Collezione Banca Carime a Cosenza
di // pubblicato il 24 Maggio, 2010
La Galleria Nazionale di Cosenza, domenica prossima, aprirà nuove sale per 38 capolavori ricevuti in comodato d'uso - da Banca Carime al Ministero per i Beni e le Attività Culturali - operazione di gran rilievo per la città di Cosenza e tutta la Calabria perché documentano un'area artistica prevalentemente meridionale.
La collezione diviene quindi patrimonio condiviso per l'impegno della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria, della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria e di Banca Carime che vuole portare alla generale e più ampia fruizione dei cittadini calabresi e dei turisti che visiteranno Palazzo Arnone.
L'allestimento segue un criterio cronologico ed è stato realizzato secondo i più avanzati standard museografici europei in materia di sicurezza, conservazione e valorizzazione. Tutte le opere della collezione sono state sottoposte ad un intervento di manutenzione, conservazione e restauro, preceduto da un'attenta campagna di indagini diagnostiche, a cura del Laboratorio di Restauro e della Sezione di Documentazione e Diagnostica della Soprintendenza BSAE Calabria.
Eseguito intorno al 1460, il dipinto più antico della raccolta è attribuito a Giovanni Bellini, con la collaborazione del fratello Gentile, e raffigura Cristo al Calvario e il Cireneo.
Significativo il corpus di dipinti del Sei e del Settecento riferiti all'area centro-meridionale, in particolare napoletana. Tra questi, la monumentale pala d'altare raffigurante Santa Caterina d'Alessandria di Innocenzo Tacconi - allievo di Annibale Carracci - e il Sogno di San Giuseppe di Andrea Sacchi.
Ad attestare gli straordinari e diffusi esiti del caravaggismo in ambito meridionale, le opere di Battistello Caracciolo, Jusepe de Ribera e degli olandesi Gerrit van Honthorst e Dirk van Baburen.

Proseguendo in ambito di area meridionale, le tele pendants raffiguranti Santa Lucia e Sant’Agnese di Francesco Guarino.
Poi, oltre al dipinto di Mattia Preti raffigurante Cristo e la Cananea di suggestione reniana, le belle tele di Luca Giordano e, per il Settecento, le opere di Francesco Solimena, Francesco De Mura, Pietro Bardellino.
Infine, la sezione moderna e contemporanea, tra queste il Ritratto femminile di Silvestro Lega e Gisella di Umberto Boccioni del 1907, capolavoro prefuturista dell’artista.