Doisneau - Paris en liberté

di Amici in Visita // pubblicato il 17 Aprile, 2013

- di Fabio Giuliani -

“Le foglie morte si raccolgono con la pala, anche i ricordi e i rimpianti….”;
queste parole all’interno del testo “Le foglie morte”, la poesia forse più celebre di Jacques Prevèrt, poi trasformate in un’altrettanto famosissima canzone interpretata da Juliette Greco e Yves Montand, mi tornano presto in mente entrando in questa mostra. Non mi sono sbagliato perché, procedendo, trovo i loro ritratti. Questa illustrata, infatti, non è la Parigi turistica; i suoi monumenti fanno solo da sfondo alla ‘cronaca poetica’ dei suoi abitanti.
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Noto oggi al grande pubblico, Robert Doisneau (1912-1994) ha costruito il suo successo progressivamente, scoprendo la fotografia da giovane, dopo il diploma all’Ecole Estienne, impiegato in uno studio di pubblicità specializzato in prodotti farmaceutici. Nel 1931 è operatore da Vigneau e nel 1934 è fotografo per le officine Renault da dove viene licenziato cinque anni più tardi per assenteismo. Nel 1939 diviene fotografo-illustratore free-lance e nel 1946 entra definitivamente all’agenzia Rapho. Nel 1974 la Galleria Chateau d’Eau di Toulouse espone le sue opere e, a partire dagli anni Settanta, ottiene i primi importanti riconoscimenti. Da allora le sue fotografie vengono pubblicate, riprodotte e vendute in tutto il mondo. Autore di un vastissimo catalogo di opere, principalmente dedicate alla Ville Lumiére, Doisneau è diventato il più illustre rappresentante della fotografia “umanista” in Francia. Le sue immagini sono oggi conservate nelle più grandi collezioni, oltre che nel su paese, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.
Non potevano mancare doverosi tributi a livello internazionale per celebrarlo, tra l'altro nel centenario della sua nascita, e per questo anche Milano sta facendo la sua parte, ospitando presso lo Spazio Oberdan della Provincia una completa importante retrospettiva che segue quelle già avvenute a Parigi all’Hotel de Ville, in Giappone al Mitsukoshi di Tokyo, all’Isetan Museum di Kyoto e al Palazzo delle Esposizioni di Roma.
Vediamo qui più di 200 fotografie originali in bianco e nero di Doisneau tra il 1934 e il 1991.
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Gli scatti sono raggruppati secondo un criterio tematico ripercorrendo i soggetti a lui più cari a costituire una grande rassegna antologica che accompagna il visitatore in una suggestiva passeggiata nei giardini di Parigi, lungo la Senna, per le strade del centro e della periferia, e poi nei bistrot, negli atelier di moda e nelle gallerie d’arte della Ville Lumière. Il soggetto prediletto sono infatti i parigini: le donne, gli uomini, i bambini, gli innamorati, gli animali e il loro modo di vivere questa città senza tempo. “Ricordo la Parigi dei berretti a visiera e delle bombette, la Parigi che si ribella, la Parigi umiliata, la Parigi bigotto-borghese, la Parigi delle puttane ma segreta, e poi la Parigi delle barricate, la Parigi ebbra di gioia…ed ecco la Parigi delle automobili, la Parigi degli intrallazzi, la Paigi jogging…”. Doisneau, che amava paragonarsi a Eugène Atget (1857-1927), suo illustre predecessore connazionale, percorre fotograficamente le periferie di Parigi per “impossessarsi dei tesori che i suoi contemporanei trasmettono inconsciamente”. Nessuno meglio di lui si avvicina e fissa nell’istante della fotografia gli uomini nella loro verità di tutti i giorni, qualche volta reinventata. Il suo lavoro di intimo spettatore appare oggi come un vasto album di famiglia dove ciascuno si può  riconoscere con emozione. “Non solo ci si parlava, ma anche si cantava insieme. Agli angoli delle strade c’erano gruppi composti da una fisarmonica, un violino, una batteria e una cantante. Il musicista capo vendeva al pubblico dei ‘formati ridotti’ con le parole, e la gente cantava il ritornello. Perfino nella metropolitana sucedeva che qualcuno intonasse una canzone e che dieci persone la canticchiassero insieme a lui.”
