collegati a ‘Donne al potere’
di - pubblicato il 30 Ottobre, 2008 in Mostre
Palazzo Strozzi ospita da pochi giorni e fino a febbraio 2009 una esposizione celebrativa incentrata su due figure femminili, due regine, due donne di potere: Caterina e Maria De’ Medici. 
Per quanto riguarda la mostra ed il suo contenuto vi rimando all’articolo pubblicato da Cinzia Colzi il 23 di ottobre; il mio compito in questa occasione sarà quello di completare ed arricchire le informazioni sull’esposizione parlando degli eventi collaterali alla mostra, non meno importanti, e soprattutto molto particolari per la loro originalità.
Il mito delle due regina di Francia, Caterina e Maria De’ Medici sarà trasferito in una graphic novel, accanto ai quindici straordinari arazzi (tutti di altezza prossimi ai cinque metri) il fumettista Giuseppe Palumbo ha creato per l’occasione il dell’EternArtemisia: una straordinaria avventura di fantascienza ispirata al mito di Artemisia.
E’ la prima volta che un’esposizione d’arte crea un fumetto griffato per farne un compagno di strada, in questo caso è stata di sicuro una scelta difficile, audace ma studiata, perché se la mostra mira a catturare un pubblico forse più tradizionale, il fumetto di Palumbo avvicina sicuramente una fascia di visitatori piu’ selezionata, se cosi’ si puo’ definire; amnate del genere fumettistico e appassionata dalla fantascienza.
Prendendo spunto dalla leggenda delle due Artemisia, quella di Caria e quella di Alicarnasso, raccontate negli arazzi esposti alla mostra di Caterina e Maria De’ Medici, il fumetto si districa da un futuro possibile indietro, vertiginosamente attraverso le ere, fino alla preistoria: il mito diventa il filo conduttore tra l’estremo passato e l’estremo futuro.
Le tavole originali del fumetto saranno esposte – con ingresso libero – in un ambiente adiacente alla mostra Caterina e Maria de’ Medici: donne al potere: verranno inoltre organizzati, in collaborazione con la Scuola Internazionale di Comics, workshop di fumetto con Giuseppe Palumbo.
Il mito di Artemisia è stato riscritto in un modo nuovo, un linguaggio contemporaneo, quello del fumetto, ed è stato proprio uno dei disegnatori di Diabolik a portare questa avanguardia nella mostra dedicata a due donne importanti, due figure di potere che hanno saputo governare la famiglia e gestire i conflitti del loro tempo.
EternArtemisia è una storia semplice: in una società futuribile, schiacciata da un sistema di ordine e sicurezza al limite del delirio, una donna messa al bando diviene il capo di una rivolta destinata a modificare radicalmente quel sistema; una storia di giochi di potere, che mi ha riportato subito alla memoria quella che forse è l'origine della storia del potere in Occidente e delle forme in cui si è andato organizzando il crollo del matriarcato e l'affacciarsi, alla fine della preistoria, del modello patriarcale.
“Ho voluto realizzare visivamente un avvenire che fosse molto credibile e concreto – speiga Palumbo – ne è uscita una storia in cui si avverte fortissima la compresenza di epoche diverse in rapporto fra loro: il passato che riecheggia nel futuro, che a sua volta serve per reinterpretare il presente“.
In questo viaggio a ritroso nel tempo, fa da spirito guida, da sciamana, una figura misteriosa: Chimera, che insieme ad Artemisia, è la vera protagonista. Chimera è una donna, una sacerdotessa del culto della Grande Madre, la Dea Bianca del culto preistorico diffuso in un'area geografica enorme (il primo culto monoteista del genere umano?), che tramanda i suoi poteri e la sua missione di generazione in generazione.
La sua missione: impedire che il principio femminile venga soggiogato da quello maschile; quando questo accade e si protrae nel tempo, Chimera interviene a smuovere l'ago della bilancia e a far sì che le donne tornino alla dignità che spetta loro.
“Ho trovato molte affinità nel metodo di realizzazione degli arazzi e delle storie a fumetti – racconta Palumbo – prima si definisce la storia poi si fanno le “matite” infine si produce il definitivo”.
