Da Caserta, cronaca di un cantiere in avanzamento…

di Amici in Visita - pubblicato il 20 Gennaio, 2009 in Mostre

di Daniela Vannini

L’abisso immaginario di uno scavo, lo scheletro di una struttura in divenire, la fluidità delle schermature tessili di un ponteggio diventano lo spunto per una mostra davvero insolita. Accade a Caserta nell’open space al piano terra del Palazzo del Fascio che,, dopo un restauro straordinario riapre al pubblico per la prima volta con un’esposizione dal carattere multimediale intitolata “La ex Casa del Fascio di Caserta. Cronaca di un cantiere in avanzamento”.

Schizzi, disegni, fotografie e video documentano tutte le fasi dei lavori di riqualificazione che hanno interessato l’edificio la cui costruzione risale al 1937. Un vero e proprio omaggio alla memoria, è il caso di dire.

L’idea è venuta all’architetto Raffaele Cutillo - che insieme allo studio di ingegneria SIR srl ha seguito la ristrutturazione - e poi raccolta dal fotografo Luigi Spina che scatto dopo scatto ha fermato i momenti più salienti della trasformazione dello stabile. Così i disegni tecnici e gli elaborati di Cutillo, esperto di progettazione architettonica, dinamiche urbane e del paesaggio, si spiegano attraverso le immagini riprese da Spina dando vita a visioni di luoghi inediti e sconosciuti al progetto realizzato che si rincorrono in un continuum di idee e prospetti inattesi. A completare l’opera, il video di Monica Romano.

Visitare la mostra significa quindi ripercorrere la storia di questa trasformazione: da ex Casa del Fascio, e poi Casa del Contadino, Club per la Truppe Alleate, sede provinciale del Lavoro e molto altro ancora, a luogo del design contemporaneo capace di diffondere nuovi oggetti e lavori di una “architettura del futuro”.

Sono 19 le fotografie esposte in formato 50×80 e 80×220, alcune in bianco e nero, altre a colori, ma tutte sembrano suggerire un senso di spazialità e brutalità della materia. O meglio, delle superfici, ora in acciaio, ora in vetro, ora in cemento armato, ora in graniglia, di volta in volta ingigantite dall’obiettivo di Spina. Fotografia e architettura dialogano fra loro. Si sovrappongono e si completano a vicenda. Entrambe, con linguaggi differenti, raccontano la storia di un work in progress iniziato nel 2006.

Scenografici, per le grandi dimensioni, invece, i polittici di immagini fotografiche che troviamo appesi su pannelli di alluminio lungo le pareti delle ali laterali dell’open space e che faranno parte dell’arredamento decorativo permanente.

Ed è proprio qui, nella corte interna, al piano terra che i segni di questo cambiamento sono più evidenti. Da luogo buio a spazio inondato di luce naturale grazie ai grandi lucernari installati. A testimonianza del passato rimangono le travi reticolari in acciaio e 16 porte in legno e vetro originali che rendono armonioso il rapporto tra esterno e interno stimolando al tempo stesso un senso di attesa e di sorpresa.

Tutto è giocato su un’altalena di pieni e vuoti, esterni e interni, incroci e angoli retti, dal progetto all’arredo, che tradiscono una perfezione cartesiana del verticale-orizzontale. Alternanza che si concretizza nell’uso di acciai satinati, vetri opachi, travertino con graniglia rossa, graniglia di marmo bianco e nero che compone una tastiera cromatica originale. Mentre il dualismo bianco e ocra che segna il passaggio dal prima al poi rappresenta il fil rouge dell’intero recupero.

"Il colore torna nella Casa – scrive Cutillo nel volume edito dalla Electa Mondatori – dopo la scia dei bianchi e dei neri … Ora, con il colore, è la Natura a tornare nella Casa” in un tripudio di colori che vanno dall’ “azzurro del cielo” al “giallo della luce solare” dal “crema della pietra” al “verde del vetro”, dal “rosso del cortèn che si fa ruggine” fino al bianco che, somma di tutti i colori, la fa da padrone.

Sulla "conversazione per immagini" tra architettura e fotografia si concentra il libro, appena citato, che comprende, oltre a immagini d'epoca e testi d'archivio, le fotografie di Luigi Spina, che da anni si dedica all'attività di ricerca legata all'archeologia e ai beni artistici, architettonici e del paesaggio, e i disegni originali assieme ai modelli del progetto architettonico che testimoniano i 70 anni di vita del Palazzo. In tutto, duemila metri quadrati di luce che passa attraverso suggestive trame spaziali, materiche e compositive.

Ed ecco come scene di un ordinario cantiere possono divenire opere d’arte.

La mostra sarà visitabile fino al 28 febbraio 2009
dal lunedì al sabato (10-13/17-19), ingresso gratuito.
Info
Ipotesi Design infoipotesi@ipotesidesign.com 
OfCA segreteria@ofca.net 

Didascalie & Dettagli

“Ex Casa del Fascio di Caserta_Cronaca di un cantiere in avanzamento”
Luigi Spina, fotografie
Raffaele Cutillo, OfCA disegni, modelli di progetto
Monica Romano, video N O
“Il Recupero del Moderno. Un confronto con l’architettura del Ventennio”

Catalogo edito da Electa

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