Capolavori del Museo Nazionale di Belgrado
di // pubblicato il 11 Dicembre, 2010
A conclusione di dodici mesi intensi, ricchi di iniziative culturali, ed in previsione di un anno che sarà ancora più intenso, per le celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’Italia, il Quirinale propone una mostra di grande interesse, coronamento delle relazioni che da tempo intercorrono tra il nostro paese e la Serbia, in particolare con Belgrado ed il suo Museo Nazionale, prestatore di oggetti di eccezionale valore.

L’Italia e il restauro del Magnifico Cratere, ospitata dalla Sala delle Bandiere e visitabile fino al 6 febbraio 2010, ha come grande protagonista un grande cratere ritrovato nel 1931 (in contesto funerario) a Trebenište, in Macedonia, e già al centro dell’esposizione Balkani. Antiche civiltà tra il Danubio e l’Adriatico, tenutasi nel 2007 ad Adria. Proprio a seguito di tale mostra il cratere è stato sottoposto ad un lungo restauro reso possibile dalla Sovrintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e dal Museo Nazionale di Belgrado.
Il vaso serbo, databile tra il VI ed il V secolo a.C., si caratterizza per una decorazione (realizzata con le tecniche della fusione e dell’incisione) che presenta sia elementi figurati, come gorgoni, cavalli in corsa e cani, che geometrici. Il repertorio decorativo risulta quindi del tutto affine a quello che caratterizza la produzione greca arcaica, così come greco è risultato essere l’ambito di realizzazione del cratere. In effetti questa scoperta, resa possibile dallo studio dei materiali che ha messo in luce la presenza di biotite e inclusioni di anfibolo nella terra di fusione del vaso, ha aperto agli studiosi interessanti prospettive circa la penetrazione della cultura greca nell’area balcanica. L’area di produzione del cratere di Belgrado sembra essere in particolare Egina, isola del golfo di Saronico, che dimostra come l’area balcana non avesse contatti con la sola Grecia periferica.

L’origine di questi rapporti va probabilmente ricercata nella necessità, da parte di artisti ed artigiani greci, di procurarsi quelle materie prime che scarseggiavano in madrepatria, soprattutto lo stagno e l’ambra. Se per quanto riguarda lo stagno (necessario, assieme al rame, per la produzione di bronzo) le mete d’eccellenza sono le isole britanniche, segnatamente la Cornovaglia ed il Devon, l’ambra si può invece trovare in grandi quantità nelle regioni del Baltico, sulla cui rotta si trova proprio Trebenište, luogo di provenienza del cratere, che non è quindi il solo testimone dei contatti tra mondo greco e balcanico. Lo dimostrano infatti gli altri eccezionali ritrovamenti delle tombe del centro macedone e di quelle di Novi Pazar, nella Serbia meridionale: maschere e sandali d’oro, collane in vetro o in ambra, boccali in argento, elmi in bronzo ed oro con cui le aristocrazie locali, ricche e potenti, amano mostrare la loro ricchezza.