Cinema e Donne: la speranza è femmina

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 03 Novembre, 2011

Giunto alla sua 33ª edizione il Festival Internazionale Cinema e Donne, in programma dal 4 al 9 Novembre prossimi, fa del valore della speranza il suo vessillo.
Non si tratta però di un vuoto sentimento d’attesa vincolato all’intervento della Provvidenza, ma concreta proposta di nuovi modelli di produzione e distribuzione che in tempi di crisi, come quelli che stiamo vivendo, diventa strumento quanto mai necessario per scavalcare gli ostacoli, che già normalmente si pongono ancora a sabotare il cammino verso una reale parità, e consentire un accesso più facile delle donne al mondo del Cinema professionale.

Infrangere vecchi stereotipi promuovendo intelligenza e originalità è l’intento dichiarato da sempre della manifestazione che trova concreta applicazione nell’eterogenea varietà delle proposte in cartellone che comprende tra corti, lungometraggi e documentari oltre trenta titoli.
L’apertura ufficiale è affidata a The battle of the sacred tree di Wanjiru Kinyanjui, una commedia divenuta già un classico in Kenya che affronta divertendo temi molto seri. La protagonista Mumbi è una donna che torna al villaggio nativo in seguito alla separazione da un marito violento e deve affrontare l’ostilità della sua stessa famiglia. Tutte insieme le donne del paese, in lotta contro lo strapotere maschile, arrivano alla conclusione che sradicare l’albero sacro è l’unico modo per combattere pregiudizi e arretratezza culturale.

Altro titolo interessante, in assoluta anteprima per l’Italia, è My Perestroika di Robin Hessman, documentario indipendente proveniente dagli Stati Uniti che racconta, attraverso la testimonianza di cinque persone comuni, la vita in Russia dopo il crollo del Muro.
La New Day Films, produttrice del film, festeggia con questo titolo i suoi quarant’anni di attività all’insegna dell’impegno, fin dal 1970 il piccolo gruppo fondatore composto da diverse donne perseguiva valori come indipendenza produttiva e cambiamento sociale.

Altra interessante anteprima assoluta il film W imieniu diabla (Nel nome del diavolo) della polacca Barbara Sass che, basandosi su reali fatti di cronaca, racconta di un convento in cui accadevano strane cose e che è stato addirittura sgombrato con la forza dall’esercito.
Il documentario italiano Rudolf Jacobs, l’uomo che nacque morendo di Luigi Faccini e Marina Piperno è un altro titolo interessante, porta alla luce la storia poco nota del soldato tedesco Rudolf Jacobs che dopo l’armistizio del ’43 passò a combattere con i partigiani liguri contro le forze d’occupazione nazista.

Insomma, scorrendo il calendario delle proiezioni e degli eventi collaterali, sono previsti dibattiti, incontri e diverse cerimonie per la consegna di prestigiosi riconoscimenti, non si finirebbe più di scoprire interessanti appuntamenti da non perdere. Il programma completo è consultabile sul sito ufficiale del Festival.

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Robin Hessman
regista del film My Perestroika
(© New Day Films 2010)

- Un’immagine da The battle of the sacred tree di Wanjiru Kinyanjui
  © Birne Film 1995

- Locandina originale e un fotogramma di My Perestroika di Robin Hessman
  © New Day Films 2010

- Locandina originale e un’immagine da W imieniu diabla di Barbara Sass
  © WFDiF, Syrena Films 2011

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Dove e quando

  • Date : 03 Novembre, 2011 - 08 Novembre, 2011

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