Degas in visita a Torino

di Elisabetta Morici // pubblicato il 13 Ottobre, 2012

“E’ un ragazzo strano questo Degas, un morboso, un nevrotico, un oftalmico, che ha paura di perdere la vista; ma, nello stesso tempo, un essere molto sensibile, e che percepisce il carattere delle cose. E’, al momento, l’uomo che ha meglio afferrato, nel copiare la vita moderna, l’anima di questa vita”. Con queste parole Edmond de Goncourt  ci descrive Edgar Degas  dopo essere andato a visitare il suo atelier nel febbraio  1874. Degas è un quarantenne che ha già esposto al Salon e che è affascinato da tutte le novità tecnologiche, ma anche un personaggio  solitario, con usi da serioso borghese, sempre venato da una sottile malinconia condita da uno spirito aggressivo.
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Figlio di un banchiere, il suo amore per l’arte nasce e si nutre proprio grazie al padre, Pierre -Auguste- Hyacinthe  De Gas, uomo di cultura ed intenditore d’arte, che lo porta con sé al museo del Louvre per incontrare i grandi artisti del passato, e che comprenderà il suo desiderio di intraprendere una carriera artistica; dopo la “dovuta” laurea in giurisprudenza, comincerà a studiare in vari atelier di artisti francesi l’arte del disegno, indirizzato proprio dal padre verso le origini più classiche. Non poteva quindi mancare lo studio degli artisti italiani, che diverranno ancora più importanti con i viaggi in Italia a cominciare dal 1854 con Napoli, dove si era trasferita la famiglia del nonno paterno, per poi proseguire gli anni successivi fino al 1859 con Roma, Firenze, dove incontrerà il fermento dei giovani Macchiaioli, arrivando a visitare Orvieto ed Assisi, per poter ammirare Luca Signorelli e Giotto. L’arte italiana sarà la sua palestra e il suo spirito di disegnatore instancabile produrrà schizzi dal vero e copie di grandi maestri del passato. Questa frequentazione italiana lo porterà a Torino per l’ultimo saluto al padre, che qui si era trasferito dopo i rovesci economici della banca.
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E proprio a Torino un eccellente numero di opere provenienti dal Musée d’Orsay approdano per una grande  mostra dedicata al più moderno degli Impressionisti.  Dal 18 Ottobre e fino al 27 Gennaio 2013 circa 80 opere dal museo parigino che vanta il nucleo più importante di lavori di Degas saranno a Torino, nella Palazzina Promotrice delle Belle Arti, per la mostra più importante che l’Italia gli abbia mai dedicato in tempi recenti. Una esposizione che è stata fortemente voluta dal sindaco di Torino per poter rilanciare la città al centro dei grandi eventi artistici internazionali, e che viene prodotta in collaborazione con la casa editrice Skira, che ne cura la progettazione, l’organizzazione e la promozione . Grazie al diretto interesse del presidente del Musée d’Orsay Guy Cogeval, dipinti, disegni e sculture daranno vita ad una rassegna che per  quattro mesi permetterà di incontrare Degas attraverso un percorso che documenta tutta la sua straordinaria produzione.
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Il curatore Xavier Rey, conservatore presso il Musée d’Orsay e grande specialista di Degas, ha realizzato un percorso cronologico che però si dipana attraverso i temi che di volta in volta sono stati il centro dell’attenzione artistica di Degas. In questo modo la conoscenza dell’artista risulta completa ed abbraccia l’intera carriera del pittore francese con i suoi soggetti preferiti. Così si potrà ammirare il suo Autoritratto del 1855, quello di suo nonno Hilaire de Gas e il famosissimo Ritratto della famiglia Bellelli, opera che è eccezionalmente uscita dal museo parigino. Il dipinto, realizzato a Firenze, è il ritratto della famiglia di sua zia, che ha sposato il barone Bellelli, dove l’atmosfera di questo interno è la sintesi dell’incomunicabilità fra le persone, tema caro e sondato a fondo da Degas, indagatore di sentimenti che  evidenzia attraverso gli sguardi dei protagonisti.  Tanti altri ritratti presenti alla mostra possono ampliare la conoscenza di questa tematica, così come gli studi preparatori realizzati per questo dipinto, fondamentale per la sua carriera.  