Gli arazzi hanno sempre avuto una funzione decorativa e narrativa allo stesso tempo, un intreccio complicato di fili e trame che danno vita ad immagini ed emozioni: questo credo che possa essere inteso come la giusta motivazione per l’accostamento al genere fumettistico, immagini che nelle loro essenziali e ben definite righe devono riflettere sentimenti, situazioni, ambientazioni in cui il lettore può calarsi ed immedesimarsi, anche grazie ad un aiuto in più, quello del dialogo, elemento mancante nell’arte degli arazzi, compensato senza dubbio dalla loro complicata e preziosa lavorazione che riesce lo stesso a coinvolgere a chi li osserva anche senza l’ausilio di parole.
EternArtemisia non è solo un fumetto, ma anche un blog www.eternartemisia.org, dove ciascuno può cimentarsi nella sua narrazione del mito delle due regine di Caria. I lavori migliori saranno selezionati da una giuria diretta da Giuseppe Palumbo ed esposti nel visore digitale collocato lungo il percorso espositivo della mostra.
Anche l’arte diventa gioco: la mostra Donne al potere non dimentica le famiglie ed i loro bambini, attenzioni e attività particolari sono dedicate al pubblico dei più piccoli, proponendo attrazioni adatte a tutte le età.
Un autore di letteratura per l’infanzia, Roberto Piumini, trasforma invece le storie di Artemisia in filastrocche/indovinelli e in testi teatrali per famiglie e bambini, consentendo di interpretare le scene raffigurate negli arazzi.
I testi di piumini sono alla base delle iniziative rivolte ai bambini, a cominciare dalle didascalie che in mostra descrivono gli arazzi di Artemisia: sottotitoli molto particolari scritti in forma di filastrocca, che presentano ai bambini un indovinello basato sulla scena illustrata da ogni singolo arazzo; un gioco al quale possono prendere parte anche i visitatori adulti.
Al termine del percorso espositivo adulti e bambini potranno ideare a loro volta un testo in rima sulla mostra e partecipare al concorso Il Filo di Artemisia: il vincitore potrà ricevere in premio un viaggio di tre giorni a Parigi, con visita alle celebri manifatture di Gobelins e Savonnerie dove gli arazzi di Artemisia furono tessuti all’inizio del Seicento.
Bambini e adulti verranno accompagnati nel loro viaggio all’interno delle sale di Palazzo Strozzi anche dalla “Valigia della Regina”, che conterrà i brevi testi teatrali di Piumini ispirati ad alcuni degli arazzi esposti: corone, scudi e altri oggetti aiuteranno a immedesimarsi nei personaggi e a dar loro voce in un divertente gioco teatrale.
La Valigia della Regina è un contenitore di esperienze, testi e giochi interattivi pensati per consentire ai gruppi familiari di svolgere autonomamente una visita coinvolgente e del tutto interattiva.
La valigia appositamente creata da Wanny di Filippo (Il Bisonte) contiene le istruzioni per l’uso e alcune schede che presentano i contenuti della mostra, articolati per temi; i testi, accessibili anche ai ragazzi, sono utili per focalizzare l’attenzione sugli argomenti che saranno oggetto delle esperienze interattive.
Il testo di ogni dialogo è correlato ad un particolare arazzo a cui si riferisce, e viene proposto per una piccola teatralizzazione che coinvolge tutta la famiglia, per lo spettacolo da mettere in scena non possono poi mancare oggetti simbolici, come corone, elmi e scudi che aiuteranno a calarsi del ruolo da rappresentare: questo è il materiale che si potrà trovare nella valigia.
Accanto ai giochi teatrali si propongono per ogni sala, altre attività che sono state differenziate a seconda dell’età dei visitatori, facendo riferimento alla capacità osservativa si prendono in considerazione gli oggetti piu’ significativi della mostra.
In omaggio per stimolare la fantasia di tutti e permettere di esprimerla come meglio si vuole verrà dato un taccuino Moleskine e una scatola di matite colorate: il ricordo di una visita e l’indispensabile corredo per dare spazio alla creatività.
