Chopin
di // pubblicato il 28 Febbraio, 2010
1 marzo 1810
Potremmo immaginare fosse una notte buia e tempestosa quella in cui nacque Fryderyk Franciszek Chopin.
È comunque bene escludere che la pronuncia del cognome possa essere quella secca da taluni voluta per le sue origini polacche: il padre Nicolas Chopin era un francese trasferitosi in Polonia giovanissimo per lavorare come precettore nella casa del conte Skarbek. Qui conosceva Tekla Justyna Krzyzanowska, la governante, donna indubbiamente interessante che amava il piano.

Secondo il certificato di battesimo F.F. Chopin è nato a Zelazowa Wola il 22 febbraio del 1810 ma per la famiglia e per lo stesso compositore il giorno da considerare è il primo di marzo.
Le sue prime composizioni sono del 1817 e del 1818 il primo concerto pubblico. La famiglia vive a Varsavia e il padre è diventato professore di francese. Chopin ha così modo di frequentare la Scuola Superiore di Musica e prendere parte alla vita culturale della città assistendo spesso ai concerti di Niccolò Paganini di cui ammira profondamente la tecnica.
Nel 1828 esce per la prima volta dalla Polonia per un viaggio a Berlino in compagnia di un collega del padre. Già dall’anno successivo inizia a tenere una serie di concerti a Vienna e Parigi.
Già, Parigi: l’interesse per la patria è forte, fin da giovane lo appassiona la storia del suo popolo, ma un amore difficile, le nuove amicizie e soprattutto gli eventi politici del paese influiscono sulla sua decisione di stabilirsi altrove e, trovando l’occasione, nella capitale francese.
Lo spirito giovanile passa in fretta per Chopin e per tante ragioni è presto lontano dal sentimentalismo iniziale e dalla tradizione folcloristica. La miseria dei connazionali, l’epidemia di colera e la caduta di Varsavia oscurano la sua anima e la sua musica: egli sente la necessità di esprimere l’orrore e la disperazione del popolo polacco e condividerne la tensione rivoluzionaria per la libertà.
A Parigi diventa ospite atteso nei salotti bene e frequenta Liszt, Mendelsshon, Berlioz e Bellini, compone e pubblica, tiene concerti e lezioni di pianoforte ovviamente non accessibili ai più.
Chopin non assomiglia che a Chopin e questo affascina: il largo impiego del pedale di risonanza e la pausa creano effetti timbrici particolari, “sterminanti” per l’animo. Quel tipo di canto è suo e diventa inconfondibile anche per quell’orecchio che ancora non avesse avuto l’occasione di ascoltare.
Crea nuovi generi come niente, la ballata strumentale per esempio, ampia composizione di contenuto epico e lo studio da concerto, che viene inteso non più solo come un breve pezzo a destinazione didattica ma come formula sperimentale esplorativa; trasforma in modo rilevante la forma del notturno, della mazurca e del valzer.
L’imitazione variamente pedissequa è qualcosa che viene dopo di lui e prima di trovare un nuovo originale passeranno cinquanta anni con l’arrivo di Debussy, Ravel e Rachmaninoff.
Ci vorranno del resto oltre cento anni per capire cosa significhi tecnicamente F.F.Chopin, pure sembra così leggero e accessibile. Cosa riesca a fare è invece chiaro, fin da subito.
Nel 1836 si fidanza segretamente con la contessa Maria Wodzinska ma la famiglia della donna non vuol sentir parlare di matrimonio: F.F. Chopin è famoso ma pur sempre un musicista e di estrazione borghese, non un aristocratico e per giunta è malato.
Un anno dopo la rottura del fidanzamento conosce la scrittrice George Sand, più grande di lui di sei anni. A quanto pare per scappare dall’ex amante della donna, i due partono per Maiorca. Tornano a Parigi l’anno dopo e convivono fino a quando il loro amore potrà dirsi definitivamente esaurito: sarà la scrittrice a decidersi per la separazione e Chopin cadrà in profonda depressione.
A questo punto due sorelle scozzesi, una delle quali sua allieva, lo convinceranno a trasferirsi in Inghilterra: una decisione estremamente controproducente per la sua salute fisica. Terrà l’ultimo concerto a Londra in favore dei profughi polacchi e tornerà a Parigi ormai in pessime condizioni fisiche ed economiche. Morirà alle due del mattino del 17 ottobre del 1849 e saranno con lui fino all’ultimo la sorella Ludwika, Delfina Potocka ed Eugene Delacroix.
Il Requiem di Mozart lo accompagnerà durante il solenne servizio funebre nella chiesa di Madeleine e il cuore, per sua espressa volontà, verrà rimosso dal corpo e portato a Varsavia