Caravaggio, il Bacco e l’autoritratto nascosto

di Mafalda // pubblicato il 20 Novembre, 2009

La recente notizia riguardo alla presunta individuazione di un autoritratto del Caravaggio nascosto nel riflesso della brocca che appare nel celebre Bacco conservato agli Uffizi di Firenze, è stata ampiamente ripresa dalla stampa, così come la polemica che ne è seguita. Come già accennato nel nostro editoriale di Novembre, abbiamo deciso di valutare bene sia la notizia che il dibattito successivo per poi proporre ai nostri lettori una sintesi di quanto avvenuto, approfondendo i fatti e riportandoli in maniera quanto possibile oggettiva.

La notizia è stata diffusa ai media il 30 Ottobre durante una conferenza stampa convocata da Art Test – società provata di diagnostica - nella quale si presentava lo studio relativo al Bacco e i risultati raggiunti grazie a sofisticate indagini diagnostiche che hanno permesso di rendere visibili molte caratteristiche nascoste del dipinto di Caravaggio.

Tra le scoperte rivelate dall'indagine è evidenziata anche la presenza di una figura riflessa nella brocca che potrebbe essere proprio l'autoritratto dello stesso Caravaggio. La scoperta, presentata in concomitanza con il Salone dell'Arte e del Restauro di Firenze, si inserisce nel più ampio progetto di ricerca finanziato da Comitato Nazionale per le celebrazioni del IV centenario della morte del Caravaggio. Lo studio è stato realizzato avvalendosi della più recente tecnologia e appoggiandosi a istituti qualificati quali INAF e le Università di Padova e di Torino ed è volto in generale ad acquisire informazioni in merito al probabile utilizzo da parte di Caravaggio di un processo di tipo fotografico, tramite l'uso di dispositivi ottici e materiale fotosensibile.

Le nuove tecnologie hanno in effetti permesso di evidenziare l'immagine riflessa sulla brocca, che si delinea ora con maggiore precisione rivelando una figura di cui si intravedono una testa, un colletto bianco, un elemento che potrebbe essere uno specchio concavo e una fonte di luce (cfr. il testo “Il Caravaggio ritratto nella brocca” di Roberta Lapucci e Anna Mazzinghi contenuto nella pubblicazione Nuove scoperte su Caravaggio, Servizi Editoriali Firenze, 2009). Più precisamente i ricercatori sostengono che:

Osservando, invece, le immagini acquisite con gli strumenti scientifici nel vicino infrarosso (in particolare nella bande tra 700 e 1050 nm), si può vedere la sagoma di un personaggio in posizione eretta con un braccio sporgente in avanti del quale sono chiaramente distinguibili i lineamenti del volto, in particolare il naso e gli occhi, e il colletto. Lo si vede inoltre tenere in mano un oggetto che potrebbe essere un pennello e in scorcio una tela, o una tavola sulla quale è fissata una tela, su cui l’artista sta eseguendo la sua composizione.

L'immagine riflessa era già stata menzionata nel 1922 dal critico d'arte Matteo Marangoni ed è stata a lungo oggetto di dibattito: la sua presenza è uno dei tanti piccoli misteri che circondano la vita e le opere di un personaggio affascinante come Caravaggio. La sua presenza non è comunque qui in discussione, al contrario è stata messa in dubbio la novità della scoperta. Infatti il giorno successivo alla conferenza stampa di Art Test, il 31 Ottobre, l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, insieme all'Istituto Nazionale di Ottica Applicata – CNR di Firenze, precisano tramite un comunicato stampa congiunto che la conferma della presenza dell'immagine in questione era già stata documentata dal proprio staff, nell'ambito di un progetto volto a indagare la presenza di disegni preparatori nelle opere di Caravaggio. Immagini, risultati e conclusioni erano infatti già stati presentati nell'ambito del convegno "Studying Old Master Paintings - Technology and Practice. The National Gallery Technical Bulletin 30th Anniversary Conference" (Londra, National Gallery, 16-19 Settembre 2009). In tale occasione Cecilia Frosinini, Roberto Bellucci (Opificio delle Pietre Dure) e Luca Pezzati (Istituto Nazionale di Ottica Applicata) hanno menzionato il ritrovamento durante la conferenza Caravaggio’s underdrawing: A ‘Quest for the Grail’? e la notizia era stata ripresa da Giorgio Bonsanti (“Cleaning Friendship”, Il Giornale dell'arte, Ottobre 2009) e da Emily Sharpe (The Art Newspaper, Novembre 2009).

Purtroppo questo scambio di rivendicazioni ha forse oscurato il valore reale di entrambi i percorsi di ricerca: a noi sembra giusto infatti sottolineare che, a parte la curiosa figura “incriminata”, in entrambi i casi sono emersi particolari documentati e ipotesi di lavoro di grande importanza per la comprensione dell'opera di Caravaggio. Infatti se da un lato è indubbia l'importanza della rilevazione di disegni preparatorii eseguiti dall'artista, della cui esistenza si è sempre dubitato, sarebbe anche estremamente interessante poter stabilire l'uso da parte Caravaggio di strumenti ottici avanzati per creare i suoi capolavori.

Al di là delle polemiche tra team di ricerca in merito alla paternità della scoperta, resta l'indubbio interesse per un personaggio che a quasi 400 anni dalla morte continua ancora ad affascinarci con dettagli intriganti e risvolti inaspettati della propria opera.

 

Dettagli

Didascalie

  1. Caravaggio, Bacco, Firenze, Galleria degli Uffizi
    Elaborazione digitale con il particolare emerso in seguito alla campagna diagnostica
  2. Caravaggio, Bacco, FIrenze, Galleria degli Uffizi
    Dettaglio, ritratto nella brocca, riflettografia IR multispettrale, combinazione delle bande 950-1050mm (Art-Test)