De Pisis a Bologna

di Martina Tinti // pubblicato il 14 Maggio, 2009

Si è inaugurata il 10 maggio al Museo Morandi di Bologna la mostra “Alla dolce patria”: il ritorno in Italia di Filippo De Pisis, seconda tappa nell'ambito della partnership creatasi tra la città di Bologna e quella di Ferrara, luoghi natali rispettivamente di Morandi e di De Pisis, in particolare tra Museo d'arte moderna-Mambo di Bologna, Ferrara Arte e Gallerie d'arte moderna e contemporanea di Ferrara, un dialogo che valorizza la ricchezza culturale delle rispettive realtà.  Infatti, entrambe le città emiliane hanno un grande e vario patrimonio oltre a risorse per costruire un valido programma di eventi. Ferrara Arte che gode da molti anni anche della fama presso musei e istituzioni estere e quindi della credibilità internazionale che le permette di portare a termine progetti di valore che riscuotono sempre grande afflusso di pubblico. Dall'altra parte, a Bologna, il nuovo Museo d'arte moderna-Mambo è in cerca di una propria posizione e di un proprio spazio sul territorio che lo ha reso teatro di diversi eventi interessanti, il migliore dei quali sicuramente la mostra antologica appena conclusa su Giorgio Morandi.

Perchè una esposizione di opere di De Pisis proprio all'interno del Museo Morandi? In questo momento nelle sale di Palazzo dei Diamanti a Ferrara sono esposte le bellissime incisioni di Morandi, che compongono la prima tappa di questo progetto comune che si può definire un vero e proprio scambio culturale di personalità illustri. Il rapporto fra i due maestri viene intessuto con i fili della poesia che risulta parte centrale nel loro percorso pittorico e di vita (De Pisis era anche attivo come poeta). E' interessante osservare i due stili affiancati, uno impreciso e l'altro rigorosissimo che rendono evidente la grande differenza di personalità e di indole.

Il numero di opere del ferrarese esposte nel Museo Morandi è molto ridotto e comprende anche un discreto numero di disegni. Sono tutte databili dopo il 1939 anno in cui De Pisis ritorna in patria dopo gli anni passati a Parigi e Londra e vi rimane fino alla morte a causa dello scoppio della guerra. A Parigi aveva raggiunto una discreta notorietà anche come poeta e aveva subito il fascino della pittura impressionista che in questo ultimo periodo italiano si modifica progressivamente: appare una forte inquietudine negli accostamenti cromatici, nel tratto e molto evidente è la rapidità e l'essenzialità nell'esecuzione dovute anche, secondo il curatore Fabrizio d'Amico, alla grande richiesta di sue opere che lo portano ad accelerare i tempi di esecuzone per non perdere una stabilità economica raggiunta da poco.

Negli ultimi anni di vita l'atmosfera diventa struggente. Dal 1948 in poi si sposta in diverse case di cura per malattie mentali dove muore nel 1956. Sono esposte diverse tele recanti la sigla “V.F”, Villa Fiorita, la prima clinica in cui viene ricoverato a Brugherio. Domina queste tele una luce bianca nella quale si dissolvono pochi oggetti o fiori delineati da tocchi radi e angosciati che comunicano una sensazione acuta di solitudine e di vita rinchiusa.

Per concludere segnalo che è possibile ricevere con l'acquisto di un biglietto intero di una delle mostre aperte una card congiunta che permette l'ingresso ridotto per due persone in una delle istituzioni aderenti all'iniziativa e uno sconto presso i punti vendita sui rispettivi cataloghi.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Ritratto di Allegro, 1940
    olio su cartone incollato su tavola
    cm 71 x 61
    Ferrara, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea “Filippo de Pisis”
    Donazione Franca Fenga Malabotta, 1996 (cat. 1)
  •  La rosa nella bottiglia, 1950
    olio su tela
    cm 60 x 50
    Ferrara, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea “Filippo de Pisis”
    Donazione Franca Fenga Malabotta, 1996 (cat. 22)

Mappa

Dove e quando

"Alla dolce patria”: il ritorno in Italia di Filippo De Pisis

  • Date : 10 Maggio, 2009 - 19 Luglio, 2009
  • Indirizzo: Palazzo d'Accursio, Piazza Maggiore, Bologna
  • Sito web

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