Capolavori sacri recuperati in mostra a Pitti
di // pubblicato il 26 Novembre, 2009
Come abbiamo anticipato pochi giorni fa è stata inaugurata a Palazzo Pitti, Firenze Aspetti del Sacro ritrovati, l'ultima mostra delle tre previste nell'ambito dell'iniziativa L'Arma per l'Arte, che celebra i 40 anni del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e che conclude la rassegna Un anno ad arte del Polo Museale Fiorentino.
Dopo le due tappe di Napoli (Archeologia che ritorna) e Roma (Antologia delle Meraviglie) ecco che anche a Firenze arrivano in mostra i capolavori recuperati grazie alle complicate operazioni degli specialisti dell'Arma che ogni giorno si adoperano per rintracciare i beni culturali trafugati.

Sono così radunati nella preziosa cornice della Sala Bianca di Palazzo Pitti allestita per l'occasione, capolavori di arte sacra di varia natura – dipinti su tavola e su tela, sculture lignee, terrecotte, oggetti finemente cesellati – che hanno in comune il fatto di essere stati sottratti illecitamente dalle rispettive sedi e recuperati dal Comando dell'Arma per essere nuovamente ammirati in tutta la loro bellezza.
Nella luce soffusa che si sposa perfettamente con il bell'allestimento curato dall'Architetto Mauro Linari, ci avventuriamo in un percorso tra opere di inestimabile valore, che incarnano con stili e linguaggi diversi la fede e la devozione così come è stata declinata nei secoli e in aree differenti dell'Italia.
Capita così di imbattersi nella semplicità antica di un Crocifisso in oro di epoca romanica, trafugato nel '77 dal Museo Stibbert di Firenze, o in una serie di dossali del coro della chiesa di Sant'Ambrogio, Milano, trafugati a seguito dei bombardamenti del '43 e dei quali possiamo ora ammirare l'equilibrio dei bassorilievi lignei stilizzati.
Proseguendo nel percorso espositivo è impossibile non rimanere stupefatti dalla dolcezza dei lineamenti di una Madonna col Bambino umbra del XVI secolo che nascondono in realtà una storia travagliata: trafugata ben due volte nello scorso secolo e drammaticamente privata di gran parte della superficie pittorica, è un po' il simbolo di questa mostra.

Altrettanto stupefacenti sono il Crocifisso in avorio ed ebano sottratto dalla chiesa barnabita di San Paolo, Bologna, e i due grandi dipinti di Luca Giordano Il Battesimo di Sant’Agostino e Sant’Agostino e il Bambino in riva al Mare trafugati a Napoli dalla Chiesa di Sant'Anna al Trivio.
Infine come non rimanere in religioso – è proprio il caso di dirlo – silenzio di fronte alla perfezione della Madonna di Senigallia di Piero della Francesca che dal fondo della sala sembra accogliere il visitatore con un'espressione di pace assoluta.

L'osservazione delle opere è accompagnata da un'intelligente sistema informativo, che mette a disposizione i dettagli riguardo alla sottrazione, alle indagini e al ritrovamento dei pezzi, mostrati su un piccolo schermo situato accanto all'opera, in modo da contestualizzare sia l'opera, sia il lavoro degli specialisti che le hanno rintracciate.
Alla fine della mostra, oltre all'indubbia soddisfazione per la visione di così tanti capolavori radunati in un unico spazio, resta lo stupore per aver finalmente avuto un'idea della quantità di opere che nel tempo sono state rubate, vendute, smembrate e di quanto imponente sia il lavoro di recupero portato avanti dal Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale: infatti assistendo alla notizia di un recupero di un'opera trafugata, normalmente archiviamo questa informazione come un fatto a sé stante; difficilmente ci soffermiamo a riflettere su quante volte questo succede in un anno o addirittura negli ultimi quarant'anni. Inoltre troppo spesso si spendono parole parlando in modo astratto di difesa del nostro patrimonio, e raramente si elogiano le persone che se occupano realmente. L'Arma per l'Arte è invece un'occasione per addentrarsi in questo mondo e per iniziare a capire quanto sia complesso, e quanto sia importante il lavoro di squadra delle forze dell'ordine con curatori di gallerie e musei, Soprintendenze e più in generale con tutti i professionisti dell'arte.