DisinFORMA: Fausto Manara a Brescia

di Giorgia B. Soncin // pubblicato il 16 Marzo, 2011


Non sempre le cose sono come sembrano
, diceva qualcuno, e mai come in questi tempi questa frase, per quanto sentita e letta una quantità innumerevole di volte, è appropriata non solo nell'ambito dei sentimenti e dei rapporti interpersonali ma anche per quello che riguarda la quotidianità, l'informazione e in un certo senso la cultura contemporanea.
Fausto Manara è psichiatra e psicoterapeutica, scrittore di diversi saggi che affrontano, appunto, tematiche relazionali e prendono in esame sentimenti considerati sintomi di debolezza e fragilità e per questo "censurati" mettendo in luce come in realtà, in questo senso, la manipolazione e il soffocamento di tali sentimenti possano costituire una seria minaccia per l'individuo.
Allargando questa riflessione dall'individuale al collettivo non si può negare nella società odierna, una tendenza continua ad indirizzare e veicolare le informazioni e l'informazione verso direzioni predefinite che tendono a deviare non solo il giudizio in quanto tale ma anche la consapevolezza.

Senza essere eccessivamente polemico ma sfruttando il silenzioso ma eloquente linguaggio delle immagini Fausto Manara denuncia, attraverso la manipolazione della fotografia, proprio la voluta disinformazione di cui sopra; da qui il titolo della mostra fotografica curata da Dominique Stella presso la Galleria Agnellini Arte Moderna di Brescia DisinFORMA, una raccolta di trenta fotografie inedite che "parlano" di come ciò che viene mostrato non sia effettivamente come appare e della contrapposizione continua tra realtà e rappresentazione.
E' a questo punto che prendono forma immagini che appaiono come non sono (o non erano) e viceversa, delle foto realizzate in digitale manipolate fino a raggiungere un risultato che le modifica radicalmente rispetto al punto di partenza; è lo stesso artista a parlarne: Nei miei lavori, delle fotografie originali non resta infatti quasi più nulla, se non i colori (e non tutti) e talvolta solo qualche accenno a un frammento di forma, così che l’onestà dello scatto della foto si è perso tutto per lasciare il posto ad altre forme, ad altre suggestioni.

A chiarire ulteriormente questo dualismo sono i titoli delle opere, anche questi doppi, di cui il primo illustra l'immagine di origine, il punto di partenza, mentre il secondo illustra l'opera presentata. Anche in questo caso, un riferimento tutt'altro che velato riguarda l'ambito dell'informazione e della comunicazione pubblica in cui la realtà dei fatti viene spesso frammentata, rielaborata, distorta.
Il desiderio di denuncia, attraverso l'arte, di queste forme di mistificazione, diventa per l'artista un modo per recuperare la passione per il mezzo fotografico ma soprattutto appare come una forma di "catarsi" da quelle che sono le dinamiche dell'informazione nonché un modo per estendere all'ambito visuale considerazioni che non possono non essere esternate.
Come afferma l'artista: Non c’è alcuna vicinanza tra informazione e persuasione.
Informare è “rappresentare”, “ istruire”. Persuadere è “indurre a credere, a dire, a fare” e, attraverso un’informazione manipolata, cercare di “muovere all’assenso”, magari per “ottenere un consenso
.

Uno degli aspetti forse più affascinanti del lavoro di Fausto Manara è che, pur ruotando attorno alla tematica dicotomica dell'informazione/ disinformazione, questo si muove in maniera trasversale su piani diversi mantenendo sempre il discorso acceso su una dinamica del dualismo: dal punto di vista prettamente tecnico la fotografia passa da modalità per rappresentare il vero a distorsione dell'immagine reale attraverso la tecnologia, metaforicamente parlando, questo approccio più contemporaneo al mezzo fotografico permette all'artista di parlare della distorsione del presente riprendendo comunque una dimensione estremamente intima.
Senza dimenticare il background professionale dell'artista, è come se ci fosse, da parte sua, la volontà di liberarsi di un fardello, parlando non di "modelli" psichiatrici ma mettendo a nudo se' stesso e la propria umanità individuale, e come afferma in ogni lavoro che propongo, se da un lato c’è la metafora della disinformazione, dall’altro ci sono molti scorci del mio lavoro di psichiatra, ma soprattutto tanti spicchi di me stesso, del mio sentire, della mia libertà come delle mie costrizioni, dei miei dubbi, dei miei sogni, della mia felicità come delle mie paure.; è così che ancora una volta l'arte visiva diventa un canale di denuncia ma anche uno specchio su cui riflettere la propria identità.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI
Fausto Manara


Portale DISINFORMA
, 2010,
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Cuscino della suocera TEATRINO, 2010,
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In galleria TRA BISOGNO E DESIDERIO, 2010,
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Boe ATTESA, 2010,
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Mart LUCE, 2010,
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IN COPERTINA
un particolare di
Viola DONNA CON VENTAGLIO, 2010,
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Mappa

Dove e quando

  • Date : 08 Marzo, 2011 - 09 Aprile, 2011
  • Indirizzo: Galleria Agnellini Arte Moderna, via Soldini 6/A, Brescia
  • Sito web

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