Cristalli. La più bella mostra di minerali al mondo
di // pubblicato il 01 Aprile, 2009
Dopo oltre un secolo, ieri pomeriggio, in occasione dell'inaugurazione della spettacolare mostra Cristalli. La più bella mostra di minerali al mondo è stato riaperto il cancello che collega il Giardino di Boboli e La Specola, sede della sezione di Zoologia del Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze, ricostituendo il percorso artistico-scientifico che da Palazzo Vecchio, gli Uffizi, il Corridoio Vasariano, Palazzo Pitti, attraversa Boboli e arriva a Palazzo Torrigiani visitando la Tribuna di Galileo (raro esempio di stile neoclassico finora aperta solo in poche occasioni, inaugurata nel 1841 dall'ultimo granduca Leopoldo II di Lorena per il Terzo Congresso degli Scienziati Italiani) che presenta una grande statua di Galileo e alcune pitture dedicate al sapere scientifico.

Palazzo Torrigiani è dal 1775 la prima sede storica dell'Imperial Regio Museo di Fisica e Storia Naturale voluto dal granduca Pietro Leopoldo e dove furono raccolte le collezioni naturalistiche e gli strumenti scientifici dell'Accademia del Cimento (già conservati agli Uffizi). La direzione fu affidata a Felice Fontana, professore a Pisa e fisico di Corte.
Con il trascorrere degli anni La Specola (nome derivante dall'Osservatorio che il Granduca fece costruire sul tetto del Palazzo) è divenuta il più importante centro italiano di ricerca fisica e naturalistica, sede di un'officina ceroplastica, oggi il più antico museo scientifico d'Europa, contine la maggiore collezione di cere anatomiche eseguite tra il 1770 e il 1850 e oltre tre milioni e mezzo di animali tassidemizzati, di cui circa cinquemila esposti al pubblico (speriamo di rivedere presto anche la collezione ornitologica appena saranno resi fruibili al pubblico nuovi spazi museali). La Specola ospita anche il Salone degli scheletri, una delle più importanti collezioni osteologiche italiane con tremila reperti in particolare mammiferi.

In questo scenario, per la prima volta esposta al pubblico, da oggi al 1° ottobre, una selezione della splendida collezione di Adalberto Giazotto con oltre cinquecento esemplari provenienti da miniere esaurite di tutto il mondo (Sud Africa, Brasile, Afghanistan, Cina e dalle Alpi al Mediterraneo).
I Cristalli vi abbaglieranno in un allestimento che ne valorizza ogni esemplare.
Dal greco κρύσταλλος, krýstallos, ghiaccio, il cristallo è un oggetto solido costituito da atomi associati in una disposizione geometricamente regolare, che si ripete indefinitamente nelle tre dimensioni spaziali.
I cristalli però, nella fantasia, nell’arte, nella storia, nell’immaginazione, nella letteratura sono pezzi unici, portatori di energie e meraviglie.
Quarzi, acquamarine, calcite, malachiti, azzurriti, topazi, smeraldi, ricordano creature viventi e racchiudono storia e cultura dei diversi paesi del mondo.
Riconoscibili da geometria, trasparenza e colore in una perfezione che solo l'opera della natura riesce a creare.
Oggetti altamente ordinati eppure caotici e imprevedibili, da tutelare e salvaguardare.

Augusto Marinelli Rettore dell’Università di Firenze ci spiega “la mostra offre una rara occasione, quella di mettere insieme scienza e bellezza. Visitando, infatti, l’importante collezione Giazotto non si incontrano soltanto eccezionali reperti scientifici, ma anche oggetti di incredibile impatto visivo”.
Adalberto Giazotto, fisico particellare, a capo di importanti progetti scientifici e giramondo confessa di essere rimasto incantato dalla magia dei cristalli fin da piccolo. "Tutto nasce negli anni della guerra, precisamente nel 1943" quando inizia ad appassionarsi, bambino, ai cristalli attraverso l'osservazione di rocce e minerali lungo il greto del fiume Dora. Passione alimenta da quella della madre per gli oggetti antichi e le frequentazioni con antiquari "... ai quali chedevo immancabilmente se per caso avessero trovato nelle soffitte dei palazzi romani minerali e cristalli. La fortuna aiuta gli audaci: un antiquario aveva trovato una grossa scatola piena di minerali cristallizzati che mi donò generosamente".
Nella ricerca del bello e unico investe molte delle sue energie, viaggiando da un capo all'altro della terra per aggiungere alla collezione anche quel raro esemplare!
Acquista campioni singoli da anonimi minatori pachistani, brasiliani, cinesi e collezioni importanti come quella di Titta Ruffo (figlio del grande cantante) composta da ben 1.500 pezzi.
Salvati dal taglio che li ridurrebbe a gemme e li vedrebbe dispersi, questi “sassi” meravigliosi conservano tutto il fascino delle terre dalle quali sono stati prelevati, alcuni addirittura formatisi più di un miliardo di anni fa, antichi come i dinosauri.

