D’estate nella “grande” Milano

di Flavia Molinari // pubblicato il 15 Luglio, 2009

Questa volta il giro da fare comincia alla periferia di Milano, dalla bella Villa Clerici, sede della Galleria di Arte Sacra dei Contemporanei, quasi sconosciuta al pubblico forse perché è lontana dal centro oppure perché se ne parla poco malgrado i pezzi davvero particolari e importanti che vi sono esposti permanentemente. Ora l’occasione di parlarne mi viene offerta dalla mostra “L’immagine di Pio XII nell’arte contemporanea” organizzata in occasione del 70°anniversario della nomina a papa di Eugenio Pacelli.
Fa molto piacere entrare in questa affascinante villa (che si trova a Nord, in via Terruggia 14, una volta sontuosa residenza per le vacanze) e avvicinarsi al portone d’ingresso percorrendo il viale principale circondato dalle siepi ben tagliate e dai numerosi fiori. Dentro vi si scopre poi questa mostra così insolita ma importante visto che gli artisti che hanno interpretato la figura di papa Pacelli sono del livello, tra gli altri, di Francesco Messina o Luciano Minguzzi.

L’esposizione, curata da Arturo Bodini, segue un percorso cronologico: inizia con le opere nate durante il papato di Pio XII, con le medaglie di Aurelio Mistruzzi (1880 – 1960) ed Egidio Boninsegna (1869-1958). Dopo ci sono i bozzetti del suo monumento funebre voluto da Giovanni XXIII e infine i ritratti creati dopo gli eventi celebrativi, dove gli artisti si sono sentiti liberi di interpretare la figura, anzi è meglio dire la personalità di questo papa che ha dovuto fronteggiare, dopo la sua elezione (1939), periodi molto complicati per tutto il mondo.
Tra queste ultime sono da ricordare le opere di Luciano Minguzzi (1911- 2004) il quale non ha creato un ritratto dal quale traspaia l’intuibile psicologia, ma, piuttosto, la rappresentazione di un personaggio che ha lasciato la sua impronta in un periodo difficile.
Questa mostra ha un bel catalogo edito dalla Casa di Redenzione Sociale (costa 15 €) termina verso la fine di luglio (mi auguro che la chiusura venga prorogata), ma Villa Clerici continua a contenere un museo che merita di essere visitato.

Torniamo ora verso il centro per andare a vedere, allo Spazio Oberdan, “Las Americas Latinas. Las fatigas del querer”, mostra curata da Philippe Daverio, Elena Agudio e Jean Blanchaert che rimane aperta sino al 4 ottobre: faccio notare che ogni primo martedì del mese si può entrare liberamente.

E’ evidente che sono esposte opere di artisti che subiscono, protestano e denunciano la situazione politico-economica dei loro paesi, il loro stile abbastanza barocco serve a ricordare lo spirito complesso delle popolazioni indigene che si sono pian piano unite, con una specie di osmosi, agli usi e costumi degli invasori europei.
Le opere sono state divise secondo i temi che da loro emergono, come l’attenzione alla mutazione dei popoli, il rapporto con la vita, con la morte, con il sangue, l’indagine sulla natura. Ma è evidente che non si può parlare di arte globalizzata perché sono presenti grandi diversità tra i vari paesi che compongono il Sud America, anche se in tutte le opere esiste la complessa certezza della sofferenza.
Fino a tutto settembre, per dare un’idea il più possibile completa della complessità storica e culturale contemporanea che si riscontra in questi paesi, sono state organizzate manifestazioni collaterali come letture e incontri con scrittori, conferenze, proiezioni di film: tutto il programma può essere scaricato dal sito.

Uscendo passiamo di fianco a Porta Venezia e, se si scorgono i cancelli aperti, consiglio di entrare e salire al quarto piano per ammirare dal terrazzo la sottostante Milano. Scendendo si possono guardare le inimmaginabili sale sottostanti, che costituiscono la Casa del Pane, dove possono essere allestite mostre, manifestazioni svariatissime, dimostrazioni, congressi.

Attraversando il parco, dopo avere costeggiato il Museo Civico di Storia Naturale (da vedere se si ha tempo) e il Civico Planetario Ulrico Hoepli si arriva al PAC dove, a cura di Michael Crag-Martin, c’è una mostra proprio interessante, al di sopra di ogni aspettativa: “Passports. In viaggio con l’arte” con catalogo edito da Silvana Editoriale.

Non sapevo che il British Council, ente britannico che promuove le relazioni culturali, possedesse una collezione d’arte così importante (circa 8000 opere) e la scelta dei pezzi esposti al PAC (fatti arrivare da tutto il mondo) ci fa vedere da vicino opere famose e guardate spesso solo in riproduzioni fotografiche.
Naturalmente gli artisti collezionati sono rappresentanti della cultura e dei movimenti artistici britannici e il titolo della mostra ricorda i viaggi che tutte le opere hanno fatto attraverso il mondo per fare conoscere l’anima inglese e avvicinare il più possibile popolazioni molto diverse.
Credo che sia naturale parlare di ”Girl with roses” il ritratto che Lucian Freud fece alla moglie Kitty nel 1947/48 dal quale traspare un allibito stupore, quasi sconcertato, che ferisce nel profondo dell’anima chi lo guarda: lo ritengo un capolavoro.

Non posso dimenticare la sofisticata ma semplice e avvolgente semplicità di “Mother and child” di Henri Moore che riesce a esprimere il caldo affetto di una madre fissato nel momento che ha il figlio al collo teneramente accolto in un caldo abbraccio-bacio.

Ormai ho raccontato sin troppo, ma ricordo che se siete a Milano entro la fine di luglio e è un mercoledì, vale la pena di andare a prendere al Museo Poldi Pezzoli tra le 18 e le 21 l’aperitivo d’estate, servito su una bella terrazza, ascoltando brani musicali eseguiti dagli studenti del Conservatorio o brani letterari recitati dagli allievi del Piccolo Teatro.

La visita alle mostre temporanee “Netsuke. Sculture in palmo di mano. La collezione Lanfranchi” e “Disegni neoclassici e romantici della collezione Riccardo Lampugnani” è compresa nel prezzo dell’aperitivo: € 8!

 

Dettagli

Didascalie immagini

  • Luciano Minguzzi
    Statua "Pio XII"
    in bronzo tutto tondo
  • Marcelo Bordese
    Lobizones, 2006
    tecnica mista su carta
    36x25cm  
  • Lucian Freud
    Girl with Roses, 1947-48
    Oil on canvas
    106 x 75 cm
    © Lucian Freud
  • Henry Moore
    Mother and Child, 1936
    Ancaster stone
    height 51 cm
    © Reproduced by permission of the Henry Moore Foundation
  • Andrea Appiani
    (Milano 1754 – Milano 1817)
    Giove 1792 ca.
    matita e gessetto bianco su carta grigio/azzurra
    Milano, Museo Poldi Pezzoli
    © Museo Poldi Pezzoli