Dritto Rovescio
di - pubblicato il 24 Marzo, 2009 in Mostre
Dritto e Rovescio – Fili intrecciati tra arte, design e creatività di massa – la Triennale di Milano fino al 29 Marzo presenta una mostra che attraverso installazioni di artisti internazionali, oggetti di design e un laboratorio permanente aperto al pubblico, propone una riflessione sull’intreccio tessile come struttura metaforica del pensiero e delle società, ed al tempo stesso come mezzo di partecipazione individuale ai processi creativi.
Dritto e Rovescio è sicuramente una mostra inusuale, le trame dei lavori esposti racchiudono uno scenario simbolico veramente molto vasto: l'idea della mostra in cui si possano "intrecciare" arte, artigianato, culturale e storia nasce dall'esperienza condotta in questi ultimi due anni dal gruppo do-knit-youself e NABA (Nuova Accademia di Belle Arti Milano).

NABA è partner e partecipe, con il suo impegno espresso negli ultimi due anni sul tema del lavoro a maglia come attivitá creativa individuale e socializzante al contempo, la scuola di Fashion Desig lavora sulla progettazione di sistemi creativi collegati alla moda in grado di generare processi partecipativi di varia natura: il progetto do-knit-yourself sperimenta e attiva formule di creatività “partecipata” dove studenti e gente comune si mescola e si incontrano in una condivisione attiva del fare-a maglia.
Grazie alla collaborazione tra l’accademia di Milano , il gruppo do-knit-yourself e la Triennale di Milano è stato creato un evento settimanale, un vero e proprio appuntamento chiamato Knit Cafè, che ha coinvolto un numero considerevole di appassionati e non solo intorno al tema del lavoro a maglia.
E’ stato realizzato un sito internet www.do-knit-youself.com come punto di riferimento per quanti vogliono ricevere informazioni sui knit cafè nati spontaneamente nelle diverse città italiane e per scambiarsi informazioni.

I Knitters si sono così incontrati realizzando una vasta rete di relazioni sociali, progettando lavori insieme, piccoli e grandi progetti da realizzare con le proprie mani; ma soprattutto è nata una collaborazione per la esecuzione di un lavoro più ampio, il Family Dress, un abito composto da tanti vestiti saldati tra loro e realizzati con pezzi tutti diversi per forma e dimensione, assemblati da do-knit-yourself insieme a studenti e persone che si sono resi disponibili per collaborare al progetto.
Il Presidente della Triennale Davide Rampiello sottolineava un aspetto importante: “un tempo fare la maglia era pratica quotidiana dove il piacere si confondeva con il dovere, la realtà sfumava nell’immaginazione. Oggi fare la maglia significa scegliere filati, disegnare forme, decidere punti: creare da sé qualcosa per sé e per i propri cari”.
Nella mia esperienza personale la prima persona a farmi provare il ritmo del dritto e rovescio è stata la nonna, che vedevo sferruzzare per ore e ore sulla sua poltrona in sala da pranzo, qualche gomitolo colorato, un po’ di chiacchere di sottofondo per fare compagnia e in poco tempo riusciva a creare piccoli capolavori fatti a mano, maglioni coloratissimi per se stessa, per me e mia madre e perché no a volte l’ho costretta a farli anche per i miei bambolotti.
Dopo diversi anni ho ripreso anche io in mano i ferri del mestiere, non con lo stesso successo ma con discreti risultati, riscoprendo così che una serata con le amiche sferruzzando sul divano di casa può essere piacevolissima e al tempo stesso rilassante; ad una amica non riesce il rovescio, la sottoscritta perde una maglia e così via trascorrendo il tempo tessendo una trama di esperienza e di vita, un lavoro antico ma che ancora oggi riscuote un sacco di successo (si dice infatti che anche molte star del cinema e non solo lavorino a maglia per svagarsi).
Pensare ad uno schema, realizzare in concreto un lavoro che nasce astratto, frutto dell’immaginazione, punto dopo punto e maglia dopo maglia si sviluppa fra le mani una forma, gesti semplici con i quali si realizza una vera e propria opera di artigianato.
L’intreccio del tessuto è la metafora che più si presenta ad esprimere le relazioni nella narrativa, nella musica, nella logica, nella società, nella scienza, e la mostra Dritto Rovescio rappresenta proprio l’intreccio fra aree generalmente separate come l’arte, il design, la scienza e il lavoro delle singole persone attorno ad un tavolino del bar o sul divano di casa davanti alla televisione.

Performance, installazioni e fotografie di cerca trenta artisti internazionali; inoltre una parte della mostra è dedicata ad un laboratorio in cui si terranno corsi di maglia e ricamo ma anche workshop e conferenze, uno spazio dedicato ai visitatori che si vogliono fermare a lavorare, raccontare e condividere con altri la propria passione.
Per partecipare ai workshop è sufficiente avere un biglietto di ingresso alla mostra, anche se utilizzato in un giorno diverso da quello dell’evento al quale si vuole prendere parte, la possibilità di partecipazione è fino ad esaurimento dei posti disponibili.