Che meraviglia la Pala di San Zeno restaurata

di Cinzia Colzi // pubblicato il 29 Aprile, 2009

Ogni volta mi emoziono ripeto quanto noi giornalisti d'arte siamo super privilegiati: quasi sempre ci viene riservata la possibilità di ammirare in anteprima e avvicinare opere eccezionali.
Questa mattina, fra un temporale e l'altro, ho pedalato velocemente fino ai Laboratori dell'Opificio delle Pietre Dure per la presentazione del restauro appena ultimato della monumentale Pala di San Zeno di Andrea Mantegna.

Il capolavoro sarà ricollocato sull'altare della Basilica di San Zeno a Verona tornando visibile da giovedì 21 maggio 2009 in occasione della festa del Santo patrono a 550 anni dalla sua realizzazione.
La pala fu infatti commissionata dall'abate Gregorio Correr nel 1457. I primi documenti che citano il dipinto fanno risalire la consegna all'abbazia benedettina nell'estate del 1459 e il pagamento terminato nel gennaio 1460.
Nonostante gli elementi la compongono siano quelli tradizionali della struttura di un polittico, per l'unitarietà dell'impostazione spaziale, sottolineata dalla cornice rinascimentale, costituisce la prima ancona dipinta alla maniera moderna nell'Italia settentrionale e uno dei più precoci esempi di sacra conversazione.
Un'opera monumentale, ultima dipinta da Mantegna a Padova prima del suo trasferimento a Mantova. Nella concezione fu fondamentale la diretta conoscenza del lavoro di Donatello a Padova e la cultura archeologica, infatti rappresenta il momento di maggiore vicinanza con Giovanni Bellini, di cui aveva sposato la sorella Nicolosia nel 1453.

"Grazie" al solito Napoleone, la pala arrivò al Louvre nel 1798 e nel 1806 i due scomparti esterni della predella, raffiguranti la Preghiera nell'orto e la Risurrezione furono inviati al Musée des Beaux-Arts di Tours (dove ancora si trovano) in cambio del Parnaso e Minerva caccia i vizi dal giardino delle Virtù, provenienti dallo studiolo mantovano di Isabella d'Este Gonzaga. L'elemento centrale con la Crocifissione rimase invece al Louvre.
La pala fu restituita a Verona nel 1815 priva della predella, sostituita da copie di Paolino Caliari.

Quarantacinque anni dopo la mostra mantovana del 1961, l'esposizione veronese ha permesso di osservare nuovamente il dipinto a distanza ravvicinata e affiancato dai disegni in relazione provenienti da New York, Londra, Los Angeles, Liverpool, Brescia e Milano, oltre alla riflettografia a raggi infrarossi per leggerne il disegno soggiacente e si aggiunse anche il prestito del Louvre dello scomparto centrale originale (i tre elementi della predella sono stati successivamente riuniti, per la prima volta dal 1956, nella mostra Mantegna 1431-1506 del Louvre conclusasi il 5 gennaio scorso).
La mostra veronese, visitata da oltre centocinquantamila visitatori, e apprezzata dalla critica e dal pubblico, ha riacceso l’attenzione sull'opera e ai problemi connessi alla sua conservazione, aprendo nuove insperate possibilità di attuazione degli ormai urgenti interventi conservativi.

Quello sulla pala del Mantegna fa parte di un progetto generale iniziato nel 2006 (appunto in occasione della mostra Mantegna e le Arti a Verona 1450-1500) quando all'Opificio delle Pietre Dure fu chiesto di effettuare una verifica sullo stato della pala, valutando la possibilità di smontare ed esporre l'opera.
A seguito le minuziose indagini dell'Opificio, il capolavoro fu sottoposto a un primo intervento di manutenzione, in collaborazione con il Laboratorio di Restauro della Soprintendenza ai BSAE di Verona, che ne permise l'esposizione.
Il Comune di Verona ha destinato una parte significativa dei ricavi per sostenere il progetto di restauro e la successiva pubblicazione dei risultati prevista per dicembre 2009-gennaio 2010.
Per motivi di culto, non potendo allestire un laboratorio in basilica, nel febbraio 2007 la pala è arrivata nei laboratori dell'Opificio per la seconda fase dell'intervento necessario sui seri problemi conservativi, sia sulla superficie pittorica, sia sul supporto ligneo e sulla cornice.

