Due appuntamenti con Roberto Malquori a Bratislava.
di // pubblicato il 02 Febbraio, 2010
Nella capitale della Slovacchia sulle acque del “bel Danubio blu” a meno di un’ora da Vienna, si specchiano da questo gennaio 2010 fino alla primavera inoltrata, le opere di Roberto Malquori, antesignano della Pop art italiana.
In due prestigiosi spazi di Bratislava sono e saranno in mostra, grazie agli eventi organizzati in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Bratislava e lo Studio D'Arte Aurelio Stefanini di Firenze, le opere degli anni Sessanta e da marzo i lavori più recenti dell’artista.

“Sinestesia culturale" è il titolo della prima mostra, quella allestita alla Galleria Civica di Bratislava in Palazzo Palffy, sino al 14 marzo, mentre la Galleria 19 ospiterà le opere recenti del Maestro dal 25 marzo al 30 aprile prossimi.
Nato a Castelfiorentino nel 1929 Roberto Malquori nei primi anni Sessanta aderisce, partecipando a diverse mostre ed eventi, al Gruppo 70. Il gruppo vede la luce a Firenze proprio nel 1963 preceduto da due importanti convegni al Forte di Belvedere, “Arte e Comunicazione” e “Arte e tecnologia”, che ne anticipano le linee direttive, e raggruppa musicisti, poeti ed artisti d’avanguardia nel nome di una nuova forma espressiva che prende il nome di poesia visiva. Si teorizza un'arte tecnologica che ha come attributi l'autoironia e l'autocritica e a cui interessa contaminarsi con discipline diverse: poesia, sociologia, fotografia, teatro e altro ancora.

Come ci racconta Marco Gerbi, critico e artista, dopo la sua prima mostra personale, nell'aprile del 1964 alla Galleria L'Indiano di Firenze, Malquori visita la Biennale di Venezia dove ha modo di verificare che il proprio lavoro è in sintonia con le opere di Robert Rauschenberg e Jasper Johns, esponenti di primo piano della Pop Art americana.

Nel 1965 partecipa al "Bauhaus Situazioniste" movimento che Jörgen Nash fonda dopo la separazione dal movimento "Internazionale Situazionista" teorizzato da Guy Debord. Il Situazionismo si propone di creare situazioni in cui gli individui possano divenire partecipanti consapevoli della vita e non osservatori passivi dello spettacolo che ci viene proposto dai mass media: questo è uno degli obiettivi dell'opera di Malquori obiettivo che persegue con fedeltà negli anni partecipando costantemente all'attività del gruppo svedese; risale infatti al 2001 la sua ultima esposizione alla Drakabygget a Goteborg. Nel 1969 è tra gli artisti che sostengono l'attività del "Centro Tèchne" fondato da Eugenio Miccini. “Le opere di Malquori mi fanno venire in mente, continua Marco Gerbi quello che De Chirico diceva, vale a dire che uno dei compiti dell’artista è quello di rendere visibile quello che non lo è, con la Pop art si arriva invece a rendere percepibile il banale, il quotidiano quello che si può comprare per pochi soldi in un qualsiasi supermercato, ad una pompa di benzina, ovunque insomma ci sia qualcuno che offre”.

Le immagini dei rotocalchi, dei giornali, della pubblicità sono riportate dall’artista, con un originale tecnica di trasporto degli inchiostri tipografici, su altri materiali dando origine a nuove immagini affollate di scritte, volti che propongono significati nuovi e diversi.

Le opere proposte a Bratislava come sempre ci ricorda Marco Gerbi, sono testimoni profetiche di quella tendenza che globalizza gusti, sogni, desideri e che in apparenza avvicina il mondo ma che invece tante volte isola gli individui attraverso illusioni di felicità acquistabile.