Departures

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 09 Aprile, 2010

Lunga vita ai temerari della Tucker Film che hanno deciso di far arrivare finalmente in Italia il film Okuribito (Partenze) di Yojiro Takita che non trovava distribuzione, nonostante gli oltre settanta premi raccolti a giro per il mondo compreso l’Oscar al miglior film straniero nel 2009, per il pregiudizio secondo cui un film con al centro la morte non può essere attraente per il pubblico, a meno che non sia condito di violenza o effetti speciali. Grazie perché Departures, questo il titolo internazionale in inglese con cui viene distribuito, è davvero una perla per grazia e delicatezza di tocco e senza il coraggio di questa piccola distribuzione indipendente, nata nel 2008 tra Udine e Pordenone ad opera degli appassionati organizzatori del Far East Film Festival, probabilmente non sarebbe mai giunto sui nostri schermi.

La storia è quella del giovane Daigo Kobayashi, un violoncellista che resta senza lavoro quando l’orchestra di Tokio in cui lavorava chiude i battenti per la scarsità di pubblico, consapevole dei concorrenti più dotati di lui presenti sulla piazza il ragazzo decide di smettere di fare il musicista di professione, si rimprovera di non aver capito prima i limiti del suo talento, e insieme alla moglie lascia la città per tornare al paese natale di Yamagata, in una provincia rurale nel nord del Giappone.

Daigo, che ha perso la madre improvvisamente due anni prima senza poterle dare l’estremo saluto perché in quel momento si trovava all’estero e il cui padre ha abbandonato la famiglia quando lui era ancora piccolo, è un uomo sensibile e introverso che tende a non mostrare le sue difficoltà per non farle pesare alle persone che gli sono intorno. Quando in cerca di un nuovo lavoro risponde a un annuncio per “assistente alle partenze” e rimane coinvolto suo malgrado dalla travolgente fiducia che il signor Sasaki, suo nuovo datore di lavoro, ripone in lui, non ha il coraggio di confessare alla moglie la vera natura del nuovo impiego di esteta necrologico, cioè colui che si occupa della ricomposizione delle salme dei defunti.

In una cultura come quella giapponese in cui la cerimonia è parte integrante di ogni aspetto quotidiano, si pensi ad esempio alla famosa cerimonia del tè in cui ogni gesto è espressione di qualche valore simbolico e nulla è affidato al caso, la cerimonia di ricomposizione e vestizione del defunto, chiamata nokanshi, avviene seguendo un rituale antico e ricco di significati alla presenza dei congiunti. Con movimenti dolci e raffinati la salma viene ricomposta cancellando sofferenza e fatica residui del vivere, il corpo è lavato e pulito con grazia per poter consentire al defunto di lasciare purificato questo mondo materiale, ma senza che i parenti vedano mai la sua pelle, una forma di rispetto al fine di preservare integra la dignità della persona scomparsa. Infine in un rito collettivo cui partecipano anche i familiari più stretti il volto del defunto viene lavato, accarezzato con dolcezza e con l’uso della cosmesi gli è restituita nella morte la bellezza perduta della vita, per concedere possibilità al dolore di fluire e affrontando il lutto permettere ai congiunti di accettare la perdita.

Nonostante il tema trattato Departures è un film che attraverso la morte esalta la vita, completamente privo di ogni elemento che si possa definire macabro, racconta con leggerezza e ironia anche situazioni difficili e inconsuete, come il primo servizio a cui partecipa il giovane Daigo, “non hai avuto fortuna” gli dice con tono paterno il signor Sasaki ormai più maestro che datore di lavoro, quando la salma da ricomporre è quella di un’anziana signora morta in solitudine nella sua casa da più di due settimane. La pellicola è piena anche di momenti molto divertenti, come l’imbarazzo di Daigo costretto a interpretare il ruolo del morto in un video promozionale, mentre il suo capo impartisce istruzioni allo spettatore su come occludere col cotone il meno nobile degli orifizi umani.

Il protagonista Masahiro Motoki nel ruolo di Daigo è bravissimo a mantenersi in equilibrio su quel labile confine tra dramma e commedia, senza mai eccedere in un senso o nell’altro, restituendo un’interpretazione toccante mista di comicità e tenerezza. La scoperta degli antichi rituali della preparazione cerimoniale dei corpi sarà per il giovane violoncellista il mezzo attraverso cui scoprire la vita, l’amore e il raggiungimento di una maggior consapevolezza. Attraverso l’affetto con cui accompagna i suoi “clienti” all’estremo saluto, il giovane protagonista impara un nuovo modo di affrontare i rapporti con le persone che lo circondano, più aperto e più appagante rispetto al passato.

