Da Parigi con furore. La sperimentazione delle immagini nella magia della lanterna

di Barbara Morosini // pubblicato il 12 Agosto, 2010

L’evoluzione tecnologica ha fatto in modo di perfezionare lo strumento cinematografico attraverso la sperimentazione di meccanismi di proiezione e visione, progressivamente succedutisi nella storia.
Antenati, lontani progenitori dell’odierna macchina cinematografica, i diorami, le lanterne magiche e i Mondi nuovi incarnavano nella loro intuitiva ma grossolana spettacolarità il fulcro della modernità.
La storia di questi straordinari anticipatori risale ai primi del Seicento, all’interno delle case signorili o in occasione di feste popolari, dall’esigenza di divertissement parallelamente all’aspetto didattico culturale che ne derivava. La proiezione d’immagini particolari, esotiche, mai viste era motivo attrattivo, spettacolare, che generava curiosità e ilarità tra gli spettatori, generalmente non abituati alle “stramberie” della natura e troppo annoiati dall’immobilità della vita cittadina.

Di questi spettacoli ottici, la lanterna magica costituiva forse lo strumento più misterioso. Generalmente ricondotta all’estro inventivo dell’astronomo olandese Christiaan Huygens, che nel 1659 rese possibile la proiezione su uno schermo di immagini fisse e animate, si trovano tracce della sua esistenza, sempre in zona fiamminga, già dal 1646, qualora il padre gesuita Athanasius Kircher ne descrive il funzionamento nel suo volume Ars magna luci set umbre.
Ancor più lontano nel tempo è possibile rintracciare frammenti d’esistenza della lanterna, nell’antica Cina, laddove i giochi di ombre cinesi anticipano la venuta del cinematografo.
Originariamente costituita da una rudimentale scatola con candela all’interno ed una lente anteriore, che proiettava sulle pareti di una sala buia delle figure disegnate su un vetro, la lanterna magica evolse nel tempo, perfezionandosi attraverso l’apporto di significative modifiche.

I soggetti erano dipinti su lastre vitree di forma generalmente rettangolare, postposte alla lente tramite cui passava la luce; data la significativa percentuale di ingrandimento che scaturiva dalla proiezione, era necessario porre particolare precisione nella realizzazione delle immagini.

Se in principio era proiettata una sola immagine fissa, con la progressiva applicazione d’invenzioni accessorie, si consentì di moltiplicare le immagini e di muoverle: facendo scorrere due o più lastre una sopra l’altra si poteva dare l’illusione di personaggi in movimento, veridicamente in movimento verso oggetti fissi, animando scene e storie dalla suggestiva illusorietà.
Necessaria al fine della vicenda proiettata era la spiegazione: da sole quelle figure erano incomprensibili o quasi, per questo erano accompagnate dalla voce di un imbonitore che spiegava le scene mostrate. L’aspetto didattico e formativo era quindi esplicitato, ma l’accezione più importante era la comunicazione che s’instaurava tra persone in carne, nel rapporto di dialogo e duplicità tra spettatore e spettacolo.

Logico è ravvisare in queste macchine ottiche gli antenati del cinema: il Cinematografo dei fratelli Lumière avrebbe proiettato immagini in una sala buia e cineasti come Méliès, Ferdinand Zecca e Segundo de Chomón ne avrebbero tratto ispirazione. L’atmosfera fascinosa e folcroristica delle fiere ottocentesche è così ricostruita e ambientata nelle Sale delle Arti ai Piani Alti della Reggia di Venaria, dove, fino al 7 novembre, sarà possibile accostarsi ai curiosi strumenti ottici. 
Le dieci sezioni di cui si compone l’esposizione, grazie alla curatela e allestimento di Massimo Quendolo e Léa Saito, raccolgono e mostrano al visitatore elementi compositivi, accessori, illustrazioni di funzionamento dei marchingegni di proiezione raggruppati secondo criteri tematici tipici degli spettacoli di lanterne magiche nel passato.
“Vita Quotidiana, Viaggi, Scienza e insegnamento, Arti e spettacolo, Religione e esoterismo, Il mondo capovolto, Racconti e leggende Astrazione, Erotismo, Fantasmi, Le passioni dell’anima” sono dunque le principali aree tematiche entro le quali il visitatore può immedesimarsi alla stregua del vecchio borghese che partecipava al ludico spettacolo della lanterna magica.

La ricostruzione della sala dedicata alle proiezioni di lanterna magica di casa Bracci Testasecca, funzionante, completa il percorso, consentendo di esperire in prima persona l’ottico esperimento.
Non solo tuffi nel giocoso passato ma accompagnamento d’installazioni contemporanee ad opera di Bill Viola ed Anthony McAll, rispettivamente il trittico Anima, una rivisitazione in chiave moderna della serie pittorica di Charles Le Brun sulle passioni e sensazioni umane, e You and I, horizontal, seducente film di luce solida dove lo spettatore interagisce con l’opera attraversando fisicamente i nebulosi fasci luminosi.

Numerose attività ed eventi collaterali fanno da corollario a questa insolita e interessante mostra, promossa dal Consorzio di Valorizzazione Culturale La Venaria Reale e organizzata in collaborazione tra la Cinémathèque Française di Parigi e il Museo Nazionale del Cinema di Torino, le istituzioni che raccolgono le più belle e ricche collezioni di vetri per lanterna magica e da cui proviene la maggior parte degli oggetti in mostra.
Un itinerante bagaglio d’immagini che da Parigi è approdato nell’elegantissima cornice della Reggia piemontese, aperto come uno scrigno all’occhio curioso dell’uomo contemporaneo così avvezzo al cinema in 3D o agli effetti spettacolari da film hollywoodiani, ma capace ancora di stupirsi di fronte ai meccanismi artigianali dei secoli passati nei quali vive, misterioso, il magico segreto illusorio dell’immagine.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Lanterna magica in legno e cartapesta proveniente da una famiglia nobile di Verona
    Italia, seconda metà del XVIII secolo
    Coll. Museo Nazionale del Cinema
  • Lanterna magica Tri-unial, James Henry Steward
    Londra, 1880 circa
    Coll. Museo Nazionale del Cinema
  • The chromatrope or artificial fireworks Vetro per lanterna magica animato
    Londra, Carpenter & Westley
    seconda metà del XIX secolo
    Coll. Museo Nazionale del Cinema
  • Spettacolo di lanterna magica
    Olio su tela
    anonimo bambocciante
    Piemonte, 1740-1760
    Coll. Museo Nazionale del Cinema
  • Allestimento espositivo
  • Allestimento espositivo
     

IN COPERTINA
particolare di un allestimento espositivo

Mappa

Dove e quando

LE MACCHINE DELLA MERAVIGLIA. Lanterne magiche e film dipinto, 400 anni di cinema.

  • Fino al: - 08 Novembre, 2010
  • Indirizzo: Sale delle Arti nei Piani Alti della Reggia di Venaria, Venaria Reale
  • Sito web

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