In mostra anche i temi storici, con opere che non escono mai dal museo francese, così come i paesaggi, meno famosi ma di grande effetto, dove l’uso della tecnica a pastello è resa in modo virtuoso per ottenere effetti sfocati vivacizzati da tocchi improvvisi.  Poi c’è Parigi, con i suoi caffè e i suoi abitanti, e i cavalli, con il bellissimo Defilé del 1866. I disegni di fantini, degli animali e delle corse, arricchiscono la comprensione della pittura quasi maniacale di Degas, che amava cercare la perfezione e si concentra sulla miglior resa possibile del movimento.  Naturalmente non poteva mancare una parte dedicata alle ballerine, presenti in mostra con opere realizzate con tutte le tecniche frequentate dall’artista. Sono autentici capolavori come Prove di balletto in scena del 1874, Fin d’arabesque del 1877, dove Degas elabora rese cromatiche inusuali, come il monocromo, magari per meglio cogliere il gesto, il movimento spontaneo, l’energia della danza.
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Opera davvero unica, è in mostra anche la scultura che verrà presentata da Degas alla sesta mostra degli Impressionisti nel 1881, la famosa Piccola danzatrice di quattordici anni, fusa poi in bronzo nel 1921. In bronzo patinato, è policroma e polimaterica, proprio come la sua cera, con tulle e nastro in satin su una base di legno per ricordare l’impiantito di un palcoscenico. Così il curatore ce la descrive: “Quest’opera è al tempo stesso emblematica della sua ricerca sul movimento, ma testimonia anche della percezione della società di un borghese che scopre le scienze sociali e che rende protagonista questa ragazzina uscita dagli strati più umili della società, che sarà venduta all’Opéra di Parigi per diventare un étoile”.   In mostra ci sono anche altre piccole sculture, sempre raffiguranti donne, colte nell’intimità della loro vita quotidiana, altro tema tanto amato dall’artista che è qui  anche con un importante studio a matite colorate e pastello di Donna che fa il bagno del 1892: la sua pittura si ammorbidisce e tende allo sfumato, mostrando al contempo un disegno da grande maestro.
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Conoscere o riscoprire questo grande della pittura del secolo scorso, che ha unito l’arte dei toscani del Rinascimento con quello della scuola dei Veneziani, passando per Ingres e Delacroix, e  creando un’arte totalmente contemporanea al suo tempo: se frequentare lo studio di Degas era qualcosa riservato a pochi intimi, oggi abbiamo il privilegio di poterlo fare, ammirando la sua arte, grazie ad una mostra che ha tutte le premesse per essere una delle più importanti della stagione.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. La famiglia Bellelli (Ritratto di famiglia), 1858-1869
    olio su tela; 200x250 cm (RF 2210)
    (© RMN (Musée d'Orsay) / Hervé Lewandowski - Réunion des Musée Nationaux/ distr. Alinari)
  2. Ballerina di quattordici anni, fusione eseguita tra il 1921 e il 1931 da Adrien-Aurélien Hébrard, originale 1879-1881
    bronzo patinato, tutu in tulle, nastro in satin; base di legno; 98x35,2x24,5 cm (RF 2137)
    (© RMN (Musée d'Orsay) / René-Gabriel Ojéda - Réunion des Musée Nationaux/ distr. Alinari)
  3. Il défilé (Cavalli da corsa davanti alle tribune); 1866-1868
    olio su carta applicata su tela; 46x61 cm (RF 1981)
    (© RMN (Musée d'Orsay) / Hervé Lewandowski - Réunion des Musée Nationaux/ distr. Alinari)
  4. Prove di balletto in scena, 1874
    olio su tela; 65x81 cm (RF 1978)
    (© RMN (Musée d'Orsay) / Hervé Lewandowski - Réunion des Musée Nationaux/ distr. Alinari)
  5. Nudo accovacciato visto di spalle, 1877
    Pastello su monotipo; 18x14 cm (RF29950)
    (© RMN (Musée d'Orsay) / Hervé Lewandowski- Réunion des Musées Nationaux/ distr. Alinari)

In copertina:
Prove di balletto in scena, 1874, particolare
olio su tela; 65x81 cm (RF 1978)
(© RMN (Musée d'Orsay) / Hervé Lewandowski - Réunion des Musée Nationaux/ distr. Alinari)

Catalogo edito da Skira

Mappa

Dove e quando

Degas. Capolavori dal Musée d’Orsay

  • Date : 18 Ottobre, 2012 - 27 Gennaio, 2013
  • Indirizzo: Palazzina della Promotrice delle Belle Arti - Torino, viale Diego Balsamo Crivelli, 11
  • Sito web

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