Donne del Risorgimento

di Sara Pietrantoni // pubblicato il 16 Giugno, 2011

In questi centocinquant'anni di storia italiana a che punto sono arrivate le donne?
Sfogliando i giornali e guardando la televisione la situazione può apparire desolante. Tacchi a spillo, labbra a canotto e reputazioni quantomeno ambigue fanno pensare che non ci sia poi troppo allontanati dai blocchi di partenza, o che si stia addirittura tornando indietro, in un mondo in cui la donna era generalmente considerata come un bell'oggetto da tenere in casa.
Ma ci sono per fortuna donne che vogliono invece scardinare questa visione discriminatoria e velatamente misogina: un bell'esempio è a questo proposito rappresentato da Controparola, un gruppo di giornaliste e scrittrici che nel 1992, grazie all’iniziativa di Dacia Maraini, decidono di intraprendere un percorso comune per “proporre parole e pensieri che si riconoscano autonomi e reattivi […] per una presa di coscienza femminile che è conquista della memoria e testimonianza della propria identità” (sono parole prese in prestito dal loro sito internet, quasi un manifesto, una dichiarazione d’intenti più che una semplice presentazione).
Per mostrare una strada, e celebrare contemporaneamente figure quasi dimenticate, alcune delle scrittrici di Controparola hanno dato vita al libro Donne del Risorgimento, edito da Il Mulino. L’idea di partenza nasce dal fatto che la storia dell’unità d’Italia, per come generalmente la si studia sui libri, è fatta quasi completamente dagli uomini, anche se le donne ebbero un ruolo non meno fondamentale. Quello di madri, di mogli di patrioti, rimaste a casa per mandare avanti la famiglie e allo stesso tempo per cucire coccarde, bandiere tricolori e camicie rosse; o di patriote esse stesse, impegnate in politica o in battaglia e pronte a morire per la causa comune non meno dei loro colleghi maschi.
Quattordici sono i ritratti contenuti nel volume, da quello di Colomba Antonietti, che scelse di combattere a fianco del marito, il conte Luigi Porzi, per la difesa della Repubblica Romana del 1849, rimanendo uccisa negli scontri, a quello di Enrichetta Caracciolo, da Cristina Trivulzio di Belgiojoso alla più famosa di tutte, Anita Garibaldi. Nobili, massaie, ricche o povere, italiane e straniere, sono tutte donne che hanno aperto una strada e che hanno aperto gli occhi alle donne come loro, suggerendo alle loro figlie e nipoti (reali ed ideali) un cammino di emancipazione e partecipazione che è culminato in un’altra tappa fondamentale della storia italiana, quel 2 giugno 1946 quando le donne hanno finalmente potuto votare per la prima volta.
Un libro da tenere sul comodino e da consigliare alle più giovani, perché Paris Hilton non sia il loro unico modello di riferimento.

 

Dettagli

DONNE DEL RISORGIMENTO
AA. VV.
pagg. 240
Il Mulino Biblioteca storica