Depero a Venezia attraverso la collezione Fedrizzi
di // pubblicato il 09 Dicembre, 2008
Il ritratto di un artista attraverso le opere di una collezione privata. I Musei Civici di Venezia anticipano le celebrazioni per il centenario del Futurismo, in preparazione per il prossimo anno, con una esposizione dedicata a Fortunato Depero visto attraverso le opere di una “collezione familiare” raccolte da Giuseppe Fedrizzi in tanti anni di frequentazioni con l’artista.

Medico oculista molto conosciuto a Rovereto negli anni Cinquanta, Fedrizzi conosce e ha in cura Depero e sua moglie Rosetta e compra alcune opere direttamente dall’artista. Dopo la morte di Depero nel 1960, arricchisce la collezione con opere acquistate dalla vedova e da varie gallerie d’arte.
Sono in mostra al Museo Correr oltre ottanta opere realizzate tra il 1914 e il 1956, olii, tempere, disegni a china e a carboncino, collage, bozzetti pubblicitari, tarsie in legno e in stoffe colorate, progetti di arredo. Una ricca documentazione del percorso creativo di un artista dalle molte sfaccettature, che ha usato tecniche e materiali diversi con aperture e interessi verso varie esperienze dentro e oltre il Futurismo.
Medico oculista molto conosciuto a Rovereto negli anni Cinquanta, Fedrizzi conosce e ha in cura Depero e sua moglie Rosetta e compra alcune opere direttamente dall’artista. Dopo la morte di Depero nel 1960, arricchisce la collezione con opere acquistate dalla vedova e da varie gallerie d’arte.
Sono in mostra al Museo Correr oltre ottanta opere realizzate tra il 1914 e il 1956, olii, tempere, disegni a china e a carboncino, collage, bozzetti pubblicitari, tarsie in legno e in stoffe colorate, progetti di arredo. Una ricca documentazione del percorso creativo di un artista dalle molte sfaccettature, che ha usato tecniche e materiali diversi con aperture e interessi verso varie esperienze dentro e oltre il Futurismo.

Nella collezione il punto di partenza è Busto di donna del 1914 realizzato in un periodo in cui Depero, nato nel 1892 in un paesino del Trentino, allora parte dell’impero Austro-ungarico e quindi formatosi in un clima simbolista e poi secessionista, sta lavorando molto sul volume. Traspare l’interesse per il cubismo ma anche le influenze di Balla e Boccioni.
Negli anni Venti in contatto con gli ambienti parigini, conosce Diaghilev, impresario dei Balletti Russi, che gli commissiona scene e costumi per Il canto dell'usignolo di Stravinskij che non si realizzeranno mai, ma introdurranno Depero nella sperimentazione anche nell’ambito del teatro, lasciando all’artista una gran quantità di stoffe colorate che in seguito utilizzerà per i suoi arazzi che, prodotti in collaborazione con la moglie Rosetta, otterranno ampio successo commerciale.
Legato all’idea del movimento e della dinamicità che tanto affascina i futuristi, troviamo nella collezione il celebre Nitrito in velocità opera di grande successo che Depero riprenderà più volte con colori e tecniche diverse.

Quello che viene definito il rinnovamento futurista coinvolge tutte le forme e anche gli oggetti. Sempre parte della collezione è anche un prezioso capolavoro di arte futurista, il primo libro-oggetto realizzato nel 1927. Con la pubblicazione di Depero futurista 1913-1927 noto come libro bullonato, Depero crea un libro rilegato con bulloni e impaginato in varie direzioni, dove i testi stessi assumono forme geometriche diverse. Anche i tipi di carta sono diversi: sottile, grossa, bianca, di vari colori.

Poi la produzione cartellonistica per la pubblicità delle ditte più famose degli anni Venti e Trenta, da logo ormai famosissimo del bitter Campari all’acqua minerale San Pellegrino, realizzerà centinai di proposte pubblicitarie che sono solo alcuni dei lavori della Casa d’Arte Futurista che Depero ha fondato nel 1919 a Rovereto.
E ancora gli schizzi e le impressioni dei due anni che trascorre a New York a partire dal 1928,. studi per arredamenti di locali e ristoranti,fino al Paesaggio aerodimanico e ai motivi ornamentali degli anni Cinquanta.

Una visione ricca e articolata grazie alla collezione Fedrizzi che resterà presso i Musei civici di Venezia con un deposito a lungo termine a Ca’ Pesaro per volontà degli eredi. Piacevole e fruibile il catalogo di Electa, a cura di Maurizio Scudiero che accompagna la mostra, una nuova preziosa tappa del sistema museale della città di Venezia.
Depero – Opere della collezione Fedrizzi
Museo Correr
Piazza S. Marco - Venezia
fino al 1 marzo 2009