Due mostre a Palazzo Magnani
di // pubblicato il 08 Gennaio, 2010
Ci siamo, siamo già nel 2010 e in questo gennaio di inizio anno, nevoso più del solito, possiamo approfittare ancora per visitare le mostre che apertesi nel vecchio anno si chiudono in questo mese e per visitare quelle che ora si aprono con le aspettitive di un perido di novità. Se ci troviamo a passare per Reggio Emilia o meglio se ci abitiamo, possiamo approfittare degli ultimi giorni di tempo per visitare ben due mostre presenti a Palazzo Magnani solo fino al 17 gennaio. Il tempo dunque stringe.

"Parole figurate. I libri d'artista dei Cento Amici del Libro" riguarda edizioni a tiratura limitata di opere letterarie corredate con disegni, litografie, incisioni e non solo di vari artisti contemporanei curate e pubblicate dall'Associazione Cento Amici del Libro e qui esposte in onore dei suoi settant'anni di attività. E' possibile ammirare le pagine di queste opere curate nei minimi dettagli tipografici e tecnici ma non solo, ci si può fare anche un'idea di quel che è stato il mutamento dell'idea del libro d'artista negli ultimi settant'anni in Italia fino alla creazione di un libro-opera d'arte nel quale l'artista interveniva fin dallo spunto ideativo e non solo come commento al testo letterario.

Non bisogna dimenticare che se il lavoro dell' artista sul libro è fuor di dubbio, il risultato finale è dovuto soprattutto al rapporto tra l'editore e gli artigiani che rendono possibile la realizzazione effettiva dell'opera sulla base di un progetto che riguarda la qualità della carta, il tipo di carattere e di impaginazione che più valorizza l'immagine e il testo, il frontespizio ecc. ed è quindi merito di tante persone che rimangono nell'ombra ma senza i quali l'opera-libro non esisterebbe.
Un bel catalogo accompagna l'evento ed è edito da Skira.

"Vittorio Cavicchioni. La pittura del desiderio" è l'altra mostra presente a Palazzo Magnani che porta all'attenzione il lavoro di uno dei migliori artisti reggiani che si è dedicato alla pittura partendo dall'attività di scenografo e dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

Il suo percorso si snoda nel secondo dopoguerra all'interno della pittura informale e astratta, fino all'utilizzo di legni lamiere e materiale plastico. Il titolo della mostra deriva sia dalla sua tavolozza sanguigna, sia dalla costruzione delle forme cariche di forza, di carnale materialità pur nell'astrazione. Spesso si è concentrato sul corpo della donna indagato in modo violentamente sensuale. Il catalogo permette di ricostruire l'opera dell'autore e contiene importanti contributi critici e documentari.

Ancora un bel catalogo di Palazzo Magnani.