Diademi e gioielli reali. Capolavori dell’arte orafa italiana per la corte sabauda
di // pubblicato il 02 Ottobre, 2009
La Reggia di Venaria ospita un'esposizione sui gioielli della Corte Sabauda realizzati a partire dall'Ottocento dai migliori orafi italiani, insieme ad analoghe splendide opere del Sei e Settecento conservate intatte nel Santuario di Oropa.
Dopo i manti indossati dalle regine del Novecento, una sfilata suggestiva ambientata nella Galleria Grande tra luglio e novembre 2008, ala Reggia di Venaria presenta una nuova tappa del suo percorso alla riscoperta degli usi, degli oggetti e delle tradizioni della corte sabauda.
Diademi e Gioielli Reali. Capolavori dell’arte orafa italiana per la Corte Sabauda, curata da Stefano Papi, esperto di gioielli, e da Tomaso Ricardi di Netro, storico e responsabile dell’Attività espositiva della Venaria Reale, sarà visitabile fino al 10 gennaio 2010.

Quest’anno tocca ai gioielli delle regine: fantastici capolavori che i gioiellieri di corte realizzarono tra l’0tto e il Novecento per la regina Margherita e poi per Maria Josè. Il Presidente Fabrizio Del Noce sottolinea che “quei gioielli contribuirono a costruire l’immagine della dinastia e dello Stato nel cuore del popolo italiano durante il difficile passaggio che portò al Regno d’Italia nel 1861”.
Accanto a questi ci sono i gioielli “civili” che la devozione del popolo, dell’aristocrazia e della famiglia reale donarono nei secoli alla Madonna d’Oropa, il grande santuario sulle montagne di Biella che dominava, fisicamente e spiritualmente, tutto l’alto Piemonte.
I più antichi risalgono al Seicento, i più moderni al Novecento: gli orafi piemontesi, partendo da modelli a loro contemporanei, crearono questi monili per ornare la statua della Madonna, incastonando fede e devozione in giochi delicati di metalli e pietre preziose.

Lo sfarzo e la magnificenza, attraverso i quali si esplicita il prestigio dello Stato e della dinastia, verranno rievocati attraverso i grandi ritratti di parata e busti in marmo delle regine e delle principesse d’Italia, ornate dei loro gioielli, realizzati dai migliori ritrattisti italiani quali Giacomo Grosso e Pietro Canonica.
Dall'estro creativo-tecnologico di Riccardo Mazza nascono tre “tableaux vivants” con i ritratti della Regina Margherita e di Maria José di Savoia che si illuminano, attraverso particolari proiezioni sulle speciali lastre in alluminio di grandi dimensioni, per offrire ai visitatori tutta la brillante e seducente bellezza di diademi, pendenti e collier della Real Casa.

Questi meravigliosi gioielli oggi si riappropriano di quattro grandi saloni settecenteschi che un tempo furono il centro della vita di corte, torneranno nuovamente a brillare nelle sale di parata e di udienza, restituendo loro la luce dei fasti passati: i gioielli sono esposti nel cosiddetto “snodo garoviano”, le quattro grandi sale di rappresentanza che precedono la Galleria Grande dove si svolgevano le grandi cerimonie della corte sabauda.
Altrettanto affascinante ed elegante il catalogo della mostra nel quale possiamo, leggendo i saggi che lo compongono, scoprire la storia della corte sabauda dal Regno di Sardegna al Regno d’Italia, conoscere i riti, le funzioni e le manifestazioni pubbliche che animavano le famiglie reali.
Balli, ricevimenti e grandi manifestazioni che si svolgevano nei palazzi reali sparsi nella Penisola, altri eventi spettacolari celebravano le visite di sovrani e principi stranieri: pranzi, parate, visite turistiche e spettacoli all’Opera.
Fitta anche l’attività per la famiglia reale per sostenere e seguire le istituzioni benefiche ed educative, le associazioni professionali e quelle di volontariato, che sollecitavano continuamente la presenza dei reali per caricare l’evento, di qualunque genere fosse, di maggiore rilevanza.

Un saggio è dedicato alla storia del santuario di Oropa, come si può leggere dal testo il seicento fu caratterizzato da un’ascesa della situazione socio-religiosa e politico-economica che condizionò anche Oropa, che diventa così simbolo celebrativo, non solo del potere religioso ma, in modo particolare, della Casa Savoia.
La prima incoronazione avvenne il 30 agosto 1620 durante una grandiosa manifestazione cui parteciparono migliaia di fedeli incoraggiati a raggiungere il santuario attraverso la nuova strada carrozzabile, e furono questi avvenimenti ad avvicinare la Casa sabauda ad Oropa ed il loro interesse si manifestò in progetti vistosi.
Negli anni a venire furono poste sulla testa della Madonna del santuario differenti corone: oro, argento, smeraldi, zaffiri e rubini tempestavano le corone e bellissimi gioielli che nel corso degli anni sono stati tolti al simulacro a seguito di un tentativo di furto e custoditi nel Tesoro del santuario e poi dal 1996 esposti al pubblico nel Museo del santuario.
Pendenti, medaglioni, spille ed altri gioielli di casa Savoia raccontano un secolo di storia italiana, molte di queste vere e proprie opere di arte orafa furono create dalla gioielleria torinese Musy padre & figli, una tra le più antiche d’Europa.

Luigi Musy si distinse per i suoi lavori tanto che ottenne la nomina di mastro orologiaio della casa reale; le creazioni di magnifici preziosi divennero modello per le future generazioni di gioiellieri che renderanno l’italia paese principe in questo campo.
Nel catalogo (Daniela Piazza Editore) è possibile ammirare le foto di questi bellissimi gioielli, accompagnati dalla descrizione dei personaggi famosi che li hanno indossati con relative immagine storiche e documenti dell’epoca, in alcuni casi addirittura si possono ammirare i disegni originali dei maestri gioiellieri che li hanno creati.