E’ stato il figlio

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 21 Settembre, 2012

L’amara terra di Sicilia e le sue mille contraddizioni, vite comuni di povera gente in un passato indefinito che diventa universale, perché si sa, là tutto cambia perché ogni cosa resti immobile in un eterno perpetuarsi di regole antiche e spietate.

E’ stato il figlio è il ritratto impietoso di un ambiente, tra fatale rassegnazione e rabbia repressa pronta ad esplodere, il rapporto col sacro intriso di superstizione, vincoli familiari che esigono un obbedienza prossima al martirio e la mafia, che in questi luoghi affonda le sue radici, pronta a sostituirsi allo Stato ogni volta in cui è, se non assente, almeno invisibile si.
Grida Masino ai compagni reclutati per risolvere l’ennesima mancanza d’acqua corrente nei quartieri popolari: “Picciotti andiamo, questa è cosa nostra!

Busu è uno strano personaggio, impassibile trascorre le sue giornate all’ufficio postale, sguardo fisso su un punto lontano dei suoi pensieri, raccontando storie a chi ne voglia ascoltare.
Fatti veri, accaduti, a volte paradossali come la storia della famiglia Ciraulo e di ciò che l’ha portata alla rovina.

In casa Ciraulo ci stavano il capo famiglia Nicola, contrabbandiere di ferro per sopravvivenza, e la moglie Loredana, dedita a lucidare le sue miserie, con i figli Tancredi, ventenne senza aspirazioni, e Serenella, bambina capricciosa, insieme ai nonni paterni Fonzio e Rosa.
La monotonia di uno scorrere quotidiano senza aspettative, interrotta solo dalla gita su una squallida spiaggia come unico diversivo, la brusca irruzione di quel tragico attimo in cui tutto è stravolto e il materializzarsi all’orizzonte della possibilità di un’ingente somma di denaro da incassare. Soldi destinati a cambiare tutto e per sempre.

Divertente commedia nella forma e dramma nerissimo nei contenuti, E’ stato il figlio segna il ritorno alla regia di Daniele Ciprì, apprezzato direttore della fotografia per autori come Marco Bellocchio, per la prima volta in solitaria dopo la fine del sodalizio con Franco Maresco. Facendo tesoro dell’esperienza di Cinico tv, la serie che portò il duo Ciprì / Maresco alla notorietà, il film mette in scena un’umanità mostruosa dove le deformità del corpo diventano emblema di quelle dell’anima.

Tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Alajmo ispirato a fatti reali accaduti negli anni ‘80, E’ stato il figlio analizza il tessuto sociale di una certa Palermo disagiata con un’eloquente efficacia, degna di un trattato di psicologia. Il timore per ciò che pensa la gente e il bisogno di comprarsi col denaro il rispetto degli altri, i meccanismi dell’usura, che sul bisogno di dimostrare col possesso il proprio valore costruisce la sua fortuna, e il decisionismo arcaico di un certo matriarcato che alimenta l’omertà.
La donna, tradizionalmente soggiogata al maschio padrone in quelle zone del sud, spesso tira le fila e sceglie la via da percorrere in certi ambienti collusi, dove sembra esistere un’inappellabile legge scritta nel destino: i soldi venuti dal sangue, solo ad altro sangue possono portare.

Nicola Ciraulo, interpretato da uno straordinario camaleontico Toni Servillo che aggiunge un altro personaggio indimenticabile alla sua già ricca galleria, è un uomo inconsapevole della distruzione verso cui si trascina per inseguire un’insana idea di dignità, identificata col possesso di un’auto di lusso.
I suoi “pellegrinaggi” col figlio Tancredi a casa del “banchiere” signor Pino, sono tra le sequenze più riuscite, ironiche e amare in egual misura, divertenti e inquietanti, di tutto il film.