L'Opificio si è superato realizzando un restauro veramente eccezionale in soli due anni per l'importanza dell'opera e il significato per la città di Verona.
Durante l'assenza della pala dalla chiesa, la Fabbriceria ha restaurato l'abside della Basilica, edificata a partire dal 1386, proprio per accogliere al meglio il trittico.
La pala è stata suddivisa in 14 parti: tre tavole dipinte, tre scene della predella inframmezzate da paraste intagliate, la struttura lignea della predella, un architrave, il frontone diviso in due, le quattro semicolonne.
Dopo la disinfestazione, è stata condotta un'approfondita campagna di indagini diagnostiche per meglio conoscere la tecnica e le cause del degrado. In seguito, il restauro si è concentrato nel risanare la struttura lignea, pesantemente alterata dal precedente intervento di Mauro Pellicioli nel 1934-35.

I vari elementi della cornice rinascimentale, progettata dallo stesso Mantegna, danneggiati da rifacimenti e ridipinture hanno subito un ampio intervento per la valorizzazione dell'intaglio e della doratura (purtroppo caduta e alterata in numerose zone).
E' stata poi operata la pulitura della superficie pittorica delle tre tavole, eseguita secondo il principio del graduale e minimo intervento che ha permesso il recupero dei valori cromatici, restituendo alle forme e ai colori quella nitidezza che è propria del Mantegna.
Adesso l'opera appare nella sua massiama visibilità e non, come spesso si ascolta o legge, le è stata "restituita l'antica lucentezza" dal momento sono passati oltre cinque secoli e un buon restauro restituisce un opera che ha vissuto e non la "vernicia"!
La pala è stata dotata anche di una struttura posteriore in grado di accrescere la stabilità del dipinto rispetto alle variazioni climatiche, monitorate costantemente dalla Soprintendenza.

Come accaduto nel novembre scorso per il restauro della Madonna del cardellino sono rimasta oltre un'ora a osservare i particolari, il velo della Vergine, i volti, i manti, i piedi, il tappeto, ma ammetto che fino a oggi mi era sfuggito il cesendello veneziano in vetro, ricco di influenze islamiche, per l'acqua su cui galeggia la candela.

Pubblico immediatamente perché, per i fiorentini o chi avrà modo di fare un salto in città, in via eccezionale, fino al 5 maggio, c'è la possibilità di accedere ai Laboratori della Fortezza da Basso, grazie all'Associazione Culturale Amici dell'Opificio per bearvi anche voi di tanta bellezza prima della ricollocazione a Verona.
Il calendario è il seguente: giovedì 30 aprile 2009 (ore 10-18), sabato 2 maggio 2009 (ore 10-13 e 14-18), lunedì 4 e martedì 5 maggio (ore 10-18) ed è consigliata la prenotazione (visite ogni 30 minuti, gruppi max 20, donazione minima di Euro 10,00 a persona).
Il ricavato sarà devoluto all'Associazione Culturale Amici dell'Opificio.
(prenotazioni: tel. 055-4625440).

I NUMERI DEL RESTAURO

  • 480 x 450 cm , le misure della Pala di San Zeno
  • 5.500 ore di lavoro
  • 675 foglie d’oro zecchino (9x9 cm) utilizzate
  • 490 cm cornice con motivo a baccellatura e unghiatura della predella: pulitura, revisione intagliostuccatura, scartatura, doratura, tratteggio ad acquerello e ritocco pittorico
  • 352 perline della cornicetta presente nell’architrave: pulitura, stuccatura, scartatura, doratura e tratteggio ad acquerello
  • 84 fusarole della cornicetta presente nell’architrave: pulitura, stuccatura, scartatura, doratura e ritocco pittorico
  • 30 pasticche oro in conchiglia utilizzate
  • 30 pennelli da ritocco utilizzati
 

Dettagli

Bibliografia:
G. Agosti e D. Thiebaut
Paris, Hazan, 2008
Milano, Officina Libraria, 2009

Didascalie

Andrea Mantegna
Pala di San Zeno, 1457-1459/1460
dopo il restauro

  • Partcolare del volto della Madonna
  • Tavola sinistra della Pala con i santi Pietro, Paolo, Giovanni Evangelista
     tempera su tavola
    cm 134 x 213
  • Tavola centrale con Sacra conversazione: Madonna col Bambino in trono fra gli angeli musici e cantori
    tempera su tavola
    cm 125 x 212
  • Tavola destra della Pala con I santi Giovanni Battista, Gregorio, Lorenzo e Benedetto
    tempera su tavola
    cm 135 x 213
  • Particolare del cesendello veneziano in vetro
  • Particolare predella prima e dopo

Mappa

Dove e quando

  • Date : 30 Aprile, 2009 - 05 Maggio, 2009
  • Indirizzo: viale Filippo Strozzi 1, Firenze

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