Dragon trainer
di // pubblicato il 02 Aprile, 2010
Berk è un antico villaggio vichingo arroccato su un’isoletta persa nel burrascoso mare del Nord, il clima impietoso prevede nevicate per nove mesi l’anno e grandinate per i restanti tre, le cose da mangiare sono dure e insapore, ma la cosa più dura da fronteggiare è l’invasione di animali, ad altre latitudini il problema può essere rappresentato da pappagallini, qui sono draghi sputa fuoco che imperversano costantemente nei cieli.
Draghi di ogni specie e dimensione con nomi affascinanti come Uncinato Mortale, Incubo Orrendo, Gronkio, l’Orripilante Bizippo a due teste, fino ai temibili Furia Buia, chiamati così perché di loro non si sa niente, sono talmente veloci nel volo e precisi nel colpire con i loro sputacchi incandescenti da non essere stati mai visti da anima viva, è solo la distruzione che lasciano sul terreno a rivelarne l’esistenza.
Il giovane Hiccup, da tutti chiamato semplicemente Hic, figlio del capo villaggio Stoick l’Immenso è un ragazzo sognatore e un po’ impacciato, lavora come apprendista nella bottega del fabbro ma desidera uccidere un drago per essere finalmente considerato un vero guerriero vichingo e competere con l’ingombrante figura paterna. Per riuscire nel suo intento Hic ha realizzato una piccola catapulta mobile e dopo averla portata un giorno nella foresta ne sperimenta l’efficacia sparando funi e pietre imbriglianti contro un invisibile bersaglio.

Il ragazzo è certo di aver colpito un leggendario drago Furia Buia ma non essendo creduto da nessuno inizia a pensare di averlo solo immaginato. Aggirandosi nella foresta, indispettito dall’ilare scherno che gli abitanti del villaggio gli rivolgono, il ragazzo scopre alberi spezzati e le tracce di un atterraggio di fortuna, finché in una radura scorge un drago nero dai grandi occhi verdi con le zampe imprigionate dalle corde lanciate dalla sua catapulta. Finalmente è arrivato il momento tanto atteso di uccidere il suo primo drago, nel villaggio in cui ammazzare draghi è quasi uno stile di vita potrà sentirsi uguale agli altri e parte della comunità.
Hic si scopre però incapace di uccidere, guardando il drago Furia Buia abbattuto tremante sul terreno vede la sua paura in fondo ai suoi occhi e vi riconosce la propria, così libera l’animale e convinto di non voler più diventare uccisore di draghi va dal padre per scoprire che lo ha appena iscritto ad un programma di addestramento contro i draghi a cui, fino a quel momento, il ragazzo ha sempre aspirato.

L’amicizia segreta tra Hic e il Furia Buia Sdentato, questo il nome che il ragazzo ha dato all’animale, porterà il giovane protagonista a scoprire quanto le credenze della sua gente in materia di draghi siano sbagliate, a coltivare la genuina curiosità necessaria per scoprire e apprezzare senza prevenzioni la diversità delle altre creature e gli darà la possibilità di inquadrare la sua vita in una prospettiva del tutto nuova.
Tratto dal libro per ragazzi How to train a Dragon (Come ammaestrare un drago) della scrittrice scozzese Cressida Cowell, il nuovo cartoon Dreamworks Dragon Trainer è un divertente viaggio nel mondo inospitale degli antichi guerrieri vichinghi, pieno di voli di draghi sulle ali del vento e ardite soggettive esaltate dall’uso della visione in 3D. La storia è una parabola sulla forza della comunicazione contro l’insulsa cecità della violenza e sul pericolo dell’omologazione spinta dal desiderio legittimo di essere accettati dai propri simili.

Il giovane protagonista scoprirà a sue spese l’importanza della coabitazione tra creature diverse, tutte parti della stessa madre natura, con un imprevisto e originale colpo di scena finale che sembra preferire gli sconfitti ai vincitori o comunque voler affermare la pari dignità degli individui, anche se diversamente abili.
Diretto dalla coppia di registi Chris Sanders e Dean De Blois che già in coppia avevano realizzato il cartoon Disney Lilo & Stitch nel 2002, Dragon Trainer sconta come un po’ tutti i cartoni animati digitali l’impari confronto con i gioiellini della concorrente Pixar che a livello di sceneggiatura continuano ad avere sempre una marcia in più, ma dopo novantotto minuti di spensierato divertimento, privo di cadute di ritmo o banalità, esci dal cinema sognando un modello domestico di drago Furia Buia da portare a casa e capisci che il tuo immaginario infantile si è arricchito con il drago Sdentato di un amico in più.