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Durante tutto il periodo di apertura, l’esposizione è corredata da una serie di eventi collaterali dedicati a Parigi e alla fotografia, a partire da una inedita rassegna cinematografica a cura della Fondazione Cineteca Italiana. Concludiamo con l’intervento di Novo Umberto Maerna, Assessore alla Cultura della Provincia di Milano il giorno dell’inaugurazione: “Doisneau è il fotografo dei piccoli gesti, degli umili, dei baci degli innamorati, dei bambini che giocano, degli artisti di una Parigi d’antan. Accostarsi al lavoro di Doisneau significa innanzitutto raccontare la storia di ciascuno di noi, significa ribadire la grande forza evocatrice dell’arte fotografica. La mostra di Doisneau ci offre anche la possibilità di aprire Milano al dialogo internazionale in vista di Expo 2015: un appuntamento in cui la cultura avrà un ruolo fondamentale. L'ambizioso obiettivo che ci siamo posti è quello di costruire, tutti insieme, l’Expo delle Culture: la mostra di Doisneau, e naturalmente l’attività del Museo di Fotografia di Cinisello, ci aiuteranno senza dubbio a raggiungere questo ambizioso risultato.”
Accompagna la mostra itinerante un poderoso volume "Robert Doisneau-Paris en liberté" pubblicato dalla Casa Editrice Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia, Istituzione fiorentina che ha portato nel nostro Paese questa vera e propria mostra-evento. Vediamone giustamente la sua storia. Azienda costituita a Firenze nel 1852 da Leopoldo Alinari (1832-1865)
e dai fratelli Giuseppe (1836-1890) e Romualdo (1830-1890), la Fratelli Alinari fu la prima ditta fotografica ad essere ammessa al servizio dei Musei Vaticani e del Louvre, attività che prenderà forma nelle immagini delle opere d'arte presenti all'interno dei due musei. Il catologo Alinari si arricchì soprattutto grazie all'attività di Vittorio, figlio di Leopoldo, che pubblica volumi illustrati dalle fotografie appositamente realizzate, come quello dedicato ai luoghi della ‘Divina Commedia’. Negli Archivi è custodito il patrimonio dell'azienda dall’inizio della storia della fotografia (1839), con oltre 3.5 milioni di immagini originali (vintage) provenienti da importanti corpus fotografici.
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La ‘Fratelli Alinari’ nel Settembre del 1998 ha costituito la ‘Fratelli Alinari, Fondazione per la storia della Fotografia’ al fine di svolgere un fondamentale ruolo di tutela, promozione e valorizzazione di tutto ciò che è riferito all’ambito della fotografia e alla sua storia nonché alle arti figurative in genere. La Fondazione si propone di svolgere un importante compito di ideazione, promozione e diffusione della cultura fotografica nazionale ed internazionale promuovendo e realizzando l’annuale programma espositivo del MNAF (Museo Nazionale Alinari della Fotografia) nella sua sede presso il prestigioso spazio delle Leopoldine di Piazza Santa Maria Novella, concesso dal Comune. Vengono inoltre realizzate attività espositive in altre sedi concordate con Enti e/o Istituzioni nazionali ed internazionali. Promuove studi e ricerche nell’ambito della storia della fotografia italiana e straniera del XIX e XX secolo, sia l’attività di ricerca fotografica svolta da giovani artisti contemporanei. La Fondazione ha inoltre come impegno la ricerca nel campo della storia della fotografia, della digitalizzazione e catalogazione di archivi fotografici, operando nel settore della salvaguardia, della valorizzazione e della fruizione dei Beni Culturali fotografici nazionali. Vengono altresì svolti annualmente convegni, workshop e seminari di studi, che vedono la partecipazione di specialisti mondiali nei settori di intervento e prevenzione per la conservazione del bene culturale fotografico. In collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, di cui è partner scientifico per la produzione e documentazione fotografica, ha istituito i laboratorio di Restauro della Fotografia. Famose sono le sue pubblicazioni sul tema della fotografia e della sua storia.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Autoportrait au Rolleiflex, 1947 (courtesy Atelier Robert Doisneau, Montrouge (Francia))
  2. Juliette Gréco e il suo bassotto (courtesy Atelier Robert Doisneau, Montrouge (Francia))
  3. Jacques Prévert, 1955 (courtesy Atelier Robert Doisneau, Montrouge (Francia))
  4. Pont d' léna, 1945 (courtesy Atelier Robert Doisneau, Montrouge (Francia))

In copertina:
Pont d' léna, 1945
(particolare)
(courtesy Atelier Robert Doisneau, Montrouge (Francia))

Mappa

Dove e quando

Robert Doisneau - Paris en liberté

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