Don Primo Mazzolari chiede ancora la pace
di - pubblicato il 17 Aprile, 2009 in Eventi
Primo Mazzolari nacque al Boschetto, una frazione di Cremona, il 13 gennaio 1890, figlio di Luigi (piccolo affittuario che manteneva la famiglia con il lavoro dei campi) e di Grazia Bolli. Dopo Primo naquero Colombina, Giuseppe (Peppino), Pierina e Giuseppina.
Nel 1900 per cercare migliori condizioni di lavoro e di vita, la famiglia Mazzolari si trasferì a Verolanuova, in provincia e diocesi di Brescia e, dopo due anni, terminate le scuole elementari, Primo decise di entrare in seminario (continua biografia sul sito della Fondazione).

In occasione del 50° anniversario della morte, un convegno di studio a Roma, presso l'Istituto Luigi Sturzo, oggi pomeriggio e domani mattina, dal titolo Immagini di Chiesa in Italia prima del Concilio Don Primo Mazzolari e le Ecclesiologie del suo tempo propone una riflessione sulla ecclesiologia del Novecento e di Don Primo Mazzolari, nelle diverse articolazioni.
Con il contributo di importanti studiosi, verrà ricostruita e aggiornata la situazione e il contesto in cui si sviluppò il pensiero sulla Chiesa di Don Primo e la conseguente analisi dell'ecclesiologia novecentesca e degli ambienti teologici lombardi per arrivare a delineare la visione mazzolariana della "Chiesa della Carità" e i suoi sviluppi.

Inoltre, i riferimenti dello stesso Don Primo alla Francia, saranno ricordati con una specifica relazione sulla cultura cattolica francese nel Novecento e l'emergere di nuove linee di spiritualità negli anni di don Primo, sarà analizzato con la rilettura di altre personalità quali Milani e Calducci, ripercorrendo l’immagine della Chiesa e il rapporto Stato-Chiesa nelle riviste di frontiera degli anni ’50.
Rinviando ancora al sito uffciale per ogni ulteriore approfondimento sulle opere di Don Mazzolari, desidero informare che dal 14 aprile (due giorni dopo l'esatto anniversario per la coincidenza delle festività pasquali) un francobollo del valore di 60 centesimi lo ricorda ribadendo proprio la parola "pace" ripetuta più volte e con diversi caratteri che, insieme al busto, tratto da una foto del 1958, caratterizza l'omaggio dentellato a don Primo.