Colombo nel Castello di Rivoli

di Flavia Molinari // pubblicato il 23 Ottobre, 2009

Vale sempre la pena di passare qualche ora nel bel Castello di Rivoli (a pochi chilometri da Torino) dove, superato il piazzale, si entra desiderosi di godere delle colonne antistanti l’ingresso, della bella vista sulla collina, degli ambienti ben restaurati e delle mostre sempre interessanti che vi vengono allestite.

L’artista che nei prossimi mesi, cioè sino al 10 gennaio 2010, il visitatore può studiare in tutte le sue espressioni e sperimentazioni è “Gianni Colombo” (Milano 1937 – Melzo 1993), un protagonista dell’arte cinetica, in realtà poco conosciuto, che è riuscito a raccontare la sua poetica personale attraverso una continua e fruttuosa ricerca.
Occorre sicuramente ricordare che ha frequentato l’Accademia di Brera e, soprattutto all’inizio della sua carriera, ha sentito l’influenza dell’affascinante Surrealismo di Max Ernst e dell’incantata poetica di Paul Klee, ma la sua necessità personale di cercare materiali nuovi, capaci di rendere esclusivo e unico il suo linguaggio lo ha sicuramente reso un vero protagonista.

Le opere esposte sono eseguite, per questa ragione, con la ceramica, la pittura, i feltri, il ferro, la carta etc. E il potere “entrare” in esse trasformandole con il proprio tocco personale è quanto di meglio può capitare allo spettatore che diventa, in questa maniera, un autore un pochino guidato, è vero, ma comunque interessato e attento a ciò che gli ispira quell’attimo particolare e personale.

Nel 1959 fonda, assieme a Giovanni Anceschi, Davide Boriani e Gabriele de Vecchi il Gruppo T che voleva offrire opere cinetiche, programmate, utilizzando l’ottica e con le quali è determinante l’intervento dello stesso spettatore. E’ bello porsi di fronte ad esse e spostarsi lentamente o velocemente, toccarle e vedere come mutano e si trasformano sempre sottolineando, momento dopo momento, il colore, la forma e l’aspetto ogni volta diversi. Uno degli obiettivi più sentiti e cercati era quello di abolire quella frontiera statica che di solito separa architettura, pittura e scultura nella maniera più semplice: con la creazione di spazi interattivi.
In mostra sono stati ricreati ben sei ambienti che vanno dalla “Strutturazione cinevisuale abitabile” del 1964 alla “Topoestesia” del 1977, per arrivare allo “Spazio curvo” del 1992. Purtroppo non è possibile rendersi conto di cosa sono e di come si trasformano queste opere guardando le fotografie, è proprio necessario porsi di fronte o dentro a esse e “collaborare con loro.

C’è anche lo “Spazio Filmico”, un ambiente creato da Gianluca e Massimiliano De Serio i quali sono riusciti a riunire alcuni film che hanno sicuramente influenzato l’estetica di questo artista o addirittura ispirato la sua arte. Molti di questi sono presenti nell’Archivio Colombo e appartengono alla storia del cinema della prima metà del Novecento. Tutti questi film sono stati riuniti in quattro diversi programmi legati tra di loro per il tema che li caratterizza: Corridoi: lo spazio abitato, Volti allo specchio, Lo spazio fantasma, Universi sregolati.
I due giovani (31 anni) curatori-creatori motivano così le scelte fatte: ”Spazio Filmico è un invito a entrare nell’arte di Colombo da un punto di vista inedito, come se lo schermo cinematografico fosse un varco segreto su quei mondi paralleli in cui l’artista avrebbe voluto abitare e che, forse, ha reinventato nelle sue opere. Case destrutturate e esplose come giocattoli scenici, specchi frantumati e deformanti che mostrano l’altra faccia della vita; fantasmi oscuri che abitano gli spazi nascosti dell’anima; deliri surrealisti dove sfumano i confini tra sogno e realtà”.

I due hanno aggiunto anche alcuni lavori personali legati soprattutto alle atmosfere a ai temi che crescono e si sviluppano in questa mostra più un loro lavoro inedito realizzato proprio per questa occasione.
L’elenco dei film, le date e gli orari di proiezione e tutte le altre informazioni sono nel sito.
Tutta la mostra è a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marco Scotini e il catalogo è edito da Skira. In questa occasione la Fondazione CRT, Progetto Arte Moderna e Contemporanea, ha ingrandito la collezione permanente del Museo con l’opera cinetica “Roto-optic” (1964) e l’ambiente “Bariestesia” (1974/75).

 

Dettagli

DIDASCALIE

  • (immagine 1) 
  • (immagine 2) 
    Gianni Colombo
    Topoestesia-tre zone contigue (itinerario programmato),1965-70
    Dalla mostra "Vitalità del negativo nell'arte italiana 1960-70", Palazzo delle Esposizioni, Roma, novembre-gennaio 1971. A cura di Achille Bonito Oliva
    Courtesy Archivio Gianni Colombo, Milano
    Foto Ugo Mulas
  • Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gianni Colombo, Gabriele De Vecchi, con Grande oggetto Pneumatico
    “Miriorama 1. Manifestazione del Gruppo T”, Galleria Pater, Milano, 1960
    Courtesy Archivio Gianni Colombo, Milano
  • Gianni Colombo
    Cromostruttura, 1961-70
    Courtesy Fondazione Marconi, Milano
    Foto Gianni Ummarino
  • Gianni Colombo
    Milano Courtesy Archivio Gianni Colombo, Milano
    Foto Oliviero Toscani


IN COPERTINA 
Gianni Colombo
Bariestesia, 1975
(particolare)
Courtesy Archivio Gianni Colombo, Milano
Foto Maria Mulas

Mappa

Dove e quando

  • Fino al: - 10 Gennaio, 2010
  • Indirizzo: Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea, Rivoli, piazza Mafalda di Savoia
  • Sito web

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