Abituata a vedere straordinarie opere dell'uomo, lo scenario de La Specola lascia senza parole per la bellezza dell'opera di madre terra, ma propone anche una riflessione più ampia sulla conservazione del patrimonio naturale perché “il mondo dei cristalli sta scomparendo, e neanche tanto lentamente” e se “nuove miniere possono certamente esser scoperte, occorre tener presente che in tutti i Paesi della Terra appena conquistati, le prime cose che venivano cercate erano sistematicamente le ricchezze minerarie e gemmologiche. Orde di esploratori hanno setacciato questi territori e, probabilmente, poco rimane ancora da scoprire e da sfruttare.”
Cristina Acidini, Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Firenze afferma "Quando si ammirano questi campioni eccezionali, vien da pensare che anche la natura lavori nelle rocce e nelle cavità del pianeta come un artista: minerali come quelli che Giazotto ha raccolto, in decenni di ricerche instancabili, avrebbero fatto la gioia dei grandi collezionisti del Rinascimento. Valeva la pena, per facilitarne l'ammirazione, di ricreare il collegamento fra il Giardino di Boboli e il Museo della Specola, riunendo la Bellezza e la Scienza".
Michele Gremigni, Presidente dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze che ha contribuito economicamente alla realizzazione dell'iniziativa ricorda che anche questa "si inquadra nell'ambito di una serie di interventi che l'Ente ha voluto sostenere, nell'anno di Galileo, per la valorizzazione della cultura scientifica. In particolare, oltre alla grande mostra di Palazzo Strozzi, la ristrutturazione degli spazi espositivi del Museo di Storia della Scienza e la creazione di una rete dei Musei Scientifici nell’ambito del nostro progetto Piccoli Grandi Musei".
Giovanni Pratesi, presidente del Museo di Storia Naturale dell'Università degli Studi di Firenze sottolinea come i cristalli "rappresentano uno sforzo della natura a creare prodotti imperituri, una volontà dell'Universo di rivaleggiare con le opere geniali dei grandi talenti... I cristalli come anelito alla perfezione... il mirabile tentativo di dare ordine a ciò che in origine era caos".
E ancora Pratesi fa notare “Avvicinarsi al mondo dei cristalli significa capire a fondo la bellezza e la perfezione della natura. Peraltro, diversamente da quello che accade in molte altre discipline scientifiche e naturalistiche, il contatto con questa realtà può avvenire, e risultare pienamente appagante, anche se non si possiedono approfondite e specifiche conoscenze di carattere mineralogico.”

Un nuovo percorso che la riapertura del collegamento fra il giardino di Boboli di Palazzo Pitti, La Specola e la mostra consentono di scoprire ancora qualcosa di nuevo a Firenze (ricordate però, per motivi di sicurezza, non è possibile effettuare il percorso a ritroso, cioè partendo da La Specola).
Inoltre tre vetrine del centro storico (Luisaviaroma, Libreria Edison e Libreria Giunti al Punto) vi attendono con ulteriori immagini.
Un volume edito da Giunti, bello come l'allestimeno e ricchissimo di particolari, racconta anche storie e personaggi delle estrazioni, è un regalo perfetto per i vostri ragazzi, ma anche per gli adulti che amano le geodiversità e per quelli che non hanno perso la voglia di sognare... forse la kryptonite?