Da Rubens a Van Dyck
di // pubblicato il 20 Febbraio, 2010
Resta ancora poco tempo per poter godere della mostra "Da Rubens a Van Dyck. La pittura fiamminga ed olandese dal XV al XVIII secolo" presso la Pinacoteca di Palazzo Samone a Cuneo. L'esposizione, curata da Didier Bodart e Vincenzo Sanfo, presenta una raccolta di oltre 60 dipinti provenienti da collezioni pubbliche e private. Grazie all'allestimento in ordine cronologico si potrà ripercorrere l'evoluzione della pittura nel territorio dell'Olanda e dei Paesi Bassi dal 1400 circa con dipinti mai esposti in Italia, non solo di autori conosciuti ma anche di autori meno noti che danno l'opportunità di apprezzare meglio il periodo in esame.
Di capitale importanza per la storia della pittura fu, notoriamente, l'uso da parte dei fiammingi dei colori ad olio, tecnica che essi avevano affinato e che permetteva loro di stendere il colore in velature, dalle grandi possibilità tecniche e cromatiche.
La qualità minuziosa del dettaglio è elevatissima e nota distintiva maggiore nonchè fattore di influenza anche in terreno italiano, così come la percezione dello spazio, dei colori e della luce. Particolarmente interessante è la completezza del percorso espositivo: dalle immagini sacre a quelle prettamente profane, e unicamente profane dopo la riforma luterana che vietava la raffigurazione di Dio, del Cristo, dei santi, ma anche ritratti, nature morte, paesaggi.
Forte fu l'influenza religiosa in particolare di Calvino e del suo pensiero che determinò lo stile di vita di questa parte di Europa, lasciando lo spazio all'attenzione per l'uomo e la sua quotidianità e per la natura che lo circonda.

Di grande realismo e ancora oggi molto apprezzati sono le scene di genere ma soprattutto gli interni che racchiudono i piccoli gesti intimi della gestione della casa, istantanee della cultura dell'epoca, spesso con connotazioni simboliche, che racchiudono quasi un inno alla normalità e al lavoro. La ricchezza della classe borghese si incrementò nel corso del 1500 e del 1600, rendendo indispensabile una raffigurazione dello status acquisito in ritratti di fine ricerca psicologica, anch'essi magistrali per realismo che resero i loro pittori ricercati ritrattisti nonchè dette impulso ad una considerevole vena collezionistica, che diventerà una sorta di corsa al capolavoro che dilagherà per l'Europa.
Botteghe specializzate soddisfavano la volontà dei potenti committenti tra fiori, marine, ritratti, nature morte che con l'esposizione di stoviglie preziose, tovagli ricamate ostantavano la ricchezza dell'interessato.

Un percorso che porta dai pittori primitivi a Van Eyck, alla pittura di Rubens a quella del suo allievo Van Dyck che costituisce una sorta di tramite tra la pittura dei Paesi Bassi e il resto d'Europa, e sarà la sintesi di una concezione artistica del tutto autonoma. Un percorso quindi che va sicuramente scoperto e assaporato.