Dalla Russia a Brera. Un incontro fra grandi capolavori da Renoir a Matisse
di // pubblicato il 10 Dicembre, 2011
Le ragazze dai corpi nudi e sensuali nella luce vibrante di una spiaggia rosa, i pesci rossi dell’acquario, Pierrot e Arlecchino, la Regina Isabeau e anche Ambroise Vollard hanno affrontato, insieme a molti altri, un lungo viaggio per dare vita all’incontro fra due dei più grandi musei esistenti.
Partendo dalle sale del Museo Puškin di Mosca e arrivando a quelle della Pinacoteca di Brera a Milano, complice l’anno degli scambi culturali Italia‐Russia,i capolavori di tutti i grandi nomi dell’arte a cavallo tra Otto e Novecento, provenienti dalle prestigiose collezioni Ščukin e Morozov danno vita a un magico incontro con l’esposizione Brera incontra il Puškin. Collezionismo russo tra Renoir e Matisse.

La mostra a Brera fino al 5 febbraio 2012 accoglie i grandi nomi dei grandi Cézanne, Gauguin, Monet, Matisse, Renoir, Picasso, Rousseau, Van Gogh e regala la visone di come il grande collezionismo sia stato una sorta di “apripista” anche i movimenti artistici successivi di un paese come la grande Russia.
Sono infatti due collezionisti russi, Sergei Ščukin e Ivan Morozov, entrambi grandi mercanti e viaggiatori, appartenenti a facoltose famiglie imprenditoriali moscovite che in anni diversi furono tra i migliori clienti delle più importanti gallerie di Parigi, come Druet, Durand-Ruel, Kahnweiler, Vollard portando in patria quadri a quel tempo spesso incompresi.

Oltre a divenire amici personali di molti artisti, Ščukin e Morozov arrivarono anche a commissionare quadri per essere ancor più partecipi e testimoni di tutte quelle novità e stimoli che hanno caratterizzato l’Europa a cavallo dei due secoli: dalle esposizioni universali all’affermazione della fotografia, della pittura en plein air, dei Salons e dei cafès parigini. Dallo studio della forma estrema al colore puro. Nacquero così due raccolte di arte contemporanea tra le più prestigiose del mondo, che nazionalizzate dopo la Rivoluzione sono andate in parte a confluire nel Museo Puškin di Mosca.
Opere come Boulevard des Capucinnes di Monet, i tre Cézanne Pierrot e Arlecchino, Acquedotto, acquistati nel 1904 da Ščukin che sarà il primo in Russia ad avere un Cézanne e il Ponte sulla Marna a Creteil scelto da Morozov nella Galleria Vollard nel 1911, segneranno per sempre il mondo dell’arte aprendo nuovi orizzonti.

E poi Ehaiha Ohipa, di Gauguin acquistato da Morozov nel 1907, e la Vista del ponte Sèvres di Rousseau, mai finora esposto in Italia. E ancora il ritratto di Ambroise Vollard grande mercante d’arte parigino, conoscitore e collezionista di opere d’arte, realizzato da Picasso nella fase di maggiore sviluppo del cubismo analitico.
E Aha Oe Feii? una delle opere più importanti del primo periodo tahitiano di Gauguin. L’acquario con i pesci rossi, che Matisse teneva nel suo atelier, tema ricorrente di una serie di nature morte realizzate fra la primavera e l’estate del 1912. I raggi di sole che attraversano le foglie de La pergola di Renoir diventano un delicato gioco di riflessiche invadono l’angolo del giardino, la pergola verde, i personaggi.
Per dirlo con le parole di Sandrina Bandera soprintendente per i Beni Storici e Artistici di Milano, direttrice di Brera oltre che curatrice della mostra insieme Irina Antonova, con questa mostra si vuole offrire anche la possibilità di guardare gli straordinari dipinti del Museo Puškin con occhi nuovi e di leggerli come espressione non solo della cultura artistica che rappresentano, ma anche del mondo dei collezionisti che li raccolsero e degli straordinari scambi culturali che ruotavano intorno a loro.

Una mostra imperdibile e da ricordare anche grazie al bel catalogo Skira, senza dimenticare che, sempre nello bello stesso periodo, anche un’altra importante opera si è messa in viaggio. Il Museo Statale delle Belle Arti "A.S. Puškin" di Mosca infatti ospita una mostra dedicata al nostro Caravaggio. Magie degli scambi fra due grandi.