Darwin 1809-2009

di Roberto Mariotti // pubblicato il 18 Febbraio, 2009

“Mi propongo di dare qui un breve compendio del progresso delle idee sull'origine delle specie. Fino a poco tempo fa, la grande maggioranza dei naturalisti credeva che le specie fossero immutabili e che fossero state create l'una indipendentemente dall'altra. Numerosi autori hanno abilmente sostenuto questo punto di vista. Alcuni naturalisti, invece, erano convinti che le specie subissero modificazioni, e che le attuali forme di vita discendessero per generazione regolare da forme preesistenti”

Un libro che ha rivoluzionato per sempre la visione dell'essere umano e di tutte le altre specie animali, esattamente come le intuizioni di Galileo e di Newton hanno cambiato definitivamente la visione dell'universo fisico.
Tutto questo rappresenta “L'origine della specie”, l'opera con cui il grande scienziato inglese Charles Darwin ha divulgato la sua teoria dell'evoluzione della specie per selezione naturale.

Prima della nascita di Darwin, infatti, non erano mai state messe in discussione le antiche concezioni relative alla natura secondo cui le specie erano considerate separate tra loro e soprattutto immutabili fin dalla loro creazione. Atteggiamento che rifletteva una visione del mondo stabile e basato su un ordine naturale delle cose che garantiva a sua volta l'ordine sociale.
Il naturalista inglese fu il primo a comprendere – studiando attentamente la natura in tutte le sue forme – che le specie si trasformano nel corso del tempo e che siamo tutti legati gli uni agli altri da una parentela genealogica. Capì che l'enorme diversità di forme di vita sulla Terra deriva da processi naturali in atto da milioni di anni e tuttora in corso.

Quest'anno ricorrono sia i centocinquanta anni dalla pubblicazione de “L´origine della specie” che i duecento anni dalla nascita di Darwin e tutto il mondo celebra questi eventi rendendo onore al grande scienziato.
E' arrivata anche in Italia la mostra Darwin 1809-2009 che ha già fatto tappa o farà tappa a Philadelphia, Boston, Chicago, Toronto, Londra, Auckland, Tokyo, Rio de Janeiro, San Paolo, Brasilia, Lisbona e che sarà aperta fino al 3 maggio 2009 al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Dal 4 giugno al 25 ottobre sarà invece a Milano all Rotonda della Besana e da novembre 2009 approderà a Bari al Castello Svevo.
La mostra è basata su quella organizzata da American Museum of Natural History di New York in collaborazione con Museum of Science, Boston, The field Museum, Chicago, Royal Ontario Museum, Toronto, Natural History Museum, Londra.

L'edizione italiana della mostra è curata dalla società Codice Idee per la Cultura ed è prodotta dall'Azienda Speciale Palaexpo di Roma.
L'esposizione ripercorre tutte le tappe dell'avventurosa esistenza di Charles Darwin: le sue complesse relazioni familiari, l'immersione nella cultura inglese dell'epoca e nei suoi conflitti, il celebre viaggio intorno al mondo a bordo del Beagle che durò ben cinque anni e cambiò in modo determinante la sua vita, diventano espedienti suggestivi per raccontare la nascita di un'idea rivoluzionaria, le domande iniziali, le scoperte entusiasmanti, i prodromi di un'idea, le prime incertezze, i timori, il lungo silenzio e infine la pubblicazione di On the origin of species nel 1859.
In un percorso coinvolgente con ricostruzioni di diversi ambienti del mondo, di animali e di piante, eccezionalmente con alcuni animali vivi come armadilli e iguane, oggetti d'epoca e video, i visitatori, seguendo il racconto della vita di Darwin, potranno provare le suggestioni che egli stesso sperimentò durante il suo periplo.

"Comunicare la scienza è comunicare la nostra vita – afferma Vittorio Bo, Presidente di Codice Idee per la Cultura – per chi come noi, si è appassionato al racconto della infinita unicità e molteplicità del vivente, la biografia e le straordinarie scoperte di Charles Darwin non potevano non essere raccolte con un simbolo e un invito particolare. Questa esposizione dunque, è dedicata a tutti coloro i quali sono mossi da curiosità di sapere e di sperimentare, che sono animati da insaziabili dubbi e che hanno a cuore più il desiderio di aperto ascolto e confronto, che di incrollabili certezze

L´edizione italiana della mostra ha due sezioni in più: una sala è dedicata all´evoluzione umana ed espone ricostruzioni a grandezza naturale dei nostri antenati, oltre a fossili ritrovati proprio in Italia. E un´altra che racconta il rapporto tra il padre della teoria dell'evoluzione e il nostro paese e in particolare evidenzia come l'Italia sia stata precocemente coinvolta nella rivoluzione darwiniana grazie ad alcune scuole locali molto attive e all'avanguardia.