La colonna sonora originale del film riveste un’importanza rilevante, in una pellicola che per i suoi contenuti aveva bisogno di un carattere sinfonico e lirico, è opera del grande Joe Hisaishi, già autore di tante colonne sonore soprattutto per i film di Takeshi Kitano e del maestro dell’animazione giapponese Hayao Miyazaki. Il regista Yojiro Takita è un veterano del cinema giapponese con più di quaranta titoli al suo attivo che spaziano dall’horror all’erotico, questo è il suo primo film a conquistare, meritatamente, una visibilità internazionale.

Departures è un film sull’assenza, le partenze a cui allude il titolo non sono solo quelle delle persone che lasciano questa vita terrena, ma più in generale anche quelle dei rapporti interrotti attraverso le storie di coppie in cui uno dei due lascia l’altro a coltivare il sentimento d’amore nel vuoto che rimane, o di una madre che per amore di un uomo ha abbandonato il proprio figlio e non c’è giorno in cui non rimpianga l’azione compiuta. Ma partenze sono anche quelle della natura, la morte è un evento naturale, con i salmoni che risalgono a fatica la corrente per tornare al luogo d’origine in cui morire o gli uccelli che volano via seguendo il naturale flusso migratorio, perché come dice nel film l’addetto al forno crematorio: più passa il tempo e più sono convinto che la morte sia solo un cancello verso un altro stadio dell’esistenza.

Il giovane Daigo trasportato dagli eventi capisce che la sua vita a Tokio inanellava un giorno dietro l’altro inutilmente, inseguendo un sogno che forse non era il suo. Quando vende il violoncello sente il dispiacere di abbandonare lo strumento ma contemporaneamente il sollievo per essersi liberato dalla catena e trova la sua realizzazione personale prendendosi amorevolmente cura di questi corpi che con affetto prepara e accompagna alla loro destinazione finale. Paradossalmente il giovane protagonista impara a vedere e a dar valore alla vita guardando la morte, specchiandosi in essa e quando dovrà combattere il pregiudizio di chi gli toglie il saluto per il lavoro che svolge, a chi gli contesta il fatto di non svolgere un’attività “normale” Daigo ribatte semplicemente con la verità: “Io dovrò morire, tu dovrai morire, la morte è una cosa normale!”. Può sembrare una banalità ma nella cultura moderna in cui c’è un tabù fortissimo ad affrontare l’argomento e un’altrettanto forte tendenza alla rimozione, non lo è.

Attraverso i servizi che Daigo e il suo principale svolgono, assistiamo allo sfilare di scorci di vita di toccante bellezza, commoventi ringraziamenti in cui i familiari dei defunti ringraziano per il servizio della cerimonia del nokanshi e alla fine attraverso la dolcezza anche la morte fa meno paura, affrontata come naturale passaggio della vita, è commovente assistere all’ultimo semplice saluto rivolto a chi ci ha dato affetto e amore con un semplice e commosso, grazie e buon viaggio.

 

Dettagli

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Okuribito
  • Regia: Yojiro Takita
  • Con: Masahiro Motoki, Tsutomu Yamazaki, Ryoko Hirosue, Kazuko Yoshiyuki, Kimiko Yo, Takashi Sasano, Tȏru Minegishi, Tetta Sugimoto, Yukiko Tachibana, Tatsuo Yamada
  • Soggetto: da un racconto di Shinmon Aoki
  • Sceneggiatura: Kundo Koyama
  • Fotografia: Takeshi Hamada
  • Musica: Joe Hisaishi
  • Montaggio: Akimasa Kawashima
  • Scenografia: Fumio Ogawa
  • Produzione: Toshiaki Nakazawa per Amuse Soft Entertainment, Asahi Shimbunsha, Dentsu, Mainichi Hoso, Sedic, Shochiku Company, Shogakukan & Tokio Broadcasting System (TBS)
  • Origine: Giappone, 2008
  • Genere: Commedia
  • Durata: 131’ minuti

 
DIDASCALIE IMMAGINI

- Locandina italiana
- Lo staff della NK: il signor Sasaki,
  Daigo e la segretaria interpretati da
  Tsutomu Yamazaki, Masahiro Motoki
  e Kimiko Yo
- Daigo apprende dal signor Sasaki
  l’antica e nobile arte del nokanshi
- Daigo al bagno pubblico del paese /
  Daigo e la moglie
- Il regista, gli attori e il produttore sul palco
  degli Oscar 2009 / Il regista Yojiro Takita
  mostra l’Oscar come miglior film straniero
- Cerimonia funebre, particolare


IN COPERTINA
Il giovane Daigo riscopre il piacere
della musica con il violoncello che
suonava da bambino