Che c’è di nuovo? Critica in Arte

di Marica Guccini // pubblicato il 23 Ottobre, 2010

Quattro anni di consolidata tradizione non bastano per fare di “Critica in Arte” una prassi emulata in ambito italiano, tuttavia questa continua ad essere il prezioso e solido esempio del MAR, Museo d’Arte della città di Ravenna, guidato dal direttore Claudio Spadoni che questo progetto l’ha voluto, strutturato e fatto crescere.

Ogni anno tre incontri, a cadenza mensile tra loro, riempiono, da autunno a gennaio, le sale del MAR, ponendo l’attenzione su artisti e vicende critiche sia locali che distribuite nel territorio italiano.
Caratteristica peculiare di “Critica in Arte” è presentare, ad ogni appuntamento, l’operato di un giovane critico e il lavoro di un giovane artista che, tuttavia, hanno già alle spalle ricerche salde e presenze in eventi di portata nazionale e internazionale.

Il progetto si propone quindi d’avere una valenza “militante”… ma questa, come si concretizza?

La forte iterazione e la parità d’importanza accordata tanto all’artista quanto al critico che lo presenta, mostrano contemporaneamente due moderne professionalità. Se l’artista, attraverso le sue opere, ci mette a conoscenza del proprio percorso, con la lettura del critico e attraverso la sinergia creata da questa accoppiata, si ha nel contempo anche la possibilità di gettare uno sguardo su cosa voglia dire, oggi, “fare critica”.
Dal particolare al generale: seguendo tutte le tappe del progetto si potrà avere un colpo d’occhio formidabile tanto sullo stato attuale dell’arte quanto su quello della critica, tanto sull’opera d’arte quanto sul progetto culturale che ne sta dietro. Un colpo d’occhio ad angolo giro che offre un perfetto spaccato del panorama contemporaneo.

Strutturata in questo modo la mostra,da momento di svago, momento conoscitivo di un operato artistico, diventa di più. Diventa educazione a comprendere il meccanismo nel quale il singolo caso-ingranaggio viene ad inserirsi, acquisendo via via chiavi di lettura per il contesto nel quale si agisce e non solo: si vive. Del resto, come sappiamo, l’arte è da sempre un documento privilegiato del proprio tempo!
“Per quanto concerne gli artisti non è difficile cogliere un’attenzione molto diffusa a temi di stringente attualità e di interesse ormai universale. Vale a dire un rinnovato impegno non solo di documentazione ma spesso di esplicita partecipazione emotiva a motivi sociali, ambientali, ecologici, politici nel senso più pieno del termine.” Sono le parole dello stesso Spadoni nel piccolo catalogo che accompagna la prima delle tre esposizioni in programma, a mettere in luce la molteplicità di tematiche ad alta valenza sociale realizzate attraverso i media più disparati, secondo una prassi ormai consolidata all’interno del bagaglio del “fare artistico” odierno.

Come si procede alla scelta di artisti e critici?

È ancora una volta il direttore Spadoni a spiegare, nell’intervista accordataci, come i critici siano scelti sulla base del curriculum, delle esperienze e del progetto presentato. Ogni candidato, infatti, propone un artista, e con questo un percorso specifico da mettere in opera al Mar. Non a caso dico “in opera” in quanto ad ognuno viene richiesta l’ideazione di almeno un’opera che trovi, nella specificità del luogo nel quale sarà presentata, il proprio motivo d’esistere. In tal modo la mostra non si limita ad essere una mera attività espositiva possibile, ipoteticamente, in ogni luogo che si renda disponibile, ma diventa un evento fortemente collegato e radicato al Museo nel quale va ad inserirsi: nuova committenza contemporanea. Inoltre, come ci racconta la curatrice Claudia Casali, la possibilità di poter interagire nella, con la, e sulla struttura, raccoglie il favore degli artisti stessi, felici di potersi muovere all’interno di uno spaccato di questo tipo.

La libertà nelle proposte e nei progetti è totale, unico vincolo posto è inevitabilmente la cesura temporale dei 40 anni d’età per i partecipanti, terminus ad quem poter presentare la propria candidatura.

Inoltre, il gruppo coordinato da Spadoni coadiuvato da Claudia Casali, assicura sempre, ad ogni nuova edizione di “Critica in Arte”, la varietà della proposta e delle diversità linguistiche presentate perseguendo, appunto, il fine di arricchire oltre alla conoscenza specifica di un artista, anche quella di un sistema, di un modo nuovo di approcciarsi all’arte. Il risultato è quello della crescita sensibile dei visitatori e, dato ancora più importante, l’espandersi del target via via attratto e colpito da questa proposta. Se il pubblico dei giovani è naturalmente attento e curioso verso le forme d’arte contemporanea, meno scontata risulta invece la partecipazione del pubblico adulto, ora richiamato e stimolato dall’occasione di poter conoscere nuovi aspetti del contemporaneo.

Come mai l’arte del nostro tempo per la quale dovremmo naturalmente avere le chiavi di lettura più approfondite sia, al contrario, la più difficile da approcciare, risulta una delle grandi contraddizioni che caratterizzano il nostro tempo. L’operazione del MAR, con “Critica in Arte”, vuole ridare naturalità a questo meccanismo conoscitivo.

Al termine di ogni retrospettiva l’artista lascia un segno tangibile del suo passaggio donando un’opera al Museo che procede, così, ad incrementare la propria collezione, in un circolo virtuoso che non cessa il proprio corso. 

 

Dettagli

Mappa

Dove e quando

  • Indirizzo: MAR Museo d'Arte della città di Ravenna, via Roma 13, Ravenna
  • Sito web