Cortona. L’alba dei principi etruschi

di Federica Falleri // pubblicato il 04 Novembre, 2013

Il Museo Archeologico di Firenze ospita, sino al 31 luglio 2014 la mostra “Cortona. L’alba dei principi etruschi”, realizzata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana e dall’Accademia Etrusca.
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Frutto di una vincente collaborazione tra Enti Locali e Stato, la mostra costituisce, di fatto, il proseguimento di un percorso avviato nel 2012 con la mostra Cortonese “Restaurando la storia. L’Alba dei principi etruschi.” La mostra, realizzata a Cortona nel 2012 e riallestita ora a Firenze, si arricchisce qui di alcune importanti integrazioni, che consentono di approfondire le caratteristiche culturali e la storia di questo antico popolo italico. Nello specifico la mostra fiorentina verte sulle recenti scoperte archeologiche avvenute nel territorio di Cortona e sui numerosi reperti rinvenuti in corso di scavo.

Una mostra che vuole quindi far percorrere al visitatore un viaggio a ritroso nel tempo fino all’alba della civiltà etrusca cortonese, una mostra che racconta e ridisegna la storia della Cortona etrusca.
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Cortona fu una delle più potenti lucumonie etrusche. Grazie alla sua posizione strategica e di controllo del territorio circostante, la città divenne fiorente, aperta al dialogo culturale e al commercio con culture diverse, la Grecia, le popolazioni del Medio Oriente e del Nord.

Durante il periodo arcaico la civiltà etrusca raggiunse il massimo sviluppo economico e culturale. Nel 310 a.C., dopo la conquista da parte di Roma della maggior parte delle città etrusche, Cortona strinse un’alleanza con Roma, per poi scontrarsi con essa sulle rive del Trasimeno. Dopo la conquista della città, la civiltà etrusca subì un lento e inesorabile declino, fino alla sua scomparsa.
La città può quindi vantare di un vasto patrimonio archeologico, costituito da oltre undici siti, messi in luce dalle numerose indagini archeologiche condotte nel territorio.
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Gli oltre 200 reperti in esposizione a Firenze, molti dei quali inediti, provengono dal II circolo funerario del Sodo, costituito da oltre quindici tombe intatte risalenti a un periodo compreso tra la fine del VII e l'inizio del VI secolo a.C., oltre che dai siti presenti nel territorio, quali il palazzo principesco di Fossa del Lupo e la villa romana di Ossaia.

Gli oggetti in esposizione sono esaminati alla luce dei vari stadi di indagine che hanno portato alla loro scoperta e al loro recupero, dallo scavo archeologico, al recupero dei reperti sino al loro restauro, in vista della loro esposizione museale.
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Particolare rilievo all’interno di questo processo assume il momento del restauro del reperto, fase che contribuisce notevolmente alla ricostruzione del racconto storico.

I reperti sono disposti all’interno di un accurato percorso espositivo che consente di tracciare le linee di sviluppo di questa antica cultura, dalle origini della civiltà etrusca, antecedente all’avvento dei principi e risalente a 2700 anni fa, attraverso quindi l’età arcaica durante la quale la cultura etrusca raggiunse il suo massimo sviluppo, per concludersi con il suo progressivo smantellamento con l’avvento di Roma.
L’esposizione presenta nel suo allestimento caratteristiche storiche - educative, innovazione tecnologica e originalità, requisiti utili al visitatore al fine di una comprensione approfondita del popolo degli etruschi. La mostra è inoltre arricchita da conferenze, incontri e attività didattiche.
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A pochi anni di distanza dall’apertura del Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona (MAEC), e in continuità della mostra cortonese del 2012, si da vita quindi ad un progetto espositivo che arricchisce la conoscenza del popolo etrusco, permettendoci di fare dei passi avanti sulla comprensione storica e culturale di questa antica popolazione italica, in vista della mostra “La Gran Bretagna e gli Etruschi. Da Thomas Coke al British Museum” che si aprirà a Cortona nella primavera prossima.
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Il ritratto delineato nella mostra di Firenze pone Cortona come una delle città etrusche più importanti, ma anche caso esemplare e territorio guida per la comprensione di questo antico popolo oltre a modello di conservazione e progettazione archeologica e culturale.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. L’apertura di una tomba a cassetta del circolo II del Sodo: il colore bluastro del terreno e dei materiali si deve alla forte presenza di acqua e argille
  2. Veduta dell’interno di una tomba a cassetta appena aperta del circolo II del Sodo: si distingue un grande dolium con costolature, al cui interno si trova il cinerario
  3. Pendaglio in bronzo conformato a doppia protome di ariete in fase di ripulitura con bisturi
  4. Cinerario in ceramica con corpo e coperchio completamente restaurati: si distinguono costolature orizzontali (sul coperchio e sul corpo) in cui sono stati ottenuti dei fori, forse per rivestire il vaso tramite un filo in tessuto o metallico / Oinocho
  5. Calice in bucchero con piede traforato decorato da immagini in rilievo di un guerriero nudo con lancia e parete esterna della vasca decorata a linguette, completamente restaurato
  6. Due fibule frammentarie con elementi discoidali in osso e decorazioni a cerchietto in ambra

In copertina:
Kantharos a figure nere conformato a protome di sileno con abbondanti integrazioni ottocentesche (Museo Archeologico Nazionale di Firenze)

Orario:
Tutti i giorni,
da Lunedì a Domenica: 8,30 - 14,00
Martedì-Mercoledì-Giovedì-Venerdì: 8,30 - 19,00

Mappa

Dove e quando

Cortona. L’alba dei principi etruschi.

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