Marinetti sia il vero “capo internazionale” del Futurismo: uno per tutti ricordo lo scritto di Frederick K. Lang “Il ruolo di Marinetti nella creazione del Modernismo Britannico”.
Ora, dopo avere ammirato i chiostri e i giardini delle Stelline, ormai fioriti e di quel verde giovane e fresco tipico dell’appena nato, andiamo a piedi verso piazza del Duomo, così, percorrendo corso Magenta, si possono ammirare i bei palazzi che lo circondano (sono davvero tanti!) e, se si vuole, si può entrare nel Museo Archeologico, dove è stata completamente riallestita la sezione dedicata ai Greci.
L’esposizione è stata messa nella cripta cinquecentesca dell’adiacente chiesa di S. Maurizio, appena restaurata, e lì si possono vedere opere greche e della magnagrecia che raccontano la vita quotidiana di uomini e donne, dall’infanzia all’età adulta. Questo nuovo allestimento dà la possibilità di potere esaminare situazioni diverse, la nascita o il matrimonio, i momenti di relax e di divertimento o di attenzione e preghiera verso gli dei.
Poiché le nostre radici affondano in quella cultura è interessante conoscerla per fare i confronti con quella romana e con tutto quanto da allora è stato realizzato in campo artistico. Il catalogo “Il mondo dei Greci” è delle Edizioni Et.
Passin passetto arriviamo a Palazzo Reale dove, come sempre, ci sono tante mostre importanti che vale la pena di vedere, come quella di Magritte e “Anima dell'’Acqua: Caravaggio, Tintoretto, Panicale” (aperta sino al 15 Aprile) davvero una scoperta inaspettata. Il suo allestimento ha lo scopo di sensibilizzare la gente riguardo al valore insito in questo elemento naturale facendo vedere come è stato trattato dalla preistoria ai giorni più vicini a noi.

Quella che riguarda il famoso Futurismo 1909-2009. Velocità + Arte + Azione occupa tutto il piano terra e, con i suoi oltre quattrocento pezzi, merita di essere vista con calma, tanto rimane aperta sino al 7 giugno, perché altrimenti si rischia di farne una scorpacciata, a questo punto quasi indigesta.
Questa mostra, curata da Giovanni Lista e Ada Masoero, è prodotta da Palazzo Reale e Arthemisia, e le hanno affiancato tantissime manifestazioni collaterali riguardanti il teatro, la moda, il cinema e la danza, tutte organizzate con lo scopo di fare penetrare nello spettatore lo spirito un pochino folle di questo movimento. Parlare di tutto quanto è organizzato mi sembra inutile visto che il Comune di Milano ha un sito continuamente aggiornato.
In questa mostra c’è di tutto, oltre ai quadri e alle sculture, dai progetti di scenografie ai relativi costumi, dai dipinti e sculture alle fotografie, dai progetti architettonici agli arredi e agli oggetti d’arte decorativa, dalla moda alla pubblicità. La mostra vuole proprio fare vedere e fare toccare con mano come i futuristi abbiano desiderato, a volte utopicamente, cambiare tutti i settori della vita umana seguendo lo spirito della velocità e dell’azione, anche nel periodo successivo ai suoi primi dieci anni di vita.
Tra gli artisti sono molti coloro i quali sono stati ispirati da questo movimento e hanno creato opere che sono un esplicito omaggio a esso, basti pensare a alcune realizzazioni di Burri, Dorazio, Fontana e Schifano.

Poiché uno dei concetti base del futurismo è che lo spettatore deve essere messo al centro del quadro, l’allestimento di questa esposizione è stato realizzato in maniera che il visitatore si senta al centro del Futurismo, in modo che riesca a percepire e assimilare l’atmosfera esuberante e piena di vitalità che questo movimento voleva eternare.
Del catalogo non so cosa dire perché la crisi impone tagli, così non sono riuscita neppure a sfogliarlo: mi dispiace, davvero.
E ora una nuova chicca che si può raccogliere a Milano se si viene entro il 16 maggio: per la città gira, ogni tanto, un “FuturTram” tutto colorato che porta i bambini e gli adulti in giro per il centro storico spiegando come vederlo con occhi “futuristi”. Si tratta di una bella iniziativa dell’Assessorato alla Cultura e dell’associazione Opera d’Arte. Girando con il futurtram, grazie ai racconti fatti dalla guida che accompagna i passeggeri, si riusciranno a scoprire alcune cose curiose su Milano, sulla sua storia e sui monumenti che la adornano, guardando però tutto con occhio futurista.
Per questa insolita esperienza, offerta gratuitamente, è necessario prenotare telefonando allo 02 454 87 400 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17. L’unico neo è che non è un servizio frequente, ma si svolgerà solo il 4 e il 18 aprile e il 2 e 16 maggio.

Anche questa volta ho messo molta “carne” sul fuoco, ma ce n'è tanta altra che aspetta, quindi è meglio darsi da fare per venire più spesso a Milano.