Cy Twombly: l’esaltazione dei cinque sensi
di // pubblicato il 12 Marzo, 2009
Fino al 24 maggio la Galleria nazionale d'arte moderna a Roma, ospita la prima retrospettiva di Cy Twombly.
L’itinerario della mostra va dalla fine all’inizio della carriera di Twombly, come se il visitatore incontrasse oggi l’artista e compisse insieme con lui un viaggio a ritroso nel tempo.
Questa mostra presenta dipinti e sculture eseguiti dal 1950 a oggi, ma l’itinerario proposto inizia dalle ultime opere e risale fino alle prime. Si suggerisce di ripercorrerlo alla fine in senso inverso, per constatare che, in una direzione o nell’altra, l’arte di Twombly si sviluppa in modo coerente.

Il percorso espositivo si articola in 10 sale che sono illustrate qui di seguito:
- Sala uno
In questa sala sono esposti dipinti e sculture recenti. “Dipingere implica una certa crisi, o almeno un momento cruciale di sensazione intensa o di sfogo” scriveva Twombly nel 1957, “e il significato di crisi non andrebbe affatto limitato a quello di stato patologico, ma potrebbe anche essere un impulso estatico”. Questo “impulso estatico” è spesso simboleggiato nelle sue opere da Bacco (o Dioniso), il dio del vino e dell’ebbrezza. - Sala due
La versione delle Quattro stagioni esposta in questa sala, dipinta quando Twombly aveva superato i sessant’anni, segue liberamente la tradizione iconografica nella quale ogni parte dell’anno rappresenta anche una diversa età della vita: la primavera è giovane e vitale, l’estate matura e sensuale, l’autunno pigro, mentre l’inverno sente approssimarsi la morte. I frammenti di poesie di Rainer Maria Rilke e del greco Gheorghios Seferis si riferiscono alla transitorietà dell’esistenza umana, mentre la ripetizione della frase “Di’ addio, o Catullo, alle rive dell’Asia minore”, nel pannello che rappresenta l’estate, riecheggia analogamente il tema elegiaco del dipinto. - Sala tre
In questa sala sono esposte alcune delle sculture di Twombly a forma di barca, in particolare Aurora, così chiamata dalla nave da guerra che svolse un ruolo decisivo nell’assalto di Leone Trotsky al Palazzo d’inverno di Pietrogrado, e Winter’s Passage: Luxor (Passaggio d’inverno: Luxor) che ricorda un reperto funerario egizio usato per trasportare le anime dei morti. The Keeper o[ Sheep (il Guardiano di pecore) ha la forma di un vincastro da pastore che si erge da una base ornata di fronde di palma e richiama le tendenze arcadiche o pastorali dell’arte di Twombly. La bellezza del paesaggio che circonda Bassano in Teverina, dove Twombly ha avuto per molto tempo il suo studio estivo, ha ispirato la serie dei tre dipinti Untitled (1985) presentati per la prima volta in questa mostra [uso di pannelli dalle forme elaborate ricorda la pittura veneziana del Seftecento e in particolare Giambattista Tiepolo. Eseguiti con una pittura che scivola sul supporto ligneo ed è sparsa con le dita e le mani, questi dipinti sono fra i più spontanei della sua carriera. Hero and Leandro trae spunto dalla leggenda classica di un tragico amore. Leandro annega mentre attraversa a nuoto l’Ellesponto per rincontrare l’amata Hero, che si getta poi nel mare. Twombly evoca questo tragico racconto con pennellate dall’andamento ondulato, che fluiscono sulla tela. - Sala quattro
Twombly ha usato spesso le tecniche del collage e dell’assemblage. il collage è usato nei tre studi del 1970 che elaborano il tema del Treatise on the veli (il Trattato sul velo) di cui sono esposte più avanti, nella sala 7, le due versioni piftoriche. Tutti e tre sembrano riferirsi al tema del tempo, i due neri come sequenza e quello bianco attraverso la somiglianza con l’arco di una meridiana. Apollo and the artists e Mars and the artists, eseguiti a pendant nel 1975, recano entrambi il nome del dio iscritto sul foglio di carta nel quale è rappresentato un fiore, che sembra alludere alla creatività dell’artista. Se Apollo rappresenta l’aspetto rassicurante e razionale dell’arte di Twombly, con annotazioni criptiche, misure e frasi che comprendono parole come ‘poesia’‘musica’ e ‘spazio intermedio’, Marte sembra legare la creatività alla guerra. La tavolozza di questi due collage non è lontana da quella dei dipinti su fondo grigio con pennellate rosa e bianche dei primi anni sessanta. Untitled (1960) è uno dei primi esempi di questo genere. - Sala cinque
I dipinti della serie Ferragosto, due dei quali esposti in questa sala, uno più incrostato e saturo dell’altro, sono, per la loro natura e in parte anche per la loro esecuzione, decisamente mancini. La serie Ferragosto fu eseguita nel 1961 durante un soffocante agosto a Roma, quando la città era abbandonata dagli abitanti e le strade deserte. - Sala sei
