Certosa e Museo di San Martino nel…”Ritorno al barocco”
di // pubblicato il 17 Febbraio, 2010

Proseguendo il nostro percorso approdiamo in uno dei luoghi più spettacolari di Napoli, la Certosa di San Martino, la foto sicuramente parla da sola, un sapiente e affascinante intreccio, di stili e culture diverse (dal Tre al Settecento), su cui prevalgono le esuberanze e le finezze dei vari interventi condotti in etá barocca.
Fondata nel 1325 da Carlo d´Angiò, duca di Calabria, sulla sommità del colle che domina l´intero golfo napoletano, nel corso del tempo i migliori artisti lavorarono per i monaci certosini, pittori come Lanfranco, Ribera, Battistello Caracciolo, Luca Giordano, scultori quali Cosimo Fanzago, Giuseppe Sanmartino e Domenico Antonio Vaccaro.
Nel 1866 divenne Monumento Nazionale e il suo primo direttore, Giuseppe Fiorelli, decise di trasformarlo nel ′museo storico′ della città e del Regno di Napoli. Giunse così al Museo tutto quanto poteva costituire testimonianza della storia di Napoli e della sua civiltà artistica. Tale patrimonio venne incrementato in seguito con donazioni di enti e privati. La ricchezza di tesori d´arte unita all´incantevole posizione hanno fatto del complesso monastico meta prediletta, di letterati, eruditi e viaggiatori.

In questo straordinario complesso, che, anche per la sua posizione panoramica, raccoglie, alcune tra le piú belle vedute napoletane, sono esposte, in occasione della mostra, altre immagini della cittá dipinte da pittori italiani e stranieri, quali Didier Barra, Gaspar van Wittel e Antonio Joli. Inoltre ad arricchire le ′memorie′ della cittá, alcuni ritratti inediti o giá noti di personaggi che concorsero, in tempi diversi, a segnare la storia civile e artistica di Napoli tra Sei e Settecento (da Masaniello a Bernardo Tanucci, dall´arciduca Carlo d´Asburgo come re di Spagna alla regina Maria Amalia di Sassonia).

Nella Farmacia della Certosa, affrescata da Paolo De Matteis, è esposta una selezione di sculture del Settecento di Francesco Celebrano e Giuseppe Sanmartino, provenienti da chiese della cittá.

Ad arricchire ancora di più questa fantastica mostra è stata fatta una cosiddetta visita-spettacolo in cui Massimiliano Foà attraverso le parole di Goethe e i Diari di altri celebri viaggiatori del Grand Tour accompagnano i visitatori in un affascinante viaggio nella storia e nel mito di Napoli, fra re, viceré e capipopolo, pestilenze, eruzioni e miracoli, descritti e raccontati nella sezione di ritratti storici e vedute della mostra Ritorno al barocco. Da Caravaggio a Vanvitelli.

Alla prossima con il Museo duca di Martina....