Capturing emotion! Dal Canada all’Australia, dal Québec alla Nuova Zelanda.
di // pubblicato il 24 Aprile, 2010
Il 7 Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia, diretto da Ismael Ivo, si svolgerà nella città lagunare dal 26 maggio al 12 giugno. Importante appuntamento del panorama della danza internazionale, giunto ormai alla sua settima edizione, offre a studiosi, appassionati e addetti ai lavori e non la possibilità di conoscere le cifre stiliste e le ricerche di artisti e compagnie del panorama della danza internazionale.

Il titolo scelto per questa rassegna, Capturing emotion, indirizza l’attenzione verso il processo fruitivo dello spettacolo. Infatti, lasciando parlare lo stesso Ivo: “La danza è essenzialmente una disciplina visiva. La coreografia veicola visioni e i movimenti accendono la nostra capacità di interiorizzare ed esteriorizzare i desideri nascosti e di esprimere emozioni”.
Prime europee e mondiali, laboratori coreografici, come Choreografic Collision, e una nuova sezione “off” dedicata ai lavori inediti e innovativi. Pluralità di spazi impiegati in tutta la città lagunare, quali quelli consueti dell’Arsenale (Teatro Piccolo Arsenale, Teatro alle Tese, Tese delle Vergini), ma anche il Teatro Malibran, le Sale Apollinee del Teatro La Fenice, a sottolineare il legame di collaborazione con Fondazione omonima, oltre al Teatro Fondamenta Nuove e al Teatro Toniolo di Mestre.
La vocazione verso la conoscenza del nuovo e l’ampliamento degli orizzonti artistici, presente nel festival della città lagunare sin dalle origini, sono confermati da Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia: “La Biennale di Venezia crede e si impegna nella formazione di nuove generazioni di danzatori e coreografi e favorisce gli scambi di conoscenza su scala internazionale”. Il 26 maggio al Teatro alle Tese si aprono i lavori con Oxygen di Ismael Ivo, in scena i danzatori de l’Arsenale della Danza - gruppo di formazione diretto dallo stesso coreografo - per poi lasciare lo spazio alle panoramiche sul Canada, l’Australia e la Nuova Zelanda.
A rappresentare la multiforme e variegata vitalità della scena canadese sono presenti: Les Grands Ballets Canadiens de Montréal, Compagnie Marie Chouinard, Daniel Léveillé Danse, Kidd Pivot Frankfurt RM, José Navas/Compagnie Flak e Wen Wei Dance Company.
L’area australe vede in scena Ros Warby, la Sydney Dance Company con coreografie di Rafael Bonachela, il neozelandese Lemi Ponifasio, Chunky Move e lo Splintergroup.
La componente italiana sarà presente con due progetti prodotti dalla stessa Biennale in collaborazione con altre istituzioni e festival europei; cut-outs & trees di Cristina Caprioli, italiana ormai da venti anni operante in area scandinava, Tristi tropici di Virgilio Sieni. A essi si aggiunge l’interessante lavoro di Adriana Borriello con Di me in me.
Sempre attenti ad accogliere il nuovo pur se giovane e i gruppi in formazione con Marathon of the unexpected, vetrina per la presentazione di inediti, selezionati attraverso un bando di concorso che supporta le realtà che soffrono di scarsa visibilità. Go&Go Dance Party, sarà, invece, un momento gioioso e di festa per celebrare insieme la danza.
La presenza di due personalità di livello internazionale conclude e consacra il festival. Bill T Jones, curatore della composita serata Another Evening: Venice, e William Forsythe, presente nella città lagunare per il conferimento del Leone d’oro alla carriera, premio precedentemente assegnato ad eminenti figure quali Jirí Kylián, Carolyn Carlson e Pina Bausch.