Culture_Nature: Green ethics -  Habitat- Environment

di Giorgia B. Soncin // pubblicato il 13 Settembre, 2010

La città chiede di essere scoperta per nuove percezioni, non per nuove forme di progettazione, la città segreta, la città eterna che nasce improvvisa, istantanea dall’immaginazione e sorprende il cuore.
James Hillman, L’anima dei Luoghi



La città, lo spazio urbano e lo spazio vivibile sono i protagonisti di Culture_Nature, evento collaterale nel contesto della 12sima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, People meet in Architecture edizione diretta da Kazuyo Sejima.
A cura di Alessandra Coppa e Fortunato D'Amico questo progetto collaterale alla Biennale si struttura come una coralità di voci provenienti dall'Italia e dall'estero raccolte intorno ad un unico importante tema.
In una dimensione multidisciplinare e strutturata su più livelli, l'esposizione, focalizzata sulle tematiche dell'ambiente e dell'habitat contemporaneo, tenta di intraprendere la strada della cultura come risposta ad un susseguirsi di eventi che testimoniano ogni giorno i cambiamenti radicali che il pianeta sta subendo.
Attraverso un vivace dibattito tra architettura, cinema, natura, design, arte e agricoltura la mostra dà voce a più di cinquanta ospiti tra università e accademie nazionali e internazionali, artisti, architetti e comuni i cui progetti e le cui idee vengono presi in considerazione a partire dalla capacità di instaurare un nuovo rapporto tra la natura e l'uomo all'interno del triangolo Uomo- Architettura- Ambiente.Argomento di grande attualità, quello del rapporto con l'ambiente è oggi più che mai vivo, soprattutto alla luce degli eventi di cui ogni giorno sono costellate le cronache nazionali e internazionali: tappe attraverso cui si manifesta un netto cambiamento che va dalle stagioni alle dinamiche di produzione.

Come fa notare il curatore Fortunato D'amico citando anche l'economista statunitense Jeremy Rifkin: Siamo entrati nell’era della terza rivoluzione industriale, un tempo in cui l’umanità ha già utilizzato metà del petrolio disponibile sul pianeta e per necessità pratiche ed economiche è costretta a declinare il suo futuro energetico puntando sulle energie naturali. (...) Il cibo, le medicine, i trasporti, i sistemi di climatizzazione, le componenti edilizie, gli arredi, l’universo antropizzato che ci circonda dipendono in qualche modo dal petrolio.

La situazione che si prospetta è tutt'altro che rosea sia per la società che per l'ambiente; a questo punto un quesito sorge spontaneo: ...Ma davanti a questa visione catastrofica si può ancora pensare di salvare il salvabile?
In questo clima di mutevole incertezza, ospitata dallo Spazio Thetis, la mostra cerca di lavorare ad una risposta positiva fornendo punti di vista innovativi grazie al supporto fondamentale di professionisti come l'architetto paesaggista tedesco Andreas Kipar.

Riconcepire lo spazio nella sua complessità e nelle sue dinamiche di interazione interna, in un luogo inteso come fisico e mentale significa dunque interagire con chi è abituato a viverlo e a pensarlo rispettandone i limiti e l'identità; da qui l'interesse nell'esporre i lavori e gli elaborati provenienti da istituti specializzati come il Politecnico di Torino, il Politecnico di Milano, la Facoltà di Architettura dell'università La Sapienza di Roma, L'accademia di Architettura di Mendrisio, L'Università Ca' Foscari e lo IUAV di Venezia in unione con l'East China Normal University di Shanghai, l'Accademia di Brera oltre a enti comunali e ad oltre venti studi di architetti.
Un progetto certamente complesso ma di grande impatto che lascia spazio anche alla spiritualità attraverso gli interventi artistici che sembrano voler sottolineare l'impossibilità di scindere lo spirito dalla materia e quindi anche la necessità di passare da una concezione di Natura vs Cultura a Cultura+ Natura, come sottolinea la curatrice Alessandra Coppa riflettendo sul ruolo dell'ecologia.
Questa va infatti vissuta come base su cui porre le fondamenta di una nuova percezione ecoantropologica, per citare Vittorio Lanternari, intesa come un settore in continua evoluzione e trasversale, a cavallo tra le scienze umane, l'ecologia e il rapporto tra l'uomo e la natura.
Architettura quindi, ma anche filosofia, in un certo senso, scardinando il settorialismo che vuole per forza incanalare le energie verso una sola direzione, Culture_Nature si fa "manifesto" del terzo millennio, attraverso la ricerca di ibridazione e il superamento di dicotomie ormai abusate e legate ad una visione limitata dell'interazione tra società ed ecosistema.

Tra le parole chiave di questa evoluzione ancora in atto, come sottolinea la curatrice, c'è il termine archinatura, ossia la volontà dell'artchitettura di attingere dalla natura traendone armonia; mutuando da essa un linguaggio completamente nuovo in grado di comunicare nuovi concetti e nuove idee; a questo concetto è legata l'idea di green ethics, anche qui natura come modello di cui, nella parola stessa, viene evocato il colore, nella sua forza evocativa e simbolica in grado di suscitare il più grande rispetto per la ciclicità della vita e per la discrezione con cui la natura agisce e si rinnova continuamente.

Sempre citando la curatrice, Il suolo, l’acqua, l’aria, le risorse finite richiamano l’architettura al dovere di definire la sostenibilità come bene comune. La Natura da “sfondo” deve diventare “modello” per poter restituire una visione nuova delle funzioni complesse degli organismi e dei processi della materia. Questi principi possono essere la base per dare concretezza al “prender forma” della sostenibilità, per realizzare un’“utopia concreta”.
In questo senso sono dunque chiamati in causa professionisti da tutti gli ambiti per creare un sistema completo capace di ridefinire i parametri di una società ormai troppo legata al dispendio di energie e risorse.

Educazione, riflessione e proposte; ancora una volta viene dimostrato come la cultura e la creatività possano costituire realmente un ponte da attraversare per arrivare alla consapevolezza del quotidiano e dei tasselli che ne creano il mosaico.
Passando attraverso il cinema, la musica e il contatto diretto tra le discipline Culture_Nature crea conoscenza e non si limita a preparare il terreno per una ulteriore presa di coscienza ma getta i semi per un tipo di approccio all'habitat e all'ambiente, fondamentale per il Terzo Millennio.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Andreas Kipar (Studio Land),
    Fluidum Landscape Energy
  • Alessia Guarnaccia,
    Ecoplasbrick
  • Omar Ronda in collaborazione
    con Filippo Chiocchetti,
    L'Albero delle kimere
  • Benedetto Camerana,
    Environment Park
  • Donato Cerone,
    Salerno: il progetto urbano per l'area
    della Fonderia Pisano
  • Dario Migliardi,
    Il quadrilatero di San Salvario a Torino

IN COPERTINA
un particolare di
Facchinetti & Partners,
La Rosa del Deserto 2010
wellness center ad Abu Dhabi


Foto: Courtesy of Culture_Nature

Mappa

Dove e quando

  • Fino al: - 21 Novembre, 2010
  • Indirizzo: Spazio Thetis, Arsenale Novissimo, Castello 2737/f, Venezia
  • Sito web

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