Cristo, il culto delle reliquie e i santi. A Torino continua il viaggio nelle immagini della Sindone

di Barbara Morosini // pubblicato il 18 Maggio, 2010

In occasione dell’ostensione della Sacra Sindone, il Museo Civico di Torino ospita fino al 23 maggio una mostra che vuole mettere in risalto i tesori della propria collezione oltre che accompagnare il pellegrino/visitatore in un simbolico viaggio alla conoscenza della figura di Cristo. Parallelamente all’importante esposizione di Venaria, “CORPI SANTI. Immagine e memoria oltre la morte” ripercorre, seppur in maniera più discreta e familiare, la storia della rappresentazione del corpo messianico del figlio di Dio, della sua vita, della sua morte. Sui tre piani del plurisecolare Palazzo Madama si snoda il percorso, ricco d’immagini significative e oggetti insoliti. Tra le incantevoli sale dalle smeraldine tappezzerie, si concretizza la ricercata e non scontata riflessione critica che comunica al visitatore gli importanti messaggi evangelici della Passione, della memoria del sacrificio. Alzando gli occhi al cielo (e non a caso) si ammira la prima opera, un affresco della seconda metà del XVII secolo, che rivela il tema principe di tutto il percorso e della situazione torinese odierna: “L’ostensione della Sindone”. Il sacro velo, la venerata reliquia compare qui nel dipinto parietale di Giovanni Grattapaglia con le splendide quadrature di Alessandro Casella. Niente di più semplice che far diventare parte integrante della mostra, perché giustamente coerente con essa, la decorazione pittorica del soffitto; contenuto e involucro si fondono nella medesima richiesta di contemplazione. Il legno, materiale della croce della Passione, è modellato in una magra e sofferente immagine del Cristo, bloccata nell’istante precedente la deposizione nel Sacro Sepolcro dall’anonimo scultore aostano.

Così di legno sono la Cassa di san Tiberio e Benedetto e il Cofano del Cardinale Guala Bicchieri, reliquario dei due santi il primo, legati indissolubilmente dal rispettivo martirio e forziere personale da viaggio il secondo, che ha subito nel corso nel tempo una modificazione di uso, diventando anch’esso reliquiario di sant’Andrea. Versperbilder protorinascimentali, compianti sul Cristo morto in pieno stile emiliano, sigilli tombali marmorei e piatti argentei con “servita” la testa del Battista, evocano il medesimo senso di morte e ansia e disperazione che da essa deriva.

Volti straziati dal dolore, lacrime e il corpo esanime e sanguinante del Figlio portato in primo piano da Dio Padre nell’insolita Pietà di Antoine de Lonhy chiarificano la gravità dell’uccisione di un uomo e invitano alla preghiera per espiare questa colpa. Il progetto juvarriano per l’altare della Sacra Sindone nel Duomo di Torino, mai realizzato, possiede un gusto tutto romano, quasi nello stile di Bernini, con il segno rapido, sicuro ma tremolante tipico del tardo Barocco settecentesco.

Giunti al primo piano ci si pone di fronte un complesso di rappresentazioni della capitale sabauda che rasenta il topografico, il descrittivo, il reale. Le vedute degli scorci cittadini come l’Ostensione della Sindone il 4 maggio nella piazza del Castello a Torino di Antonio Tempesta, Mercato in piazza San Carlo a Torino di Giovanni Michele Graneri e ancora, Il miracolo del SS. Sacramento a Torino: La caduta dell’asina e La discesa dell’ostia di Pietro Domenico Olivero, costringono l’osservatore all’acuta attenzione per la minuzia di particolari e lo incuriosiscono nel vedere uno spaccato della Torino dei vecchi tempi.

Si tratta di fotografie idealizzate di un tempo trascorso, lontano da noi, ma caratterizzato comunque dalla venerazione del sacro lenzuolo che anche oggi ritorna. Ma sono soprattutto ritratti della forte devozione suscitata al momento dell’Ostensione e del miracolo, della credenza popolare legata alle tradizioni e leggende, della superstizione.

Il bellissimo crocifisso di Pietro Piffetti, esalta con il materiale eburneo il corpo delicato ma esile di Cristo e le venature naturali dell’avorio irrorano come lacrime il suo volto. È l’esito estremo di una scultura sofferta, sentimentale, dalla proporzione addirittura neoclassica se non fosse per i morbidi riccioli mossi da un vento divino.

È portatore di molti significati iconografici: non solo la Crocifissione, ma anche i simboli della Passione, i fiori, per eccellenza sinonimi di vacuità e decadenza fisica, la Sindone retta da angioletti.

Piccoli intarsi ai piedi della croce che racchiudono l’intero senso della mostra sui binomi morte e memoria, sulla passione e la redenzione mediante la contemplazione delle reliquie, sulla sofferenza e la preghiera.

 

Dettagli

Didascalie Immagini

  • Antoine de Lonhy
    Dio Padre dhe sostiene il corpo
    di Cristo e colomba dello
    Spirito Santo
    , 1470 circa
  • Piatto per elemosina con la testa
    del Battista, orafo fiammingo 1500-20

Mappa

Dove e quando

CORPI SANTI. Immagine e memoria oltre la morte. Un percorso in museo per l'ostensione della Sacra Sindone

  • Fino al: - 23 Maggio, 2010
  • Indirizzo: Palazzo Madama, Museo Civico di Arte Antica, Piazza Castello Torino.
  • Sito web

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