Carlo Zauli scultore a Palazzo Bricherasio e dintorni
di // pubblicato il 09 Giugno, 2009
Ancora qualche giorno per correre a Torino e ammirare, all'interno delle storiche sale della Fondazione di Palazzo Bricherasio e per le vie della città, le opere di Carlo Zauli. Prima grande tappa europea del ciclo espositivo inaugurato nel 2007 con quattro grandi antologiche giapponesi, la mostra Carlo Zauli scultore, realizzata in collaborazione con il Museo Carlo Zauli e Renata Bianconi, è curata da Flaminio Gualdoni. Presenti circa quaranta sculture a Palazzo e quattro sculture monumentali collocate in estero per celebrare uno dei ceramisti e scultori più importanti del Novecento.

Forse solo chi come lui nasce nella terra di Faenza, capitale indiscussa fin dal XV secolo della produzione artistica della maiolica, può conoscere e sentire tutti i segreti e le tecniche di un'arte antica che la sua importante ricerca artistica ha rimesso in scena.
Il lungo percorso artistico dello scultore, nato nel 1926, inizia negli anni Cinquanta quando assieme agli amici Umberto Zannoni, Averardo Giovannini e Renato Zama, rileva lo studio del ceramista Mario Morelli.
Attraverso le collezioni del Museo delle Ceramiche di Faenza, le numerose fiere ed i concorsi d'arte cui partecipa, Zauli ha l'opportunità di essere aggiornato sui grandi rinnovamenti formali avvenuti nel mondo della ceramica che proprio in quegli anni è rivoluzionata da artisti come Fontana, Picasso e Mirò.

Sono gli anni di un crescente successo internazionale.
Dal 1958, quando realizza i grandi altorilievi per la reggia di Baghdad e il Poligrafico di Stato del Kuwait, vede la propria fama crescere continuamente, fino a spingersi, tra gli anni Settanta ed Ottanta, a tutta l’Europa, il Giappone, l’America del Nord, dove realizza esposizione e colloca opere in permanenza.
La sua arte è stata definita un continuo dialogo tra forma primaria e metamorfosi esaltata dalla forte energia plastica dell'argilla, nella cui relazione si può ascoltare, come scrisse nel 1974 il critico giapponese Inui, "il silenzio della grande natura".
Dopo una lunga malattia Zauli, considerato uno dei massimi rinnovatori dell'arte della ceramica, si è spento a Faenza nel 2002 dove proprio nel suo storico studio di inaugura, il "Museo Carlo Zauli". Come ricorda Giorgio Cortenova “Zauli non si domanda quale forma artistica sia opportuno introdurre nel mondo, ma quale mondo creare con le forme, o comunque quale forma dare al mondo. In rapporto a ciò svaniscono le categorie e le gerarchie culturali, sfuma qualsiasi ipotesi rappresentativa, tramonta la mitologia dell'oggetto.”

Zauli stesso identifica le linee principali del suo lavoro con un primo periodo con elementi più costruiti geometricamente, poi una fase di strutture strappate, violentate e poi il più recente, con modulazioni sensibili e molto vicine alla natura. Il dramma della forma, la geometria che si frange e si ricompone. Il cubo, il parallelepipedo, la piramide, la ruota, talora la sfera. La sua anima, la sua sostanza, è materia oscura, la sua pelle è materia di luce. Aggredire la certezza della forma è non subirla. Violare l’ordine è schiudere energia, è costringere la forma a ritrovare la propria necessità: anche, la propria naturalità prima dell’imposizione dell’arroganza del pensiero sono i temi messi in risalto da Flaminio Gualdoni curatore dell'esposizione.

Importante la scelta di collocare alcune opere del maestro faentino nell’ideale spazio scenografico di via Lagrange, adiacente alla Fondazione, che fa da quinta alle opere e mostra al pubblico la profonda valenza architettonica e pubblica dei lavori del maestro, il profondo nesso tra natura e storia, fra natura e cultura che costituisce il movente dell’opera d’arte, il principio costitutivo e il riferimento ineludibile dell'opera plastica. Ancora un appuntamento di grande livello per godere di una Torino tutta da scoprire e degli spazi del Palazzo che, costruito nel primo Seicento, passa fra varie famiglie nobili piemontesi finché nel 1995, dopo un accurato restauro della struttura, nasce la Fondazione Palazzo Bricherasio per promuovere eventi culturali perseguiti attraverso l'organizzazione di mostre d'arte moderna e contemporanea e di attività didattiche legate alle esposizioni.

Il catalogo di Silvana Editoriale per la Collana Palazzo Bricherasio accompagna la mostra di Zauli insieme al senso profondo della materia, della terra, lavorata, “cotta” e a tratti quasi fragrante, fisica.