Culture del Giappone contemporaneo

di Elisa Bergami // pubblicato il 24 Marzo, 2011

C’è sempre bisogno, ad un certo punto, di tirare le fila; serve a fare mente locale, a riprendere in considerazione elementi momentaneamente accantonati, scoprire punti di contatto fino a quel momento ignorati o semplicemente raccogliere in un tutt’uno coeso pensieri, fatti e constatazioni.

Culture del Giappone contemporaneo, edito da Tunuè e a cura di Matteo Casari, fa tutto ciò. Presentandosi come il frutto del lavoro sinergico di specialisti ed esperti del settore, è in grado di presentarsi come una delle guide sulla J-Culture più complete del momento. Questo particolare aspetto della cultura nipponica, Japan Culture appunto, ha dato un volto piacevole, accessibile e affatto elitario alle istanze del post moderno, mostrando come la tendenza al riciclo, al mescolamento e alla sperimentazione del paradosso siano sue caratteristiche principali.
Nato dagli atti delle due edizioni del congresso “Wabi Sabi Cyber. Culture e subculture del Giappone contemporaneo”, promosse dal Dipartimento di Studi Asiatici dell’università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e dall’associazione “Nipponica”, il libro ricompone i saggi dei 12 relatori/autori sotto una veste nuova; scevri da qualsiasi pretesa di essere semplici trascrizioni degli atti del convegno, ogni singolo elaborato è stato rivisto e talvolta ampliato allo scopo di fornire uno sguardo il più possibile aggiornato dei temi proposti. Fondamentalmente il continuo aggiornamento, che spesso sfocia in un precorrere i tempi furioso, è uno dei vanti della cultura nipponica odierna e di conseguenza questo volume ne è il riflesso stampato.

Idealmente possiamo riconoscere al suo interno due macro sezioni: la prima raccoglie quei contributi che pongono l’enfasi sui rapporti tra i linguaggi della tradizione e della contemporaneità; la seconda, invece, si concentra su alcune forme espressive ed emblemi del Giappone coevo. Unisce trasversalmente questo doppio binario, la contestualizzazione estetica ed etno – antropologica dei fenomeni indagati.

È di indubbio interesse il fatto che i termini Wabi e Sabi , che danno il nome al congresso e che rientrano tra gli argomenti trattati nel volume, in origine fossero considerati come aspetti dell’estetica giapponese basati sull’accoglimento del concetto della transitorietà delle cose. A volte sinonimo di “bellezza imperfetta, impermanente e incompleta”, i concetti originari legati ad essi erano primariamente religiosi, salvo poi essere impiegati in maniera diversa. Nel corso degli anni ’90 la parola (unita e separata da un trattino) è stata presa in prestito da un manipolo di sviluppatori di software ed impiegata nella programmazione agile, per descrivere l’accettazione dello stato di continua imperfezione prodotta da certi metodi informatici.

Di sicuro tutto ciò rientra nel tentativo, perseguito dal volume, di far emergere le fruttuose interferenze tra i più ineffabili e classici emblemi della cultura tradizionale giapponese e i temi cari alle cosiddette subculture giovanili. La tradizione viene mostrata sotto forma di inesauribile serbatoio di temi, suggestioni, prassi e valori diventando, di conseguenza, laboratorio di una viva e proficua sperimentazione presente. La cultura pop contemporanea iscrive, infatti, le sue radici nel passato pur riflettendo gli atteggiamenti e gli stili odierni; lo sviluppo dei manga, di tutta una serie di prodotti informatici in grado di creare elaborate realtà virtuali popolate da schiere di avatar, dimostra come impellente sia la volontà di un’astratta fuga dal mondo industrializzato, spegnendo per un attimo l’interruttore che lega ognuno al mondo d’oggi.

In questo testo, architettura, letteratura, cinema, arti visive, videogiochi, anime e manga vengono stesi su un “tavolo operatorio”, incisi e indagati nei minimi dettagli per poi ricoprirne i frammenti di parole assennate e fortemente attrattive.

Gli autori: Giorgio Amitrano, Ariane Beldi, Jean-Marie Bouissou, Matteo Casari, Gianluca Coci, Bernd Dolle-Weinkauff, Fabriano Fabbri, Marcello Ghilardi, Toshio Miyake, Maria Roberta Novielli, Marco Pellitteri, Gaetano Ruvolo, Sagiyama Ikuko, Leone Spita, Laura Testaverde.

 

Dettagli

CULTURE DEL GIAPPONE CONTEMPORANEO
Manga, anime, videogiochi, arti visive,
cinema, letteratura, teatro, archittettura
aa.vv
pagg: 288
Tunuè