Accompagneranno l'esposizione una serie di incontri e di conferenze che avranno come protagonisti anche noti personaggi del mondo dello spettacolo.
Ha iniziato il 12 febbraio Patrizio Roversi raccontando il suo viaggio sulle tracce di Darwin. Il giorno successivo è stato proiettato in anteprima "Il viaggio perduto di Darwin".
Nel pomeriggio di oggi, Lella Costa leggerà "Preghiera darwiniana" di Michele Luzzato, saggio-monologo edito nel 2008 che si inserisce nel dibattito sull'evoluzione, nell'ambito del quale i darwinisti sono a volte accusati di amoralità, se non di empietà.

Una grande mostra internazionale che tutti dovrebbero visitare e non soltanto per un interesse di carattere scientifico ma anche e soprattutto per celebrare un grande uomo che è arrivato a compiere scoperte rivoluzionarie attraverso un'appassionata ricerca e anni di intensi studi volti a trovare risposta a tutti i suoi innumerevoli dubbi. In un mondo quale quello attuale, dove le persone al contrario, sembrano vivere di certezze incrollabili e si dichiarano depositari di verità assolute, la vita e le opere di Charles Darwin rappresentano senza dubbio una grande lezione per tutti.

Prossimi incontri che si terranno presso la Sala Auditorium del Palazzo delle Esposizioni

  • 18 febbraio 2009 ore 18,30:
    Lella Costa legge Preghiera darwiniana di Michele Luzzatto
  • 25 febbraio 2009 ore 18,30:
    Giulio Barsanti, Bisogna mettere l'uomo in camicia
  • 4 marzo 2009 ore 18,30:
    Enrico Alleva, Gli animali urbani
  • 11 marzo 2009, ore 18,30:
    Giorgio Manzi, L'evoluzione umana, una storia al plurale
  • 18 marzo 2009, ore 18,30:
    Elisabetta Visalberghi, Scimmie: uno (s)comodo specchio
  • 25 marzo 2009, ore 18,30:
    Alessandra Attanasio ed Emanule Coco, I molti modi di essere darwiniani
  • 1 aprile 2009, ore 18,30:
    Davdi Khon, Il Darwin che non ti aspetti
  • 8 aprile 2009, ore 18,30:
    Olga Rickards e Gianfranco Biondi, Il Codice Darwin
  • 15 aprile 2009 ore 18,30:
    Orlando Franceschelli e Mario De Caro, La natura dopo Darwin
  • 22 aprile 2009 ore 18,30:
    Guido Barbujani, Sono razzista ma sto cercando di smettere
 

Dettagli


Darwin 1809-2009

Roma, Palazzo delle Esposizioni
fino al 3 maggio 2009
Orari: domenica, martedì, mercoledì e giovedì
dalle 10,00 alle 20,00
venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22,30
lunedì chiuso.
 

DIDASCALIE IMMAGINI PUBBLICATE

  • Australopithecus afarensis.
    Specie, ora estinta, di Ominidi del genere Australopithecus.
    La specie fu identificata a seguito di una serie di ritrovamenti di fossili nella regione di Afar in Etiopia da parte di Donald Johanson e della sua squadra, nella prima metà degli anni Settanta.
    Il 30 novembre 1974, ad Afar, Yves Coppens, Donald Johanson, Maurice Taïeb e Tom Gray rinvennero i resti di un esemplare di femmina adulta, che venne chiamata Lucy, dell'età apparente di 25 anni, vissuta almeno 3,2 milioni di anni fa.
  • Il sentiero dietro casa, dove Darwin passeggiava meditando sulla sua teoria e sui problemi teorici che gli si presentavano.
    A ogni giro sul sentiero spostava un sasso, per segnare quanti giri completi aveva fatto.
    A seconda del numero di sassi misurava la difficoltà del problema sul quale stava riflettendo.
  • Strumenti di misurazioni nello studio di Darwin a Down House
  • Bambini alla mostra
  • Maschio di Fregata minor (ben visibile in questo esemplare lo splendente sacco rosso che i maschi gonfiano durante la stagione degli amori)
  • Lo studio di Darwin a Down House presente in mostra è ricostruito fedelmente da Angelo Cucchi
  • Locandina della mostra italiana