Presentato in concorso alla 69ª Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, il film ha ricevuto il premio per il miglior contributo tecnico riconosciuto alla fotografia dello stesso Daniele Ciprì, che ha adottato un’originale estetica del colore: “il tono che ho scelto è quello delle vecchie pellicole Agfa della mia infanzia, sbiadito, di un rossiccio polveroso perso nel tempo.
Notevole anche la colonna sonora originale di Carlo Crivelli, a tratti ipnotica o gonfia d’oscuri presagi sul destino che incombe, integrata da un’ardita selezione di brani che accosta senza complessi Maria Callas e Nino D’Angelo.

Bravissimi anche gli altri componenti del cast. Giselda Volodi è una Loredana pronta a immolare il suo dolore di madre all’altare della sopravvivenza, Aurora Quattrocchi è una nonna Rosa lucida e pragmatica, Benedetto Raneli è il nonno Fonzio, pozzo vivente di aneddoti e storie, Piero Misuraca è il giovane, irruento e selvaggio, cugino Masino.
Completano il gruppo l’attore cileno Alfredo Castro, indimenticabile protagonista di Tony Manero e Post Mortem per Pablo Larraín, nel ruolo di Busu e soprattutto la scoperta Fabrizio Falco che interpretando il personaggio di Tancredi fa il suo esordio sul grande schermo, meritatamente premiato a Venezia 2012 con il Premio Marcello Mastroianni al miglior attore emergente.

E’ stato il figlio raccoglie l’eredità di classici della miglior commedia all’italiana cinica e cattiva, evocando film come Brutti, sporchi e cattivi di Ettore Scola, rappresentando un mondo governato da regole incomprensibili e l’incrostata ignoranza dei Ciraulo che li rende facili prede.
Un grande esordio per il Cinema italiano che torna a parlare un linguaggio universale testimoniato dalla prossima distribuzione in Francia, Australia e Ungheria del film di Ciprì e dall’interesse dimostrato da altri paesi come Brasile, Messico, Argentina, Stati Uniti e Canada.
Indimenticabile!

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
La famiglia Ciraulo
Foto di Fabio Zaied
(© 2012 Passione / Babe Films)

- Locandina
- Toni Servillo è Nicola Ciraulo
- Esposizione da spiaggia
- Aurora Quattrocchi è nonna Rosa / Il dolore di
  mamma Loredana, Giselda Volodi / L’attesa 
  del denaro / I Ciraulo in spiaggia
- Fabrizio Falco è Tancredi / Daniele Ciprì sul
  set con Alfredo Castro e Pier Giorgio Bellocchio /
  Tancredi e il padre Nicola, l’incomunicabilità /
  Nicola e il “banchiere” signor Pino
- Alfredo Castro è Busu, solitario in un’assolata Palermo

Foto di Fabio Zaied

© 2012 Passione / Babe Films

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: E’ stato il figlio
  • Regia: Daniele Ciprì
  • Con: Toni Servillo, Giselda Volodi, Alfredo Castro, Fabrizio Falco, Aurora Quattrocchi, Benedetto Raneli, Piero Misuraca, Giacomo Civiletti, Alessia Zammitti, Pier Giorgio Bellocchio
  • Soggetto: Roberto Alajmo, Massimo Gaudioso e Daniele Ciprì dal romanzo omonimo di Roberto Alajmo
  • Sceneggiatura: Massimo Gaudioso, Daniele Ciprì in collaborazione con Miriam Rizzo
  • Fotografia: Daniele Ciprì con la collaborazione di Mimmo Caiuli
  • Musica: Carlo Crivelli
  • Montaggio: Francesca Calvelli con la collaborazione di Alfredo Alvigini
  • Scenografia: Marco Dentici
  • Costumi: Grazia Colombini
  • Produzione: Alessandra Acciai e Giorgio Magliulo con Carlo Degli Esposti per Passione e Babe Films in collaborazione con Rai Cinema e Palomar, in associazione con Aleteia Communication e Faro Film
  • Genere: Commedia
  • Origine: Italia / Francia, 2012
  • Durata: 90’ minuti