La sala VIII dell’esposizione permette, attraverso attività manuali, di acquisire competenze rispetto a quelle apprese nel percorso espositivo: la sala ospite un particolare telaio sul quale ciascun visitatore puo’ sperimentare la tecnica della tessitura contribuendo alla realizzazione di una grande opera collettiva.
Accanto, telai piu’ piccoli, permetteranno di creare gadgets e braccialetti intrecciati da portare a casa come ricordo della mostra. 
Altri saranno poi gli eventi collegati alla mostra: sono inclusi concerti di musica “Alla Corte dei Medici”, letture di poesie di Ronsard e altri esponenti della Pléiade (nella traduzione dal francese).
A gennaio, invece, durante Pitti Uomo, si terranno serate dedicate alla moda alla corte medicea e un evento speciale sulla cucina italiana, introdotta da Caterina alla corte francese insieme all’uso della forchetta.
Tutti questi eventi sono consultabili sul sito www.donnealpoterefirenze.it , che attraverso un calendario virtuale permette al visitatore interessato di guardare giorno per giorno gli avvenimenti correlati alla mostra.
Didascalie immagini in ordine di pubblicazione:
- Jacopo di Chimenti da Empoli (Firenze 1551-1640)
Nozze di Caterina de’ Medici con Enrico di Valois 1600,
olio su tela, cm 227x235 Firenze, Galleria degli Uffizi
- EternArtemisia, copertina
- Manifattura del faubourg Saint-Marcel su disegno di Antoine Caron
Le due statue (parte sinistra) primo decennio del xvii sec.,
lana, seta, argento, oro; cm 489 x 327 Parigi, Mobilier national
- Save the Queen, abito nozze
- La borsa della regina, sala VII Palazzo Strozzi
- Jacopo di Chimenti da Empoli (Firenze 1551-1640)
Nozze per procura di Maria de’ Medici con Enrico IV re di Francia,
rappresentato da Ferdinando I 1600,
olio su tela; cm 242 x 242 Firenze, Galleria degli Uffizi
Aggiornamento del 25 novembre 2008
Una domenica al museo per guardare l’arte con gli occhi dei bambini ed ascoltarla dalla voce di un celebre autore di libri per l’infanzia come Roberto Piumini: così ho trascorso l’altro ieri il pomeriggio accompagnando mio cugino a Palazzo Strozzi alla Domenica delle Famiglie, una iniziativa collaterale della mostra Caterina e Maria de’ Medici: donne al potere.
La giornata si è dimostrata un vero successo, oltre 200 bambini e 600 adulti, tra genitori e visitatori, hanno assistito all’evento.
Già autore di programmi Rai per ragazzi e collaboratore, dal 1978, di ben 65 editori, Piumini è stato protagonista assoluto della giornata, coinvolgendo i bambini in un gioco basato su testi da lui scritti.; si tratta di filastrocche e dialoghi teatrali raccolti nel libro L’occhio indovino. Caterina e Maria de’ Medici: le trame del potere (edizioni Mandragora, pagine 96, € 8 al bookshop, € 10 in libreria), disponibile anche in inglese per la traduzione di Konrad Eisenbichler dell’Università di Toronto.
Nel programma della domenica ci sono state anche speciali visite guidate alla mostra e una serie di laboratori dove era possibile imparare a tessere gli arazzi: non voglio soffermarmi troppo a parlare nello specifico di tutte le iniziative visto che ne ho già fatto riferimento nel mio articolo sulla mostra, quello che desidero sottolineare è stato il divertimento nel vedere i bambini accompagnati dai genitori che per la prima si avvicinavano a qualcosa di sconosciuto ma al tempo stesso affascinante anche per i loro giovani sguardi.
Conoscere l’arte attraverso il divertimento è il modo migliore per incuriosire i più piccoli, spero che queste iniziative possano essere sempre più frequenti, mi auguro che il successo ottenuto da questo evento incoraggi altre sedi espositive a prenderlo come esempio; un motivo in più perché i genitori accompagnino e coinvolgano i propri figli in iniziative culturali accessibili a tutti.