Chagall e il Mediterraneo

di Erica Fattori // pubblicato il 27 Ottobre, 2009

Non dimenticherò mai la prima volta che ho percorso il corridoio Vasariano a Firenze, ero molto piccola, ma ricordo benissimo che mentre attraversavamo la zona dove è esposta la più grande collezione di autoritratti, il mio sguardo fu attirato da un quadro coloratissimo....Ecco! Sapete che quadro era? L’autoritratto del Sig. Marc Chagall, che è rimasto impresso nella mia mente come una fotografia!

A distanza di circa 13 anni non potevo che incontrate di nuovo questo grande maestro a palazzo Blu – blu come quel colore che in ogni suo quadro è quasi sempre presente - a Pisa in una mostra intitolata “Chagall e il Mediterraneo”.

Questa grandissima mostra è stata curata da Meret Meyer e da Claudia Beltramo Ceppi e presenta 150 opere, tra dipinti, sculture, ceramiche e tavole selezionate dalle storiche edizioni Tériade - provenienti dalle più importanti istituzioni pubbliche francesi, come il Musée National Marc Chagall di Nizza, il Centre Pompidou di Parigi, il Musée Matisse di Le Cateau Cambrésis e da collezioni private - che l’artista russo creò a partire dal 1926 quando per la prima volta incontrò la luce, i colori e il paesaggio del Mediterraneo.

Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni:

La Costa Azzurra, attraverso una ventina di grandi dipinti, tra cui opere celeberrime come La musica, il Circo in rosso, Gli amanti a St. Paul, I grandi mazzi di fiori, si osserva la modificazione della tavolozza del pittore, tra la metà degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta. Una serie di grandi disegni in bianco e nero e numerose tempere testimoniano la volontà di rendere l’aria e la luce attraverso diversi strumenti e tecniche.

La Grecia, si presenta la serie completa delle 42 tavole e di alcune gouache di Dafni e Cloe, che restituiscono le emozioni provate da Chagall di fronte alla scoperta della civiltà classica del Mediterraneo.
La Bibbia, fondamentale nell’attività di Chagall, con il Muro del pianto e il panorama di Gerusalemme, la veduta della sinagoga di Vilnius, degli anni precedenti alla guerra. La serie delle tavole per La Bible di Tériade, gli straordinari acquerelli preparatori e, soprattutto, i grandi dipinti raffiguranti la crocifissione del Cristo vestito in panni ebraici, danno conto dell’importanza e della forza con cui l’artista si accostava a questo tema.

La scultura le ceramiche ed i collage.

Come affermano gli stessi curatori della mostra, Chagall, con le suo opere è riuscito a compiere un vero e proprio “miracolo”, accostando con tanta naturalezza l’universo della Russia Bianca, da cui egli stesso proveniva, al soleggiato universo azzurro del Mediterraneo ma cio’......” non è dovuto semplicemente a un mero dato biografico, la conseguenza di una scelta esistenziale che indusse il pittore russo, di ritorno dall’ultimo esilio in America a scegliersi come nuova e definitiva patria le dolci colline della Costa Azzurra? Non fu così. L’attrazione verso il Mediterraneo impregna già la pittura di Chagall fin dagli anni Venti, quando, in occasione dei suoi soggiorni nelle Alpi Marittime, a Peïra-Cava, la sua tavolozza sembra riflettere il fascino che esercitano sulla sua anima russa quell’azzurro e quelle luci.
E poi una flora, un clima, un’architettura, gusti e sapori di un mondo mediterraneo in cui egli ritrova la memoria di un diverso modo di essere, di altre possibilità di vivere la felicità. Nel corso degli anni poi, la scoperta della Palestina e della Grecia, intrecciandosi ai paesaggi mediterranei della Costa Azzurra, si rifletteranno nella sua pittura, dando luogo a risonanze misteriose che sembrano collegare fra di loro, attraverso i secoli, le diverse culture e le creature dei suoi sogni. Questo miracolo si espresse in opere in cui la luce e il colore sembrano divenire autonomi, felici testimonianze di esseri viventi in altre storie e in altre culture. Ciò venne percepito con singolare prontezza dai maggiori critici e poeti contemporanei a Chagall, dall’italiano Lionello Venturi, all’editore Tériade, al poeta Gaston Bachelard e a molti altri.”

Ed è proprio con una frase di Leonello Venturi che vorrei concludere questo articolo “Molta della pittura che oggi viene esaltata sarà dimenticata quando le forme e i colori di Chagall daranno ancora gioia all’umanità. Allora si scoprirà che Chagall ha dato uno dei maggiori contributi alla realizzazione della libertà nell’arte” (Lionello Venturi, 1945).

 

Dettagli

Didascalia delle immagini:

  • Marc Chagall
    La mariée à double face, 1927
    © by SIAE 2009
  • Marc Chagall
    Sirène et poisson, 1956-1960
    © by SIAE 2009
  • Marc Chagall
    Saint Jean Cap-Ferrat, 1949
    © by SIAE 2009
  • Marc Chagall
    L'enceinte de Jérusalem près du portail de la grace, 1931
    © by SIAE 2009
  • Marc Chagall
    Le leçon de Philetas, 1967
    © by SIAE 2009

     

IN COPERTINA
Marc Chagall
 Abraham et les trois anges, 1940-1950
(particolare)
© by SIAE 2009


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Mappa

Dove e quando

Chagall e il Mediterraneo

  • Date : 08 Ottobre, 2009 - 16 Gennaio, 2010
  • Indirizzo: Palazzo Blu, Pisa, Lungarno Gambacorti, 9
  • Sito web

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