School of Athens è ispirato all’affresco di Raffaello nella Stanza della Segnatura in Vaticano, che mostra Platone e Aristotele circondati da altri filosofi classici e del quale Twombly realizzò diversi studi preparatori. Il dipinto rivela l’interesse per lo spazio architettonico e la prospeftiva nell’uso che ne fece Raffaello ma l’opera di Twombly provocò un vero scandalo a Roma. The Second Voyage to Ita/y (La caduta di Iperione) ricorda il secondo e definitivo viaggio di Twombly nella penisola. Fu esposto alla Biennale di Venezia del 1964, dove Rauschenberg vinse il primo premio di pittura mentre la presenza di Twombly passò quasi sotto silenzio. L’insuccesso della sua seconda mostra in quell’anno alla Galleria Leo Castelli di New York contribuì alla crisi che spinse l’artista a dipingere molto meno fino al 1966. - Sala sette
Fra l’estate e l’autunno del 1969, Twombly realizzò una serie di quattordici dipinti mentre si trovava in una casa in riva al lago di Bolsena. Con le fredde velature bianche su fondo crema, le forme disordinate, i calcoli e le cifre cancellate come somme sbagliate, queste opere sono molto diverse da quanto l’artista aveva dipinto in precedenza. Sono anche un raro esempio di risposta a eventi contemporanei: le misurazioni, i grafici e i diagrammi riflettono infatti l’interesse di Twombly per l’impresa spaziale dell’Apollo il, che culminò con la passeggiata di Neil Armstrong sulla luna il 20 luglio 1969. - Sala otto
All’inizio degli anni sessanta la vita di Twombly a Roma era praticamente perfetta, almeno sulla carta: da poco sposato, padre di un figlio, proprietario di un grande appartamento nel centro storico e affiliato alla più dinamica galleria di New York, quella di Leo Castelli. Ciononostante, al languore e alla luminosità che caratterizzavano la sua opera subito dopo l’arrivo in Italia, subentrano l’ansia, la violenza e una sensibilità pittorica sempre più barocca. In dipinti come Murder o Passion (Assassinio Passionale) e Crimes o Passion Il (Delitti passionali Il) l’acceso erotismo è reso da forme sparse che evocano organi sessuali, ma anche dall’impasto denso del colore sempre più saturo. Compaiono anche riferimenti alla storia, alla mitologia e ai grandi pittori del passato. Empire o[ Flora cita il Regno di Flora di Poussin, ma evoca anche la dea romana dei fiori e le sue licenziose celebrazioni, i Floralia. Herodiade trae il nome dal poema di Mallarmé, di cui sulla tela sono riportati alcuni versi “Oncantesimo)/Abolita e orrenda la sua ala nel pianto/della vasca, che, abolita, mira gli allarmi/Ho conosciuto la NUDITA’ del mio confuso sogno”. - Sala nove
La scultura Untitled (Funerary Box [or a Lime Green Python) (urna funeraria per un pitone verde) combina elementi classici e primitivi in una composizione simmetrica, assemblando due rami di palma, tradizionalmente simbolo sia di vita sia di morte. Questa scultura, del 1954, risale al periodo in cui Twombly prestava servizio come criftoanalista nell’esercito degli Stati Uniti. La notte si esercitava a disegnare al buio, riscoprendo la tecnica surrealista della scrittura automatica. Quest’esperienza si avverte in opere come Criticism, Academye The Geeks (traducibile come “fenomeni da baraccone”), nelle quali strati sovrapposti di pittura e rapidi segni di matita simili a graffiti citano e sovvertono, al tempo stesso, la gestualità dell’Espressionismo astratto. - Sala dieci
Fin dall’inizio della sua carriera l’artista ha saputo contemperare nella sua opera influssi americani e europei. Il prevalere del bianco e nero è un tratto distintivo dell’Espressionismo astratto, mentre quelle che lui stesso ha definito “superfici erose, corrose, invecchiate” suggeriscono una precoce affinità con la pittura europea del Dopoguerra. Il primo dipinto di questa sala, MIN-OE, risale al suo periodo di studio al Black Mountain College, nella Carolina del Nord, e si basa su motivi tribali e su manufatti arcaici in ferro di area iraniana noti come “bronzi del Luristan”. Le altre opere risentono delle suggestioni ricevute in Italia e Marocco durante il viaggio di studio compiuto nel 1952 con Robert Rauschenberg. Quarzazat e Tiznit, che prendono nome da due villaggi visitati in Marocco, si basano su alcuni schizzi eseguiti durante la sua visita al Museo Preistorico e Etnografico Pigorini a Roma.

L'arte di Twombly è una vera e propria esaltazione dei cinque sensi come affermato dallo stesso curatore della mostra Nicholas Serota.
Potrei scrivere altre mille pagine e non riuscire a descrivere le sensazioni che si provano di fronte a tali opere d’arte che, a prima vista per un soggetto che non conosce l’autore, possono sembrare quasi incomprensibili, ma nel momento in cui si riesce a capire le sensazioni che l’autore sta provando, il luogo ed il momento in cui sta creando le sue opere allora ... si apre un mondo!
La mostra è organizzata in collaborazione con la Tate Modern di Londra, che ne ha curato il progetto scientifico, e con il Guggenheim Museum di Bilbao.
Il commissario della mostra per la presentazione a Roma è Livia Velani.
Saggi di Nicholas Cullinan, Tacita Dean e Richard Shiff. La versione italiana del catalogo è edita da Electa su licenza di Tate Publishing.
Allestimento a cura dell’architetto Federico Lardera.